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"Agosto, moglie mia non ti conosco": torna il campionato di calcio

Appunti sportivi in libertà nel weekend che ci riporta alle partite di serie A. 

L'agosto che ci ha portato via uno dei più grandi liberi e difensori nella storia del calcio mondiale, la fortezza del Milan Franco Baresi, ma anche Varenne il più grande trottatore italiano di tutti i tempi e icona assoluta dell'ippica mondiale, ci accompagna nei campionati nazionali di pallone dopo una straordinaria e piacevole ubriacatura di medaglie nelle competizioni europee di nuoto e atletica. A proposito, il mese più caldo dell'estate ci ha riservato anche il triste addio all'indimenticabile medaglia d'oro nei duecento metri alle Olimpiadi di Roma 1960 Livio Berruti. E ora, nell'estate della Spagna campione del mondo di calcio a spese dell'Argentina di Messi, la palla a scacchi bianchi e neri che ha rotolato solo per amichevoli ricche di diritti televisivi e povere di pathos, male sempre più frequente ormai, torna finalmente a "lavorare" per qualcosa di concreto come il campionato "più bello del mondo" come annunciato e sbandierato più per motivi commerciali che perché effettivamente oggi lo sia. E la Coppa Italia, aperitivo per i malati di football, in crisi di astinenza, ci ha già fornito tra le prime indicazioni che la Lazio di Lotito non avrà vita facile dopo l'estate rovente della contestazione dei tifosi che ha anticipato la clamorosa eliminazione, immediata, alla prima discesa in campo.

Inter pragmatica e quadrata, Juventus Giano bifronte, Napoli tutti Allegri

Ma il campionato più bello del mondo ci dovrà dare indicazioni sin da questo weekend, anzi no chissà, magari agosto è troppo presto per capirci qualcosa, sul ruolo che avrà l'Internazionale Milano campione d'Italia in carica e che, in effetti, non ha stravolto ma solo puntellato la sua rosa. Metodo Marotta, si direbbe, che già prima di sedere sulla poltrona più importante della fu Ambrosiana, faceva le nozze con i fichi secchi e insomma, di necessità virtù. Agosto è presto per capire anche se la Juventus versione Giano bifronte di Luciano Spalletti sarà una delle favorite per la grande corsa o protagonista dell'ennesima stagione a metà tra fallimento e rifondazione. Ad onor del vero il mister di Certaldo un'impronta alla sua squadra sicuramente è riuscita a trasmetterla, e cioè un team umorale come lui, capace di straordinarie performance e incredibili amnesie che portano dritti verso i tonfi. Luciano Spalletti è colui che ha riportato lo scudetto a Napoli dopo gli anni di Maradona e prima di Antonio Conte, ma anche il signore che lo ha gettato alle ortiche nella Roma di Totti, suo amico-nemico-di nuovo amico, e che lo ha sprecato, non credendoci fino in fondo quando era seduto sulla panca dell'Inter, e, forse, troppo impegnato nel duello con Mauro Icardi e l'allora sua signora-manager-portavoce Wanda. E il toscanaccio è anche il commissario tecnico che ci ha fatto sognare e piangere per un'Italia sull'altalena, "due volte nella polvere, due volte sull'altar", come vergava l'immenso Alessandro Manzoni ne "Il Cinque Maggio" e alla fine, ahinoi, soprattutto in casa, senza vedere questi benedetti mondiali di calcio, ancora una volta, dodici anni senza il grande pallone dei cinque continenti. E sempre toscano è il nuovo trainer del Napoli orfano di Antonio Conte che doveva andare in Nazionale ma che, al momento, sta beatamente prendendo il sole e godendo il meritato relax. Massimiliano Allegri "sfrattato" in malo modo da Milano ha preso il primo volo per Napoli via De Laurentiis, e chissà se nella patria dell'icona Maradona, l'agosto non consigli ai partenopei di abituarsi ad accontentarsi di "corto muso" e vittorie risicate, a volte noiose, e consolarsi con una pizza prima o dopo le partite, che a Fuorigrotta come nel resto della terra del Vesuvio, la bontà della pizza non la batte nessuno al mondo. Grazie regina Margherita di esistere, benedizione e Paradiso a chi ti ha inventata.

 Milan up and down, a Roma "pieni poteri", la Dea con mago Sarri

E l'agosto 2026 dovrà raccontarci anche le gesta del nuovo, nuovissimo Milan dell'anno uno dopo il repulisti. Rúben Amorim a guidare le truppe rossonere tirate a lucido e alla ricerca di continuità e rotte certe dopo piroette e sbandate, momenti di "up and down" da far venire il mal di testa, tra cambi in panchina, dietro le scrivanie, e in generale in tutta la società meneghina. L'agosto più caldo dell'ultimo secolo, o almeno così dicono, anche se ogni estate è sempre il più caldo dell'anno precedente, è chiamato anche a fornire delucidazioni sulla Roma del Gasperini manager a cinque stellette. Via il totem Claudio Ranieri, l'allenatore della compagine giallorossa ha chiesto e ottenuto "pieni poteri", ma speriamo per i tifosi della Magica che sia diverso dall'ultimo che li ha invocati per motivi diversi in altro ruolo, mentre, era sempre agosto ma di qualche anno prima, era al mare. Insomma, l'augurio per il mister che ha portato l'Atalanta tra le grandi, ma che con altre casacche nerazzurre, quelle dell'Inter è franato in malo modo, nessuno lo ribattezzi come il "Capitano" altrimenti consigliamo scongiuri e di segnarsi tra i suoi appunti i rimedi di uno dei più illustri tifosi della Roma, Lino Banfi in "Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio". E, vista la citazione di cui sopra della compagine di Bergamo, l'agosto 2026 ci illumini sul nuovo corso targato Maurizio Sarri. Le premesse sembrano buone, l'ambiente potrebbe essere quello giusto per lavorare nel migliore dei modi per l'allenatore che faceva giocare il Napoli "come la playstation" ma senza vincere lo scudetto e che non è riuscito a esportare il suo calcio tra i più apprezzati per bellezza quando si è recato dall'avversaria Juventus, dove però ha portato in dote lo scudetto.

"Quel ramo del lago di Como" e il "Bologna che tremare il mondo fa"

E siccome in questo pezzetto l'autore si è immeritatamente e impunemente auto intestato un ruolo intellettuale citando l'Alessandro Manzoni, facciamo il bis con "Quel ramo de lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi" per la tappa del giro calcistico di agosto a Como, dove Cesc Fàbregas è chiamato alla stagione della maturità. Si fa presto ad essere la sorpresa del campionato, a raggiungere quarto posto e Champions League e lasciare a bocca aperta simpatizzanti e avversari, professoroni di calcio e semplici appassionati, ma meno, molto meno, facile sarà ora essere all'altezza di aspettative, di un'asticella che si è alzata, e non di poco, considerando investimenti societari, mercato in entrata di alto livello e Nico Paz ancora con la casacca azzurra della squadra lombarda. Last but not least l'agosto che ha visto trionfare al Palio di Siena la contrada del Nicchio dopo ventotto anni e rimandare per pioggia l'appuntamento dell'Assunta a cinquant'anni dall'ultima volta, dovrà dare le coordinate di un Bologna che è passato dall'Italiano (Vincenzo) al Tedesco (Domenico) senza avere ancora chiare le idee su quali potranno essere le ambizioni della "Dotta", che si trova ora a metà del guado, parabola discendente dopo i fasti di Thiago Motta o squadra che ormai stabilmente appartiene alle sette sorelle (forse otto) in onore dello "squadrone che tremare il mondo fa" allenato da Árpád Weisz, ottanta anni fa e più? Che il campionato più bello del mondo (anche no) abbia inizio, "agosto, moglie mia non ti conosco"…ma solo per farmi una scorpacciata di calcio. 

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