La UEFA potenzia gli strumenti contro abusi e discriminazioni online: nel mirino soprattutto le calciatrici, con il 67% dei post offensivi indirizzati a loro
Durante UEFA Women's EURO 2025, mentre le calciatrici europee davano spettacolo in campo, online si scatenava un'ondata di odio. 1.901 messaggi offensivi sono stati identificati dalla UEFA nel corso del torneo, un dato in crescita del 7,3% rispetto all'edizione 2022. Il bersaglio principale? Le giocatrici, colpite nel 67,3% dei casi, seguite dagli account ufficiali delle squadre (25,6%), allenatori (5,3%) e arbitri (1,8%).
Il problema è serio e strutturale. La finale tra Spagna e Inghilterra è stata l'apice: 468 post segnalati da 365 account distinti, con la Spagna come squadra più colpita. Anche i contenuti sono stati analizzati: l'81,9% degli abusi era generico, mentre il 13% era sessista, il 3,9% razzista e l'1,2% omofobo.
UEFA, social network e forze dell'ordine: un fronte comune contro gli abusi digitali
La UEFA ha risposto attivando un programma di monitoraggio e contrasto agli abusi online, già sperimentato negli Europei del 2022 e ora esteso a tutte le finali UEFA, comprese quelle giovanili. Durante Women's EURO 2025, 443 profili tra calciatrici, allenatori e arbitri sono stati monitorati attivamente. A ogni squadra è stato fornito un kit di prevenzione digitale, con linee guida su come proteggere gli account social.
Al termine di ogni partita, le federazioni nazionali ricevevano report dettagliati sui contenuti offensivi rilevati. I post più gravi venivano segnalati direttamente alle piattaforme social per una rimozione rapida: il 66,6% dei contenuti segnalati è stato rimosso o sanzionato. Gli altri restano online, ma la UEFA incoraggia le vittime a denunciare formalmente o a cercare supporto legale e psicologico.
La lotta all'odio online ha visto anche la collaborazione attiva delle big tech:
- Meta (Facebook e Instagram) ha rimosso il 91% dei contenuti segnalati, attivando strumenti di moderazione automatica come Hidden Words e Limits.
- TikTok ha eliminato il 100% dei post offensivi rilevati.
- X (ex Twitter) ha rafforzato il personale e migliorato i protocolli di intervento durante gli eventi live.
Inoltre, è stato creato un gruppo di lavoro interistituzionale che include le forze dell'ordine europee, con l'obiettivo di rendere le piattaforme sempre più sicure per atleti, staff e tifosi.
Il futuro del calcio femminile si gioca anche online
Il programma UEFA si chiude dopo tre anni con 19.535 post offensivi identificati, 3.863 segnalazioni e 261 partite monitorate. Numeri che fanno riflettere: se il campo è il cuore del gioco, il digitale è il nuovo stadio, e deve essere protetto con la stessa attenzione. Come ha dichiarato Michele Uva, direttore UEFA per la sostenibilità: "Gli abusi non hanno posto nel calcio. Stiamo lavorando per rendere lo spazio digitale più sicuro, più rapido, più efficace".
Una battaglia lunga, ma necessaria. Perché il calcio femminile non ha bisogno di odio. Ha bisogno di rispetto.



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