La famiglia tradizionale, le violenze, le discriminazioni. Elena Linari parla chiaro: "E' assurdo parlare di questo nel 2025".
L'Italia femminile si è fermata in semifinale agli Europei in Svizzera, cedendo solo all'Inghilterra delle campionesse in carica, ma per fortuna non si smette di parlare di calcio femminile. Ed è proprio sulla scia delle partite delle Azzurre, del loro successo e dell'attenzione mediatica da loro generata che le protagoniste hanno continuato a far sentire la propria voce.
Questa mattina, durante la visita al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Cristina Girelli ha parlato così: "Vogliamo sognare in grande perché sappiamo che sulle nostre spalle non abbiamo solo la maglia azzurra, ma il sogno di tante bambine che vogliono arrivare lì dove siamo noi. Ogni bambina con un pallone in mano ha diritto a sognare. Siamo arrivate ad un minuto dalla finale, ma non è quel minuto che ci qualifica: è il cammino che abbiamo fatto. Questa non è una squadra, ma un collettivo che sa cadere senza spezzarsi".
Sempre oggi sulle colonne di Repubblica è uscita invece un'intervista a Elena Linari in cui i toni sono più decisi e anche più pessimisti: "La situazione non sta migliorando ed è per il governo che abbiamo, mi dispiace. Stanno portando avanti nuovamente la famiglia tradizionale, al netto di alcune eccezioni come il sindaco di Roma Gualtieri o la nuova sindaca di Genova Salis, che ha appena sposato due donne. Nel mondo vedo una crescita, tralasciando l'avvento di Trump negli Stati Uniti. Ma bisogna ricordare quante aggressioni ci sono per due donne che camminano per strada mano nella mano, o due uomini che si azzardano a darsi un bacio a stampo. È assurdo dover parlare di questo nel 2025. Due donne che si tengono per mano rischiano ancora insulti o aggressioni".
La calciatrice della Roma, vicina al trasferimento alle London City Lioness, in Inghilterra, aveva fatto coming out nel 2019 diventando una delle prime calciatrici a parlare pubblicamente della propria omosessualità: "Si dovrebbe poter amare e essere amati – ha continuato - rispettare e essere rispettati. Se c'è questo, possono stare insieme donne, uomini, ci può essere una relazione aperta. Si deve poter essere liberi".
Come si legge su gay.it, gli Europei svizzeri sono stati i più inclusivi di sempre con quasi 80 calciatrici dichiaratamente LGBTQIA+ e molte capite scese in campo con la fascia arcobaleno al braccio. Una rassegna europea che terminerà domenica prossima con la sfida tra Inghilterra e Spagna. Una finale in cui non avrebbe sfigurato l'Italia. Che intanto continua a far parlare di sé. Con la forza di chi sa quello che dice e di chi vuole cambiare il mondo.



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