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Perché non ha senso dare ancora la caccia a Djokovic

Il serbo potrebbe partecipare alle manifestazioni sportive in territorio nazionale, ma certa politica non ci sta: i "cattivi esempi" non sono ammessi. Eppure le regole ci sono e dicono ben altro. 

  Fa notizia, come si dice, quanto avviene - di nuovo - attorno al campione serbo. Ecco le sparate di alcuni rappresentanti parlamentari, del governo e dell'opinionismo nostrano in ordine alla partecipazione del tennista agli Internazionali d'Italia previsti a Roma per il maggio prossimo (dal 2 al 15 del mese).

 Da Costa a Gasparri: se chi detta le regole è il primo a non conoscerle

Com'è noto il serbo, già reduce da un tira e molla con il governo australiano per l'ingresso nel territorio nazionale in vista degli Australian Open, poi negatigli, si è detto ancora indisposto a sottoporsi a vaccino anti Covid-19, che in Italia dà accesso al super green pass (o green pass rafforzato). Documento, questo, necessario agli atleti di alcuni sport di contatto, come il calcio o la pallacanestro, per la partecipazione, tra le altre cose, alle gare ufficiali. Appunto, non sembra essere questo il caso del tennis. In un'intervista a Libero quotidiano, Valentina Vezzali, ex campionessa olimpica di scherma, e ora Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, alla domanda sulla possibilità per il serbo di partecipare alla manifestazione o meno, risponde che il sei volte campione di Wimbledon può eccome, visto che il tennis "è uno sport all'aperto e da noi non è previsto il green pass rafforzato: se Djokovic vorrà venire a giocare in Italia, potrà farlo. Magari non utilizzando alberghi e ristoranti".

Apriti cielo. La levata di scudi, ma non se ne comprende il motivo, è guidata tra gli altri da Andrea Costa, Sottosegretario alla salute che si mostra evidentemente contrario alle motivazioni "con le quali la Segretaria ha detto che Djokovic potrà partecipare agli Internazionali di Roma. Ci sono delle regole e vanno rispettate", ha fatto sapere al programma 24 Mattino su in onda su Radio 24, mostrando preoccupazione per il fatto che "concedendo delle deroghe, si finisca per dare dei messaggi sbagliati. Credo che dobbiamo essere tutti uguali di fronte alle regole, alle norme e chi ha un grande seguito, chi può darci una mano, in questa opera a maggior ragione deve dare il buon esempio. Quindi sono contrario alla presenza di Djokovic agli Internazionali di Roma". Gli fa da cassa di risonanza Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, che rincara la dose senza mezzi termini. Sul suo profilo twitter scrive : "Djokovic se ne può stare anche a casa. Un campione se vuole essere davvero tale deve essere un esempio di rispetto delle regole. Chi dovesse difenderne le bizzarrie andrebbe censurato. Soprattutto se fa parte del governo che ha fatto di prevenzione e rispetto regole una bandiera".

E alla fine è la stessa Vezzali a essere di nuovo chiamata in causa quando chiosa : " Le norme vigenti non prevedono per la pratica di sport individuali, non di contatto e all'aperto, tra cui il tennis, l'obbligo del super green pass. Non si è mai parlato di concedere una deroga al tennista Nole Djokovic, ma si è solo ribadito quale è l'attuale normativa". Ma la caccia al tennista riottoso pare interminabile. Anche Alessio d'Amato, Assessore alla Sanità della Regione Lazio, ha detto la sua : "E' triste un Paese che si dimostra debole con i forti e forte con i più deboli. Diventa difficile chiedere ai cittadini di rispettare le regole, mentre una star del tennis può permettersi di non farlo, le regole valgono per tutti".

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 Intanto le regole...

Al coro "politico" non poteva non fare seguito quello scientifico. Il prof. Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, ha dichiarato addirittura che il serbo "rende ridicolo il nostro Paese". Il prof. Massimo Galli dell'Ospedale Sacco di Milano, ritiene "inaccettabile" la partecipazione del serbo agli Internazionali di tennis nella Capitale e aggiunge all' adn Kronos :"Il nostro Paese cos'è, il ventre molle che dice prego accomodati ?". Nulla da ridire o quasi insomma se le cose stessero più o meno così : senza super green pass, non solo non si pratica nessuno sport al chiuso o all'aperto, ma non si entra nemmeno da stranieri in territorio nazionale italiano. Per quanto comunque discutibili, avrebbero almeno un senso dichiarazioni di dubbia opportunità come quelle appena riportate. Un caso simile a quello australiano, si direbbe. Epperò, le tanto citate regole, per quanto a tratti incomprensibili, stavolta suggeriscono la concreta possibilità per "Nole" di scendere in campo. Ad esempio stanti così le cose, proprio in quanto cittadino straniero Djokovic può entrare con un semplice tampone antigenico (e relativo green pass base) in locali e attività dove i cittadini italiani debbono esibire la tessera rafforzata, senza che la questione desti il benché minimo disagio tra gli stessi esponenti politici e addetti ai lavori. La "legge" qui sembra dirci quanto prefigurato dalla stessa Vezzali : "le disposizioni (...) si applicano a (...) sport di squadra e di contatto" al chiuso e all'aperto, laddove il tennis è considerata attività sportiva soltanto individuale. Così almeno secondo quanto previsto dall'art. 1 comma 4 del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229, in vigore dal 10 gennaio scorso e in corso di validità fino alla cessazione dello stato d'emergenza, prevista ad oggi per il 31 marzo, quando quelle disposizione perderanno efficacia, salvo proroghe. Nella speranza che d'ora in avanti chi di dovere oltre a redigere codici di condotta, ne conosca almeno il contenuto e, d'accordo o meno, si adegui di conseguenza.

Claudio Viozzi

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