La società pugliese premierà i calciatori universitari che raggiungeranno il voto 29, in omaggio all'anno di fondazione del club.
Dalla Puglia, da Trani con precisione, arriva una bella iniziativa che mira a incentivare il connubio tra studio e sport. Il protagonista è il Soccer Trani che, dopo aver vinto il campionato di Promozione e la relativa coppa di categoria nella scorsa stagione, si appresta ad affrontare il campionato di Eccellenza.
La società pugliese del presidente Luciano Pace ha deciso di premiare tutti quei calciatori che, oltre a scendere sul rettangolo verde, proseguiranno positivamente la propria carriera di studi sui banchi dell'università. Con quale criterio verranno premiati? Il Soccer Trani darà un compenso in denaro a tutti coloro che supereranno gli esami con una valutazione pari o superiore a 29. La scelta di questo voto come soglia di sbarramento per arrivare al premio mira, in primis, a incentivare uno studio di qualità e non frettoloso e approssimativo; in secondo luogo, si carica di un significato simbolico perché il 1929 è stato l'anno della fondazione della società calcistica di Trani.
Promuovendo questa iniziativa, il Soccer Trani vuole ricordare ai propri calciatori che, prima ancora di essere degli sportivi, sono delle persone che devono formarsi per diventare gli adulti del domani e per farlo non devono assolutamente né tralasciare né abbandonare lo studio. Il presidente Pace ha voluto sottolineare come troppo spesso i giocatori, non solo quelli professionisti bensì anche quelli dilettanti, si lasciano accecare dagli impegni sportivi e finiscono per trascurare o addirittura abbandonare lo studio che, invece, è imprescindibile per la formazione della personalità e per la costruzione di un futuro che poggi su fondamenta solide.
La proposta della squadra di Trani è lodevole perché accende i riflettori su una tematica troppo spesso sottovalutata, ossia il rapporto tra studio e sport. Di frequente tendiamo a percepire questo rapporto come necessariamente dicotomico, come inconciliabile, come se l'uno non potesse esistere in presenza dell'altro. Sport e studio possono coesistere, invece, eccome se possono. Per far sì che questo avvenga, però, probabilmente è necessario avviare una piccola rivoluzione culturale, che parta, in primis, dalle figure adulte di riferimento e poi arrivi ai più giovani. Troppo spesso, infatti, giunge proprio dagli adulti questo aut-aut kierkegaardiano – o sport o studio – che finisce per gettare addosso ai giovani un inutile pressione e che li porta all'abbandono dell'una o dell'altra strada. Non deve esserci, invece, tutta questa "angoscia della scelta": possono essere percorse entrambe le strade contemporaneamente, sia quella dello sport sia quella dello studio. Basta saper dare la giusta importanza a entrambe e affrontarle con passione. Non dico, tuttavia, che sia semplice conciliare entrambe le cose, perché, oltre alla passione, si richiede impegno, sacrificio, costanza e dedizione. Ecco quindi che entra in gioco l'importanza della figura dell'adulto come guida, che dovrà ergersi a faro nella tempesta per il giovane, supportandolo nelle sue scelte, guidandolo e facendolo riflettere su sé stesso, senza però mai sostituirsi a lui e scegliere per lui.
Sport e studio possono quindi andare a braccetto e non escludersi a vicenda.
Complimenti al Soccer Trani per questa iniziativa che mira a piazzare nuovamente lo studio al centro della vita dello sportivo.



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