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Il soffitto di cristallo delle calciatrici italiane

La nazionale femminile arriva in semifinale agli Europei dopo 28 anni, ma i giornali sportivi la ignorano. Il calcio femminile merita più visibilità. 

L'impresa della nazionale femminile di calcio, che dopo 28 anni torna in semifinale agli Europei, non trova spazio sui giornali sportivi nazionali. O meglio: non trova lo spazio che merita.

Sulla prima pagina del Corriere dello Sport c'è un ampio trafiletto, "Il cielo è azzurre", ma la notizia principale è sul calciomercato: "Lookman vuole l'Inter". Stessa impostazione della Gazzetta dello Sport: in alto "Azzurre in semifinale", niente di più, e sotto ancora la notizia dell'attaccante nigeriano dell'Atalanta ("Lookman, l'Inter c'è". Ancora peggio Tuttosport, che dedica la prima a Sancho ("Juve, Sancho in arrivo") e per le Azzurre di Soncin c'è spazio solo in taglio basso: "Girelli non finisce mai. Semifinale dopo 28 anni!". Anche il primo quotidiano italiano, il Corriere della Sera, nell'edizione di ieri non dedica spazio in prima alla vittoria dell'Italia e nelle pagine sportive l'impresa è descritta solo dopo la pagina del calciomercato.

Eppure l'Italia del calcio, negli ultimi anni, è soprattutto femminile. I colleghi uomini non arrivano in una semifinale continentale dal 2020, anno in cui la nazionale di Mancini vinse gli Europei in terra inglese, e non si qualificano ai Mondiali dal 2014. Però per avere riconoscimento, nel calcio come nella vita, le donne devono fare di più. Devono rompere quel "soffitto di cristallo" che si trova in ogni posto di lavoro. L'espressione venne coniata dalla consulente aziendale Marilyn Loden nel 1978, durante un'intervista nel 1978. "Ho sostenuto che ci fosse un "soffitto di cristallo invisibile" fatto di barriere di tipo culturale e non personale che stava facendo il grosso del danno alle carriere delle donne, alle loro aspirazioni e opportunità" ha raccontato l'esperta.

Lo dicono i numeri. L'indicatore SDG 5.5.2 dell'Agenda 2030 dell'ONU, che misura la percentuale di donne nelle posizioni manageriali ed è compreso tra i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, parla chiaro in questo senso. Secondo quanto si legge qui, in Italia la quota della componente femminile nelle posizioni manageriali è solo del 23% contro il 77% di quella maschile, la più bassa di 35 Paesi europei. "Come riescono le donne di tutti gli altri Paesi a contendere con successo le posizioni apicali agli uomini? Come fanno le donne in Grecia a ricoprire il 34% delle posizioni dirigenziali, undici punti in più delle italiane? Anche in Portogallo sono quasi il doppio (38%), sfiorano il 36% in Spagna e superano il 39% in Francia e Regno Unito, mentre in Svezia si sale oltre il 42%".

E il calcio anche in questo caso diventa lo specchio del nostro paese. Un paese in cui per emergere, per farsi notare o più semplicemente per veder valorizzato il proprio lavoro, le donne devono fare di più. Poco importa se sono arrivate in semifinale degli Europei. Per una prima pagina devono vincerli. E forse non basterebbe comunque. 


In copertina: foto Pescara Calcio su X

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