Simpatie per la nuova Salernitana grazie a mister Cosmi, uno che ascolta musica e beve fuori dal coro.
"Giudico i calciatori anche dalla musica", ma Sanremo 2026 tra big e nuove promesse, tra la "marcia nuziale moderna" di Sal da Vinci e Laura Pausini in versione canta-conduttrice, Carlo Conti che ricorda Pippo Baudo ma deve dimenticarsi gli ascolti dello scorso anno non c'entrano nulla salvo la contemporaneità della messa in onda con queste parole.
E sono quelle di un allenatore tornato sulla panchina, tornato a sudare in tuta e a calpestare prato bagnato. Un uomo che ha superato i sessanta, anzi anche i sessantacinque e che si era dato al teatro, alla tv, alle interviste, insomma aveva tutta l'aria di essere la storia dell'età adulta, quella nella quale ci si dedica ad altro, a quello che non si è potuto fare prima, quando si era nella centrifuga del calcio, prima giocato e poi allenato. Ora sembrava giunta la terza età (in termini professionali of course…) e, invece, no, arrivata la telefonata, la risposta è stata il ritorno nel ruolo che forse gli ha fatto fare più carriera. Serse Cosmi per tutti è, senza se e senza ma, un allenatore. Non è stato (non se la prenda a male) un calciatore indimenticabile, e per la carriera teatrale, tra l'altro iniziata bene, ci sarà tempo di riprenderla. Ma Serse Cosmi è un allenatore del quale si aveva un gran bisogno e vederlo di ritornare a questo mestiere, e in Italia tra l'altro, è un vero piacere.
A Salerno spedizione di una cartolina di affetto e simpatia
Il giornalista sportivo non deve avere colori quando scrive, e non ci si sottrae di certo alle regole deontologiche, ma un pizzico di simpatia per la Salernitana da qualche giorno a questa parte come deroga la chiediamo a ragione. Non si vuole essere supporter della squadra campana e venire meno all'obbligo di terzietà calcistica con le altre compagini, per carità, ma con Serse in panchina la squadra la cui maglia granata venne indossata una vita fa anche da un mito assoluto come Agostino Di Bartolomei, la guardiamo con affetto. Non si può non avere un debole cari signori per un allenatore fuori dalle righe come Serse Cosmi, che per la sua grinta assoluta ispirò una delle imitazioni più esilaranti di Maurizio Crozza ai tempi di "Mai dire gol" e della Gialappa's. Una cosa del tipo "ti spezzo le gambe" pronunciata ai suoi ipotetici calciatori con quella voce roca, dura, che ti faceva ridere senza freno. Ma dietro quell'imitazione c'era la natura di un coach che ha sempre bevuto fuori dal coro. Uno ruvido ma sincero, uno che senza troppi giri di parole ti faceva sputare l'anima in campo, ma non per esserne poi lui il beneficiario. Ti faceva dare tutto per rispetto dei tifosi, per onorare un mestiere a dir poco da privilegiati, perché non esisteva tirarsi indietro, la battaglia andava vinta. Oggi come allora a Serse Cosmi viene chiesto di guidare una squadra che non deve più "prendere pugni senza reagire" come ha detto il direttore sportivo della Salernitana Daniele Faggiano che non è per lui una nuova conoscenza.
Le lacrime di Trapani e di un uomo vero senza filtri
Faggiano era il dirigente di quel Trapani che sfiorò la serie A e che perse la finale di play-off con il Pescara. In panchina Serse Cosmi che piange, come giusto che facciano le persone vere, carne, ossa ed emozioni, per aver sfiorato un'impresa storica. Lui che piange, Massimo Oddo allenatore avversario che lo consola, per il primo poteva essere la gioia di una vita, per il secondo, campione del mondo da calciatore, la promozione in serie A, tra l'altro di una squadra che ha vissuto vari momenti indimenticabili nella massima divisione non aveva lo stesso significato. Le lacrime di Serse Cosmi erano la rabbia di chi ha mangiato quintali di letame, di chi veniva dai campetti di periferia, di chi era abituato a dirgliene quattro a calciatori pigri e presidenti poco sinceri. "Nato ai bordi di periferia, dove i tram non vanno avanti più, dove l'aria è popolare è più facile sognare, che guardare in faccia la realtà, quanta gente giovane va via, a cercare più di quel che ha, forse perché i pugni presi a nessuno li ha mai resi, e dentro fanno male ancor di più". Parole e poesia di Eros Ramazzotti e in clima di Sanremo la citazione era doverosa anche perché Eros è stato LA musica di questo festival. Il migliore, per qualità, capacità di regalare al pubblico qualcosa di unico e irripetibile. "L'Aurora" cantata con Alicia Keys, tutta rigorosamente in italiano, un pianoforte che vibra le sue note e ti entra nell'anima.
"Musica è guardare più lontano, fa parte di me...cammina con me"
La musica, componente fondamentale per mister Serse Cosmi. Uno, due allenamenti a Salerno, e subito via con il suo metodo. "Mi piace tanto la musica, la considero una colonna della mia vita – ha detto - quando sono arrivato grazie a un assistente sono riuscito a risolvere un problema tecnico con una cassa acustica e ho fatto partire un allenamento con la musica. Io giudico molto i giocatori dalla musica che ascolto".
E mister grinta orgogliosamente ha ricordato a tutti che l'età è solo uno stato mentale. "Vecchio io? Ancelotti, Sarri e Spalletti sono miei coetanei. Chi pensa all'età, dimentica che però troverà davanti un uomo iper-motivato". A proposito di preconcetti, poi, Cosmi Serse nato a Perugia, non è solo allenatore tutto grinta e muscoli. No. È stato un innovatore, il 3-5-2 che diventa 5-3-2 e viceversa. Ci vuole coraggio, visione, e a Cosmi Serse nato il 5 maggio le componenti di cui sopra non mancano. Come il "5 maggio" di Alessandro Manzoni, "due volte nella polvere, due volte sull'altar", Serse Cosmi ci mancava e soprattutto sarà, a prescindere, un importante contributo al calcio vero, più valori e meno veline e stories, più sacrifici sul campo e meno comparsate nei locali. Almeno quando ci andava Serse Cosmi, faceva il deejay e di musica ne capiva…Ascolto tutto, non ho preconcetti". Buona Salernitana mister, come diceva il buon Ludwig (Ludwig van Beethoven ndr): "la musica è una rivelazione, più alta di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia".



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