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"Il filosofo in panca". Lo spettacolo di Alessandro Pilloni su Manlio Scopigno tratto dai libri di Giulio Giusti

Domani sera, all'Arena Zelig di Milano, Alessandro Pilloni porterà in scena un monologo teatrale su Manlio Scopigno, tratto dai libri del nostro Giulio Giusti.  

"Il filosofo in panca. Manlio Scopigno" di Alessandro Pilloni, tratto dai libri di Giulio Giusti
Ci sono allenatori che legano, in maniera indissolubile, il proprio nome a una squadra, a un'impresa, a un'epoca. Allenatori che hanno fatto la storia lì dove è più difficile, dove la storia in genere non si ferma. Dove non si vince. Manlio Scopigno è stato questo e, allo stesso tempo, molto altro. E' stato l'allenatore del Cagliari campione d'Italia nel 1970, il Cagliari Giggirriva. E' stato un terzino diverso per l'epoca, cresciuto a Rieti e poi esploso in Campania, tra Salerno e Napoli. E' stato un rivoluzionario, un diverso, un filosofo.

E lo spettacolo che domani, 24 settembre, Alessandro Pilloni porta in scena si chiama proprio così: "Manlio Scopigno. Il filosofo in panca". Un monologo tratto dai libri di Giulio Giusti, il nostro Giulio Giusti. E che parte dalla notte prima della partita più importante del Cagliari, in una stanza dell'Hotel Mediterraneo, con in sottofondo un brano di Gershwin.
"Si può dire che sono il figlio della Felicità dello Scudetto - ha raccontato l'attore a Giovanni Tosco - visto che sono nato all'inizio di giugno del 1971 e che mio padre era innamorato di Riva e di quella squadra, che seguiva anche in trasferta". 

Una passione per il calcio, quella di Pilloni, che si incastra bene la visione e le opere di Giulio Giusti. "Un paio di anni fa ho ricevuto una sua mail in cui scriveva che da tempo voleva portare in scena un suo libro sullo scudetto raccontato attraverso la vita di Scopigno e sentiva che con me si poteva fare: e senza nemmeno conosere la mia storia, le mie origini, l'amore trasmesso da mio padre, il mio testo su Riva ("Nel segno di Giggirriva"). Prima data domani, a Milano, all'Arena Zelig, ma si lavora per repliche a Rieti, Roma e Cagliari.

Un salto all'indietro, in un calcio che non c'è più, fatto di campioni e di allenatori come ormai non se ne trovano in giro. Un viaggio in un passato mitico e allo stesso tempo dimenticato. Riscoperto grazie a Giulio Giusti e ad Alessandro Pilloni. 

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