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Trump presenzierà alla finale di un torneo di cui al 95% non capisce nulla, dice il Guardian

Donald Trump sarà presente alla finale tra PSG e Chelsea: una mossa politica più che sportiva. 

Il Mondiale per Club, finalmente, stasera arriva alla sua partita conclusiva. Alle ore 21.00 italiane, al MetLife Stadium, il Paris Saint Germain di Luis Enrique cercherà di scrivere la storia contro il Chelsea di Enzo Maresca. E cercherà di farlo davanti a un ospite d'eccezione: Donald Trump.

Il Presidente degli Stati Uniti ha infatti annunciato la sua presenza in tribuna, al fianco dell'amico Gianni Infantino. Una notizia che viene commentata così dal The Guardian: "La presenza di Trump a un torneo che, possiamo essere sicuri al 95%, lui non capisce è, senza dubbio, un enorme colpo di scena e una vittoria politica per il calcio". Sì, perché fino a qualche decennio fa il pallone era considerato apertamente antiamericano. Si legge ancora sul The Guardian: "Ann Coulter ha descritto la crescente popolarità del calcio come un "segno del decadimento morale della nazione". Glenn Beck l'ha paragonata all'Obamacare: "Non importa come cerchi di convincercelo, non importa quante celebrità ti porti... non vogliamo averci niente a che fare".".

Ma qualcosa inizia a fare breccia nella sacra trinità di baseball, football americano e basket. Salgono le quotazioni della Formula 1, trascinata anche da tutto ciò che avviene fuori dai circuiti come il nuovo film con Brad Bitt e una nuova serie tv Netflix, e cresce anche il cricket. Insomma, lo sport si sta prendendo la scena, ma allo stesso tempo sta scoprendo di condividerla con un uomo "che non è così entusiasta del resto del mondo". Trump infatti annuncia che la prossima Coppa del Mondo sarà il "torneo di calcio più grande, più sicuro e più straordinario della storia" ma intanto impone dazi doganali ai suoi co-organizzatori e sogna di annettere il Canada.

A rendere ancora più difficile la situazione sono le nuove scelte dell'amministrazione Trump: i tifosi di calcio iraniani non potranno seguire dal vivo il mondiale della loro nazionale, qualche giorno fa la nazionale femminile di Cuba non ha potuto sbarcare a Porto Rico mentre a quella senegalese di basket sono stati negati i visti.

Insomma, il linguaggio universale dello sport è una lingua che non viene parlata alla Casa Bianca. E le Olimpiadi che si disputeranno a Los Angeles nel 2028 e i Mondiali di calcio del prossimo anno saranno tutto tranne che l'incontro e la festa di paesi e atleti diversi uniti nella pratica e nella passione sportiva. Perché il problema non è il calcio o il torneo a cui presenzierà stasera: forse Trump non ha capito nulla anche dello sport. 

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