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Intervista a Matteo Giupponi: "La forza di volontà ti fa raggiungere grandi obiettivi"

Lombardo, 33 anni, Matteo Giupponi è un atleta della Nazionale Italiana. Negli Europei di Monaco 2022 ha vinto la medaglia di bronzo nella 35 chilometri di marcia, dopo un infortunio di quasi tre anni.

In cosa consiste l'allenamento di un marciatore?

Diciamo che è paragonabile a quello degli sport di endurance. Nella prima parte dell'anno si fanno molti chilometri, si cammina molto poi c'è chi affianca a questo il lavoro in piscina, chi quello in palestra, personalmente corro molto. Con l'avvicinarsi delle gare si va più nello specifico.

Nel nostro caso che anche il fattore "tecnico", infatti, noi facciamo delle sessioni specifiche di tecniche di marcia così da poter studiare il miglior modo per avere una corretta successione prolungata nel tempo anche ad elevate velocità.

Personalmente, ma penso questo valga per molti, è proprio lo stile podistico che incuriosisce della marcia oltre alla dedizione nel compiere un gesto atletico per un tempo molto prolungato

Si, incuriosisce come dicevi te forse anche perché non è molto sotto i riflettori, però alla fine è una camminata veloce "esasperata" nel gesto. Alla fine, sono molto importanti i movimenti delle anche che condizionano la postura e di conseguenza anche il ritmo dei piedi.

È la tua prima medaglia agli Europei tra i Senior ma non la prima in assoluto nelle rassegne Continentale, giusto?

Si esatto, oltre a questa ho vinto l'argento nella categoria Juniores e il bronzo negli U23  

Tuttavia, l'ultima ha un peso specifico maggiore

È una medaglia che aspettavo da tempo in un certo senso... Dopo l'ottavo posto a Rio (Olimpiadi 2016 ndr.) pensavo che da lì sarei progredito magari facendo qualcosa di importante.

Purtroppo, però dopo le Olimpiadi ho avuto un distacco parziale di un tendine e per circa tre anni non sono riuscito a risolvere questo problema fino all'aiuto del dottor Stesina; inoltre, il covid ha fermato un po' tutto...

Questa medaglia mi ripaga di tutti quegli allenamenti fatti sotto la pioggia, la grandine.

A chi la dedichi? 

La dedico ad Eleonora (Eleonora Giorgi, marciatrice). Stiamo anche aspettando un bambino che nascerà tra novembre e dicembre. La ringrazio anche perché durante questo anno mi ha sopportato e supportato... Nella vita di un atleta ci sono anche momenti in cui le cose vanno male ed è importante avere al tuo fianco una persona che capisce la situazione.  

Il fatto che anche lei sia un'atleta favorisce il tutto, no?

Sicuramente. Alla fine, ci supportiamo e aiutiamo reciprocamente. Quest'anno fin dalla vittoria dei Campionati italiani mi sentivo bene e sapevo che potevo fare grandi cose.

Un'altra cosa che ha influito positivamente è la nuova distanza di 35 km

Io sempre affrontato sia la 20 che la 50 chilometri. Questa è una via di mezzo ed è forse anche più attinente alle mie caratteristiche.

Sei arrivato ottavo a Rio, non è medaglia ma comunque un ottimo piazzamento; purtroppo hai dovuto saltare Tokyo e fra due anni c'è l'Olimpiade di Parigi, è un obiettivo?

Si. Dopo essermi ripreso dall'infortunio mi sono reso conto che la motivazione c'era ancora e le gambe pure, vedevo in allenamento che potevo tornare a grandi livelli. Ho messo nel mirino le competizioni più importanti e dopo questo risultato spero di poter dire la mia su questa distanza anche a Parigi... magari anche con Eleonora.

Noi ve lo auguriamo, gli italiani saranno prontissimi a festeggiare i vostri risultati!

Torniamo alla gara di Monaco, parlacene dalla tua prospettiva

Sono partito forte sin dall'inizio ed ho cercato di non perdere il contatto con il gruppetto della seconda/terza posizione. Tra il quindicesimo e il trentesimo chilometro sono andato forte con una media di oltre 4 metri al secondo e allora ho guadagnato quel vantaggio che alla fine ho mantenuto. Gli ultimi cinque chilometri sono stati belli, vedevo il quarto distanziarsi sempre di più e alla fine ho deciso di non strafare e rischiare di incappare in qualche penalità assicurandomi il bronzo, anche perché il primo era inarrivabile.

In quei momenti di massima fatica e tensione cosa si pensa?

Io ho avuto solo pensieri positivi. In quei momenti ti passano tante cose per la testa, finché non tagli il traguardo non sei mai sicuro (dato il rischio di penalità in caso di tecnica di marcia errata).

Andando un po' indietro nel tempo, come ti sei avvicinato all'atletica e poi alla marcia? Da dov'è nata la passione?

Allora, mi sono avvicinato al mondo dell'atletica grazie al mio professore delle medie che ci faceva fare i giochi della gioventù e da lì mi è nata la passione. Quando ho iniziato con l'atletica leggera facevo un po' di tutto dal mezzofondo al salto in alto; questo finché non ho provato con la marcia dato che la faceva anche un mio amico di scuola.

Dai cadetti in poi mi sono specializzato nella marcia, dato che iniziavo a vedere i primi risultati vincendo i primi Campionati Italiani.

Possiamo dire che hai trovato la tua strada già da giovanissimo

Io non sono un talento della marcia, il gesto tecnico non era innato in me. Col passare del tempo e degli allenamenti sono riuscito a costruirmi tutto quello che ho fatto in carriera. È stata determinante la forza di volontà messa in gioco giorno dopo giorno.

Dopo l'exploit di Tokyo il movimento italiano dell'atletica leggera è tornato sotto i riflettori anche a livello mediatico. Alcune discipline, come la marcia, oltre che diversi atleti, sembra quasi siano messi in secondo piano. Qual è il tuo parere?

Si... ovviamente la marcia non è uno sport di "serie b". Sono contento che molte persone vedendo noi si stiano avvicinando al mondo della camminata intesa come attività per mantenersi in forma. 
Poi certamente se la marcia venisse pubblicizzata di più e otterrebbe più spazio sicuramente si vedrebbe un incremento di interesse e di tesserati in questa disciplina, ma per ora è un qualcosa di difficile.

Per i giovani che si vogliono avvicinare a questa disciplina che consigli daresti?

Devi aver passione, ma questo vale per tutte le discipline. Poi per la marcia nello specifico si deve essere in grado a resistere a sforzi prolungati anche perché sei da solo e puoi fare affidamento solo su di te.

Com'è il gruppo della marcia italiana, che rapporti avete?

È un gruppo sicuramente in crescita. Ci incontriamo nei vari raduni della nazionale poi per gli allenamenti dipende dai vari atleti e dai loro staff.

Fai parte dell'Arma dei Carabinieri, quant'è importante l'apporto delle forze armate e di polizia nello sport?

Grazie a loro fin dai 18 anni ho potuto ciò che mi piace di più nella vita. Posso praticare il mio sport, allenarmi dodici/tredici volte a settimana e quindi poter sostenere questo lavoro.

Ultima domanda, cosa ti aspetti dal futuro e quali sono i tuoi obiettivi? Oltre le Olimpiadi già citate prima

Io sono laureato in scienze motorie, mi piacerebbe restare nel mondo dello sport dato che in questi anni ho accumulato molta esperienza.

Ringraziamo Matteo per la sua disponibilità e gentilezza e gli facciamo i migliori auguri per il suo futuro!

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