Nuovo appuntamento con la rubrica "100 parole. Storie di calcio (e di sport) in formato drabble". Oggi un racconto tratto da una storia vera...
Le partite le seguiva da casa, ormai con il bambino lo stadio era impossibile. E allora divano, ma senza i soldi per Dazn né abbastanza fegato per il pezzotto. Fedeltà a Rojadirecta, telecronaca in arabo e immagini in ritardo.
70', la squadra perde. Dilemma: continuare a sperare oppure andare a dormire?
Mentre decide, sente un urlo. Ma sul televisore niente. Aspetta, nulla. Allora spegne.
A letto immagina gol, rimonte, vittorie. Poi un nuovo strillo, dal condominio. "Magari abbiamo segnato" pensa. Si alza, il materasso cigola. Il bambino si sveglia, la moglie lo maledice. Due disfatte in una sera. Mica male.



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