Distratti da un mondiale di calcio senza gli Azzurri, uno sguardo al nuovo campionato italiano.
Prendendo a prestito un doveroso tributo a Fabrizio Frizzi, mentre disincantati guardiamo i Mondiali di Calcio targati Usa ma anche Canada e Messico, volgiamo lo sguardo alle prime mosse della futura stagione calcistica tricolore. E partendo in rigoroso ordine alfabetico, si potrebbe provare a sottoporre ai lettori una sorta come si suol dire di "abc", nel vero senso del termine. Si tratta, in pratica di prendere a prestito proprio le prime tre lettere dell'alfabeto che coincidono con tre, anzi quattro, possibili, potenziali, scommesse del prossimo campionato di calcio italiano. La linea comune è quella di attuare i due grandi dogmi che, speriamo, vengano finalmente adottati dalla nostra patria natìa, ovvero giovani e italiani.
A come Atalanta
E così il nostro ideale "abc" parte dalla A di Atalanta dove, innanzitutto, non si può trascurare l'arrivo in panca di mister Maurizio Sarri. Società che investe sul gioco e sull'organizzazione, sui giovani, oggi grazie alla lungimiranza dei Percassi può contare anche sulla forza economica dei soci americani. Maurizio Sarri che alla Lazio ha dimostrato di saper fare le nozze con i fichi secchi, che alla Juventus ma anche in Inghilterra di essere capace di portare la propria squadra allo scudetto, al Napoli di mettere in campo i suoi undici con automatismi da videogame, potrebbe essere l'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto, alias l'Atalanta 2025/2026 targata Maurizio Sarri potrebbe passare alla storia per la conquista per la prima volta del titolo tricolore.
B come Bologna
B di Bologna. All'ombra delle Due Torri sono passati dall'Italiano…al Tedesco, e si tratta di un allenatore, Domenico, che nonostante la giovane età, ha un bagaglio di esperienze internazionali di tutto rispetto, passando anche per la guida di una nazionale, il Belgio, che con tutto il rispetto per le sorprese di questo mondiale, non è certo compagine "materasso". Mister Tedesco ha personalità, guida le sue squadre applicando tecniche e mentalità di assoluta modernità. Nella patria del tortellino, la società è guidata da una proprietà forte, Joey Saputo, canadese di origini italiane che scala posizioni nella classifica dei più ricchi del mondo, con il prezioso "occhio"di un amministratore delegato del calibro di Claudio Fenucci, di un responsabile dell'area tecnica come Giovanni Sartori ovvero colui che ha firmato prima il miracolo Chievo e poi il modello Atalanta e infine il direttore sportivo Marco Di Vaio che da calciatore di assoluto livello non è proprio un pivello in tema di football.
C come Cagliari ma anche Como
E si approda, così, alla lettera C, e qui, vanno fatte doverose precisazioni e cioè che se utilizziamo la terza protagonista del nostro alfabeto per indicare il Cagliari si può proseguire sulla scia della scommessa, ma se la leghiamo al Como fresco di qualificazione, storica e meritata, in Champions League, siamo molto oltre la scommessa, siamo alla scommessa già vinta, siamo alla realtà concreta e consolidata, e, se proprio dobbiamo azzardare…ne parliamo tra qualche centinaio di parole. Tornando alla terra sarda, tosta e orgogliosa, va riconosciuto al Cagliari di mister Pisacane, di aver incarnato in tutto e per tutto, lo spirito dei combattenti dell'isola dei Mori. Il presidente Tommaso Giulini ha scommesso dodici mesi orsono e ha vinto, la riconferma, Davide Nicola che aveva portato in salvo i rossoblù, la meritava, almeno dal punto di vista della coerenza minima, ma no, il patron sardo ha avuto il coraggio di non accontentarsi della solita salvezza rocambolesca, alle ultime giornate, a guardare le partite con il patema d'animo, a contare i minuti che ti accompagnano alla fine di un match, dove magari la tua squadra si sta rosicchiano un pareggio esterno o in casa dopo aver fatto un gol fa i restanti minuti ad alzare barricate, difesa e contropiede. Niente di male, per carità, ma non si sta costruendo nulla di nuovo, si sta solo sopravvivendo. E invece no, il Cagliari ha lanciato la prima scommessa, promuovere dai giovani ai "grandi", il suo tecnico Fabio Pisacane. Non ha l'esperienza della prima squadra, non arriverà al mitologico panettone, la serie A è un'altra cosa rispetto alla Primavera. E, invece, no mister Pisacane ha portato il Cagliari in salvo prima e meglio dei suoi predecessori e, soprattutto ha dato un'anima, vera, ai suoi ragazzi. "Vince chi c'ha anima, coraggio e fame e non c'è soddisfazione più bella di vedere la nostra ascesa, mi avete fatto diventare allenatore forse, vi ringrazierò per tutta la vita". Queste le sue parole in un discorso epocale, sullo stile di Al Pacino in "Ogni maledetta domenica", pronunciato nello spogliatoio dopo l'impresa all'ultima giornata già matematicamente salvi, di battere un Milan che aveva, invece, bisogno di vincere, nel tempio di San Siro. E Pisacane allenatore che si è subito fatto apprezzare dalle big di serie A, sicuramente potrà dimostrare nella prossima stagione di essere in continua crescita e quindi, why not, la squadra che fu del Mito Gigi Riva, potrebbe ambire a posizioni da Conference League. Giovani, italiani, orgoglio sardo, insomma siamo pronti a scommettere in un Cagliari nella parte sinistra della classifica, espressione che ci ricorda Carlo Mazzone, e quanto ci manchi sor Carletto. E chiudiamo in bellezza con la seconda C, quella del sopracitato Como, che non è più una scommessa o meglio lo è ma per altre sfere. Il pensiero va al Verona di Briegel e Tricella degli anni Ottanta con il mago Osvaldo Bagnoli in panchina, ma anche alla Sampd'Oro dei gemelli del gol Mancini e Vialli con Boskov alla guida tecnica che, invece, hanno aperto subito dopo gli anni Novanta. Scudetti impensabili, inimmaginabili, tra la Juventus di Platini e la Roma post Falcao prima, il Napoli di Diego Armando Maradona, il Milan degli olandesi, l'Inter dei record del Trap, dopo, insomma, sia nel primo che nel secondo caso avversarie forti e blasonate non mancavano di certo, eppure, l'entusiasmo del gruppo che vuole fare la storia ha avuto la meglio. E se il Como ha confermato il suo mister dei miracoli, Fabregas, e se il Como ha messo in campo per larga parte della stagione il miglior calcio della serie A, e se il Como continua a rinforzarsi e può contare su una società economicamente a dir poco solida, e se il Como sta italianizzando una rosa forse troppo straniera, e se il Como ci crede…Scommettiamo che?
Buon Mondiale (e buon campionato) a sorpresa a tutti
Allora pronti a prendere questo umile articolo e riservarvi tra dodici mesi esatti di ridicolizzare l'umile autore che non ne avrà beccata una, ma si accettano scommesse, Atalanta e Bologna nel quartetto di testa, Cagliari tra le prime dieci, e il Como che prova a conquistare il tricolore e nella peggiore delle ipotesi si mette al collo la medaglia d'argento. Intanto torniamo al Mondiale, che di sorprese ne sta riservando a iosa, Capo Verde su tutte, un segnale che sognare si deve e si può? A presto risentirci…



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