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Lampi mondiali #13 | Arriba Espana

La Spagna vince il suo secondo Mondiale battendo l'Argentina ai supplementari. Analisi della finale, gol decisivo di Ferran Torres e riflessioni sull'americanizzazione del calcio. 

La Spagna ha vinto meritatamente il suo secondo Mondiale contro un'Argentina che ha fatto il suo primo tiro in porta solo quando era sull'orlo del baratro, a cinque minuti dalla fine del secondo tempo supplementare. La «Roja» ha avuto sempre il totale controllo del gioco. Mentre i sudamericani sono sembrati completamente svuotati nella testa e nelle gambe.Anche gli infortuni hanno influito sul rendimento della «Seleccion» che ha perso uno dopo l'altro i pezzi della difesa (Lisandro Martinez, Montiel e Romero), costringendo Scaloni a dei cambi obbligati e rinunciando, al tempo stesso, ad altri. L'allenatore argentino, dopo aver azzeccato tutto nelle partite precedenti, ha stupito con la scelta iniziale di Nico Gonzales. Viceversa, il suo collega de la Fuente, come sempre nel corso del torneo, non ha sbagliato nulla e ha trovato il gol della vittoria, anche questa volta, grazie agli ingressi dalla panchina. Questa volta non ha segnato l'amuleto Merino. Il gol del trionfo, arrivato all'inizio del secondo tempo supplementare al 106', è stato confezionato dalla coppia di subentranti Nico Williams-Ferran Torres con il primo che ha appoggiato di testa per la botta vincente del secondo ben piazzato nel centro dell'area. Nei 90' regolamentari e per quasi tutti i supplementari è stato un totale dominio spagnolo. In più, l'Argentina ci ha messo del suo rimanendo in 10 a pochi spiccioli dalla fine del 90' con l'espulsione di un troppo nervoso Enzo Fernandez, che ha così sciupato uno splendido Mondiale. Negli ultimi 5 minuti, però, l'Albiceleste ha tirato fuori l'orgoglio e ha confezionato due occasioni nitidissime che l'avrebbero portata, ingiustamente, ai rigori.

Insopportabile, a parere di chi scrive, l'intervallo extralarge (quasi mezz'ora) e l'americanizzazione del prepartita. Il Presidente Trump ha avuto il suo spazio premiando gli atleti. Il tycoon, nei giorni precedenti, ha auspicato quanto prima un nuovo Mondiale negli Stati Uniti (noi ci auguriamo di no). Mentre Infantino, che in quanto a megalomania non è secondo al suo amico americano, ha detto che questa edizione dei Mondiali è stato il più grande evento della storia dell'umanità. Dichiarazioni del genere, solitamente, rendono ridicolo chi le dice, ma da ridere c'è poco. Purtroppo, se non cambieranno le cose, non sappiamo cosa altro aspettarci dal Presidente della FIFA. Forse vedremo le partite divise in 4 tempi regolamentari per aumentare gli spazi pubblicitari? Il calcio ha imboccato una strada da cui non tornerà più indietro e quello che molti di noi hanno amato per generazioni non tornerà più. Accontentiamoci dello spettacolo offerto dai calciatori sul campo. La talentuosissima Spagna di de la Fuente e le ultime pennellate di Messi (non oggi ma nelle gare precedenti) dicono che c'è ancora vita sul pianeta calcio. Per quanto ancora, però, non si sa. 

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