Dal Brasile di Ancelotti all'Argentina di Messi, passando per Francia e Spagna. Ecco le nazionali favorite per il Mondiale 2026 e le tre outsider che potrebbero sorprendere tutti.
Fedeli al motto coniato da Gianni Brera "non sbaglia un pronostico solo chi non lo fa", ci lanciamo nelle previsioni per il Mondiale che sta per avere inizio e pazienza se faremo cilecca. Sarà la ventitreesima edizione, battezzata da Marcelo Bielsa, già prima del via, come "la più brutta di sempre". El "loco", che durante il torneo guiderà l'Uruguay, si è apertamente lamentato della scarsa organizzazione, delle strutture e degli eccessivi controlli della Polizia negli aeroporti nei confronti di arbitri, giocatori e i vari componenti delle squadre. Emblematico al riguardo il caso dell'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, ritenuto il miglior fischietto africano, che è stato prima fermato dalla Polizia di frontiera statunitense, poi interrogato per ben 11 ore e successivamente rinchiuso in una stanza, più simile ad una cella che a una sala d'attesa, e infine rimpatriato nel suo paese, negandogli così di poter partecipare al Mondiale. Le colpe di Artan? Nessuna. Probabilmente, l'essere somalo, un paese sgradito al governo americano.
Il tutto è avvenuto senza una presa di posizione forte da parte della FIFA. D'altronde Infantino difficilmente farebbe qualcosa di contrario al pensiero del suo amico Trump.
Se le premesse sono queste, ha ragione Bielsa e il respingimento del direttore di gara somalo sarà solo la prima di una serie di nefandezze a cui ci toccherà assistere.
Diamo ora la parola al campo. 48 le squadre al via (un record) divise su 12 gironi. 3 i paesi ospitanti (altro record): Usa, Canada e Messico. Sarà un torneo maratona condizionato anche dalle condizioni climatiche. Proprio la lunghezza della kermesse potrebbe influire sulla competizione e causare infortuni. Favorite quindi le rose profonde. Difficile che venga fuori una sorpresa. E invece noi vogliamo partire proprio dalle possibili underdog. Ne citiamo tre che potrebbero far saltare il banco arrivando molto avanti: Norvegia, Senegal ed Ecuador. I norvegesi, l'abbiamo visto a nostre spese, non sono solo Haaland, che, però, potrebbe essere la stella del torneo. Centrocampo e attacco son di alto livello e in più non hanno nulla da perdere.
I leoni della Teranga (Senegal) hanno tra i convocati molti elementi che hanno brillato nei migliori campionati europei (Sarr ha fatto un gran finale di stagione in Premier) con l'aggiunta di altri campioni emigrati nelle ricche leghe saudite ma che ancora si ricordano come si difende (Koulibaly) e come si segna (Mané). La Tricolor (il soprannome della squadra) è guidata da un tecnico argentino di cui sentiremo parlare: Sebastian Andre Beccacece, collaboratore storico di Sampaoli. Il mister ha fatto di necessità virtù, trovandosi due difensori fortissimi in casa e su di loro ha costruito una roccaforte difficile da conquistare. Parliamo di Hincapie e Pacho, freschi finalisti di Champions con Arsenal e Psg.
Passando alle favorite storiche ne citeremo quattro, escludendone altrettante. Le nostre favorite sono Francia, Spagna, Argentina e Brasile. I transalpini hanno probabilmente il migliore attacco del Mondiale con Mbappé, Dembelé, Doué e Olise, saranno dolori per tutti.
La Spagna presenterà quella che forse è attualmente il miglior giocatore del mondo, Lamine Yamal, e un centrocampo sopraffino con le stelle Rodri e Pedri.
L'Argentina è la campionessa uscente. Sarà l'ultimo tango di Messi, che nel dorato esilio americano si è più che altro allenato in vista del Mondiale con il non troppo nascosto sogno di superare Maradona come trofei vinti. Ma oltre alla pulce atomica l'attacco potrà contare su Julian Alvarez e Lautaro Martinez. Non convince troppo la difesa.
Il Brasile non è il miglior Brasile di sempre ma ha dalla sua l'influsso e la competenza di Carlo Ancelotti che vuole consacrarsi nella leggenda aggiungendo un campionato del mondo al suo palmarès. Inoltre, sarà trascinato da un popolo che non vede una finalissima dal lontano 2002.
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