Il Lewes FC è il primo club al mondo a garantire lo stesso stipendio a calciatori e calciatrici. Storia, numeri e rivoluzione Equality FC.
A Lewes, 16 mila abitanti a sud di Londra, sanno bene come si scrive la storia. Mettici che la squadra, il Lewes Football Club, venne fondata nel 1885, al pub The Royal Oak. Mettici che il campo in cui gioca, The Dripping Pan, a poche centinaia di metri da quel pub, è stato il teatro della seconda partita documentata più antica del mondo, addirittura nel 1694.
Mettici poi un'idea rivoluzionaria, assurda, infattibile e, proprio per questo, epocale: dare a calciatori e calciatrici lo stesso stipendio. E diventare la prima squadra di calcio nella storia a farlo.
Il Lewes Football Club è una squadra semi-professionistica. La formazione maschile gioca nella Isthmian League, settimo livello della piramide calcistica inglese. Una categoria sotto la National League North, quella in cui gioca il Macclesfield dei miracoli che ha eliminato il Crystal Palace in FA Cup (di cui vi avevamo parlato qui), e sei livelli sotto il Pantheon della Premier League. Le donne, invece, militano nella FA Women's National League Southern Premier, terzo livello del calcio femminile inglese.
"Usiamo lo stesso campo, le stesse strutture, lo stesso pallone — raccontava nel 2017 l'allenatore della squadra maschile, Darren Freeman — Come tifosi di calcio, vogliamo tutti che la nostra squadra vinca, indipendentemente dal genere. Parità significa dare a tutti le stesse opportunità e ottenere le stesse ricompense."
Ecco allora l'idea. Un'idea rivoluzionaria, dicevamo, ma alla fine semplicissima.
È nel 2017 che il club lancia una nuova campagna: l'Equality FC, con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla disuguaglianza di genere nel calcio. In quell'anno, nel Regno Unito, il gender pay gap era del 19,4%, sceso al 15,5% nel 2020 e ulteriormente ridotto al 9,5% nel 2022. Non esistono paragoni, invece, sul divario tra stipendio medio dei calciatori e delle calciatrici: un giocatore di Premier League guadagna in media tra i 3 e i 3,6 milioni di sterline all'anno, una giocatrice circa 47 mila sterline, con eccezioni per le top player che arrivano a 200 mila sterline.
Mondi diversi, è vero. Dove diritti televisivi, merchandising, investimenti e dimensione del pubblico fanno la differenza. Ma a Lewes è diverso. "Crediamo che debba esserci parità di condizioni per le donne nel calcio — spiegava la direttrice Jacquie Agnew — Impegnandoci a retribuire equamente le nostre squadre femminili e maschili e a fornire pari risorse per allenamento, formazione e strutture, speriamo di innescare un cambiamento in tutto il Regno Unito."
Così il club ha deciso di cambiare le regole. E lo ha fatto davvero. Anche perché il Lewes è un club di proprietà dei tifosi, sostenuto dalle persone e pensato per le persone. "Il calcio è fantastico, ma ci sono un sacco di cose che non vanno, davvero tante", si legge sul sito ufficiale, dove il club si dà due obiettivi: vincere trofei e far gioire i tifosi, ma soprattutto "contribuire a cambiare gli aspetti negativi del calcio: le disuguaglianze, la pessima governance e l'oscena cattiva distribuzione delle risorse."
La campagna Equality FC ha così aperto le porte a un cambiamento epocale: stessi budget per le prime squadre maschile e femminile, stesse risorse per lo staff tecnico, miglioramento di attrezzature e strutture, investimenti a livello locale per promuovere la partecipazione paritaria di ragazzi e ragazze al calcio. "Per le giocatrici, avere le stesse ricompense dei loro colleghi maschi per lo stesso lavoro è un fantastico passo avanti — spiegava John Donoghue, allora allenatore della squadra femminile — Meritano la stessa voce e lo stesso sostegno del calcio maschile".
Una voce che passa anche dal racconto giornalistico. Ed è per questo che il Lewes FC collabora con università, scuole e giornalisti, offrendo percorsi di formazione e sensibilizzazione su come raccontare il calcio femminile e la parità di genere nello sport.
Piccoli gesti, per un grande risultato. "E poiché il calcio è così follemente popolare — scrivono sul sito — cambiare il calcio può davvero contribuire a cambiare il mondo".
E ne siamo convinti anche noi.





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