L'Inter Spaziale raccontata in quello che è molto più di un libro, un diario affascinante di giornate scolpite nella roccia degli anni Settanta.
"Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richards". La citazione delle indelebili parole di Stefano Accorsi in "Radiofreccia", il film di Luciano Ligabue, viene riproposta da Beppe Monighini per presentare magistralmente il suo "Inter Spaziale" per le edizioni Urbone Publishing. "Dallo scudetto della tabella e della rovesciata di Bonimba, fino alla storica finale contro l'Ajax di Cruyff" questo il "sottotitolo" del libro che Beppe fa coincidere con il 12 aprile 1970, un giorno che in Sardegna e non solo sarà per sempre il giorno dello scudetto del Cagliari, come inizio e il 31 maggio 1972 quando l'Ajax di Cruyff vince la Coppa Campioni contro l'Inter come fine. E la parte finale del suo libro è anche tanta metafora, giovani contro vecchi, ricambio generazionale, da un lato gli aitanti "forti e belli" olandesi dall'altro i campioni della Grande Inter, Facchetti, Mazzola, Corso, Burgnich, la partita finisce e, forse, anche un ciclo vincente. Monighini, alessandrino, come il sottoscritto è componente della Società Italiana di Storia dello Sport, come il sottoscritto con il sogno da bambino di "scrivere di sport" ma molto meglio del sottoscritto, è brillante scrittore oltre che autore di libri. A firma Beppe Giuliano Monighini in libreria si trova "L'estate della gioia e del terrore. I Giochi di Monaco e il 1972" (Ultra Sport, 2021), ma anche "Correndo a vuoto" (Bookabook, 2019) e "Portabandiere. Storie di donne a cinque cerchi" (Urbone, 2021) del quale è co-autore.
"Non è un libro sul calcio è un libro di Fútbol"
"Questo non è un libro sul calcio. E non è nemmeno un libro sull'Inter. Certo, di entrambi si parla moltissimo, o meglio si parla di Fútbol, perché se le parole sono importanti (e lo sono) la distinzione è fondamentale. E dire Fútbol, come lo chiamavano padri e nonni, vuol dire evocare una galassia di personaggi, di fatti e di emozioni che va ben oltre il dato sportivo e riguarda un intero Paese. Questo è dunque anche un libro di storia: l'autore ci ragguaglia sugli eventi che scuotevano l'Italia che la domenica pomeriggio si incollava alle radioline e ci porta dentro l'Italia di allora con il gusto del racconto, con l'umiltà di restituire la voce a quelle penne sontuose che dalle pagine dei giornali ci hanno insegnato che lo sport non è solo sport".
Questo un estratto della splendida presentazione che la giornalista Paola Italiano ha voluto dedicare al libro di Monighini che, come spiega, contiene al suo interno: "Gigi Riva, Accacchino e Accaccone, Tamara Baroni e Bubi Bormioli, la staffetta Mazzola-Rivera, Lelio Luttazzi il Carosello e Alto Gradimento, Giovanni Arpino e Gianni Brera, il derby (partita) e il Derby (club), Lucio Dalla, il piede sinistro di dio, Lady Renata e Ivanoe, il professor Roberto Vecchioni, Armando Picchi, Anna Maria Pierangeli, Peppino Prisco, Roberto Bettega, Bernadette Devlin, il colbacco di Giagnoni, Gustavo Thoeni e Francisco Fernandez-Ochoa, il compagno Osvaldo, Padre Eligio, il numero 14".
"Per sempre": vite speciali di personaggi speciali
Lelio Luttazzi, Lucio Dalla, Peppino Prisco, tanto per citarne alcuni in ordine sparso, per ognuno di loro non basterebbe un singolo libro a raccontarne gesta e mito, vite speciali di persone speciali, personaggi, monumenti, gente che non va via al funerale ma che resta, tanto per non lasciare il tema Ligabue, "Per sempre, solo per sempre, c'è un istante che rimane lì piantato eternamente". E non me ne voglia Roberto Vecchioni che meritava stessa, identica, lode, ma, fortunatamente per lui e per noi, non ci stava nel discorso al passato e all'eternità.
Pagine affascinanti, quelle vergate da Beppe Monighini, ricche di quella intensa scrittura che sempre più rimpiangiamo, e che, ahinoi, con l'intelligenza artificiale e le diavolerie moderne non tornerà mai più, così, vera, straordinariamente vera, "con il cuore" come dice chef Cannavacciuolo, e beato lui che nelle cucine ancora non verranno soppiantati ingiustamente e mediocremente dalla tecnologia…
La Vecchia Inter e la rovesciata di Bonimba
"Inter Spaziale - Dallo scudetto della tabella e della rovesciata di Bonimba, fino alla storica finale contro l'Ajax di Cruyff" è anche il libro come si legge nello stesso racconto del suo autore della "vecchia Inter che appena un anno prima aveva vinto il più improbabile dei campionati dopo una clamorosa rimonta: lo scudetto della tabella e della rovesciata di Roberto Boninsegna, che ispirerà una celebre battuta del protagonista di 'Radiofreccia".
"Per un centimetro…ogni maledetta domenica"
Altro capitolo, altro articolo, che con il lasciapassare del nostro Direttore faremo prima o poi, ovvero le splendide citazioni calcistiche e sportive nelle pellicole del cinema. Italiano ma poi anche internazionale, altrimenti non possiamo ripercorrere Al Pacino in "Ogni maledetta domenica" e il pezzo sarebbe come una pizza margherita senza mozzarella o una carbonara senza guanciale, tanto per restare collegati al tema cucina cui sopra…Menzione speciale alla foto di copertina del libro di Beppe, la maglia nerazzurra, quella ancora a coste larghe, quella semplice senza strane concessioni per via del merchandising, striscione, stellone e scudettone, semplice, come il calcio che fu, quando i calciatori, forse, ancora sapevano essere bandiere.



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