Il lunedì è difficile per tutti, è vero. Ma forse per Sam Heathcote lo è stato un po' di più. Come si torna al lavoro dopo aver compiuto un'impresa? Come si rientra nella normalità dopo aver scritto una pagina di storia?
Sam Heathcote è il difensore del Macclesfield, squadra inglese di sesta serie che sabato ha eliminato dalla FA Cup i detentori del trofeo del Crystal Palace. Centodiciassette posizioni di differenza. Un po' come se la Virtus Castelfranco, Girone C di Promozione dell'Emilia-Romagna, battesse il Bologna. O la Pescatori Ostia. O l'Atletico Villongo. O il Molfetta. Insomma, ci siamo capiti: i dilettanti che sconfiggono i campioni. Davide contro Golia e altre favole simili che, guarda caso, sembrano succedere solo in Inghilterra.
Ma torniamo a lunedì mattina, a Sam Heathcote che rientra al lavoro. Perché di mestiere, Heathcote, non fa il calciatore. Insegna educazione fisica alla Stamford Park Primary School di Altrincham. I suoi alunni hanno tra i 3 e gli 11 anni e alcuni di loro, prima della partita, gli avevano dispensato consigli tutt'altro che incoraggianti:
«Mi hanno detto: "Non farti espellere", "Non regalare un rigore". Non c'era nulla di positivo!».
Chissà se oggi il maestro Heathcote — anzi, Mister Heathcote — è riuscito davvero a fare lezione, oppure se si è lasciato andare ai racconti delle reti di Isaac Buckley-Ricketts e di capitan Paul Dawson. Dawson, che ha segnato con una vistosa fasciatura in testa, ha un lavoro part-time da allenatore di calcio e lavora anche in un'azienda di candele; fino a qualche anno fa era supervisore della manutenzione delle autostrade. Martedì scorso era al Moss Rose a spalare la neve per permettere che la partita di campionato contro il Radcliffe si giocasse regolarmente.
«Avevo una pala in mano finché il mister non mi ha chiamato — ha raccontato uno degli eroi dell'impresa —. Ho fatto finta di essere seduto su un trattore, ma stavo spalando la neve. Poi ho consegnato a tutti le nuove tute il venerdì: sembravo Postman Pat. Tutto dopo il lavoro».
Lewis Funsome è proprietario di una palestra, Tom Clare ha vinto il reality Love Island, D'Mani Bughail-Mellor fa il podcaster. Eroi per caso, eroi per un giorno o forse per sempre. Un club di una città da 50 mila abitanti, alle porte di Manchester, rifondato nel 2020, quando Robert Smethurst lo acquista "per caso" su internet:
«Venivo da quattro giorni di bevute a Ibiza, non ricordavo nemmeno di averlo acquistato. E guarda adesso dove siamo».
«È un club di comunità e qui restiamo tutti uniti», continua il capitano Dawson. Senso di appartenenza, di condivisione, di legami che vanno oltre il campo. Delle gioie, ma anche dei dolori. Come quello, recentissimo, della morte dell'attaccante Ethan McLeod, 21 anni, scomparso in un incidente stradale il 16 dicembre, mentre rientrava dalla trasferta di Bedford Town.
«Molti ragazzi hanno detto che al fischio finale, quando siamo riusciti a ritrovarci, quella vittoria era per lui — ha raccontato Heathcote —. Ogni volta che scendiamo in campo cerchiamo di dare il massimo per lui. È stato un periodo difficilissimo. Non riesco davvero a descrivere come si siano sentiti tutti e come ci siamo uniti: dalla sua famiglia allo staff, dai giocatori ai tifosi. Dimostra quanto questo club sia speciale».
Speciale, come il lunedì mattina di Mister Heathcote, rientrato in classe dopo aver scritto un pezzo di storia.
Mica male come inizio settimana.




Commenti (0)