Dallo scudetto dell'Inter alla favola Como, passando per le delusioni di Milan, Juventus e Fiorentina: tutte le pagelle del campionato squadra per squadra, con un focus sul declino del calcio italiano e la crisi dei bomber azzurri.
Il campionato è finito ed è tempo di divertirsi con le pagelle. Intanto, ci togliamo una soddisfazione: un anno fa, di questi tempi, avevamo lanciato una provocazione: affidare la panchina della Nazionale a Silvio Baldini. Quella che sembrava una follia è diventata realtà. Seppur per due partite, le amichevoli contro Grecia e Lussemburgo, il buon Silvione guiderà gli azzurri in attesa che venga prima scelta la guida della Federcalcio e immediatamente dopo il nuovo commissario tecnico.
A Baldini, anche se non c'entra nulla col campionato appena finito, diamo un bel 9, per la coerenza e l'onestà intellettuale. Ai giornalisti che, durante il ritiro degli azzurri, gli hanno chiesto se ambirebbe ad essere riconfermato sulla panchina della Nazionale ha risposto: «Sì, ma non ho il curriculum per fare il CT». Quanti altri l'avrebbero detto?
Ma torniamo alle pagelle. È stato un campionato controverso. Avarissimo di gol. Da quando la serie A è passata a 20 squadre, mai, come in questa stagione, si è segnato così poco: 922 gol. Molti, troppi, gli 0 a 0. Nessun giocatore inoltre ha superato quota 20. Capocannoniere è stato Lautaro con 17 gol, in una classifica dove gli italiani sono latitanti. I primi, tutti appaiati a 10, sono Bonazzoli, Orsolini e Scamacca. Più staccato il titolare della Nazionale Kean con 8. Ci sarebbe Retegui con 16, segnati, però, in Arabia. Se andiamo a spulciare l'almanacco dell'anno di grazia 2006, quando l'Italia vinse il suo ultimo Mondiale, troviamo (considerando solo gli italiani): Toni capocannoniere con 31 gol, Lucarelli e Tavano 19, Gilardino 17, Rocchi 16, Totti 15, Pellissier e Di Napoli 13, Filippo Inzaghi e Del Piero entrambi con 12 e più staccato Iaquinta a 9. Se facciamo un raffronto tra gli attaccanti che andarono al Mondiale del 2006 (Toni, Totti, Del Piero, Inzaghi, Gilardino e Iaquinta) e quelli che sarebbero andati con molte probabilità a quello che sta per iniziare (Kean, Retegui, Esposito, Scamacca, Raspadori e Politano) capiamo molte sullo stato del nostro calcio. I bomber del 2006 totalizzarono alla fine del campionato un totale di 86 gol, quelli della stagione appena conclusa 46 (prendendo per buoni anche quelli sauditi di Retegui). Quasi la metà. Un dato sconfortante che deve far riflettere. Il voto globale al campionato è dunque 3. Non si sentano offesi i tifosi delle squadre che hanno gioito. Il tifo e la passione per il proprio club e il raggiungimento di un risultato sportivo viaggiano su binari diversi rispetto al giudizio sullo spettacolo appena visto. Il nostro è un campionato, come detto, con pochi gol, troppe interruzioni di gioco dovute agli arbitraggi e soprattutto alle simulazioni (una piaga da estirpare). Non meravigliamoci, quindi, se nelle coppe siamo stati presi a schiaffi e la Nazionale manca da tre edizioni l'appuntamento dei Mondiali. Anzi, se non cambiamo, andrà sempre peggio.
Ma iniziamo con i voti squadra per squadra, seguendo l'ordine della classifica finale.
Inter 9: ha vinto il suo ventunesimo scudetto e la decima coppa Italia, senza nemmeno faticare troppo, mantenendo, per buona parte del torneo, un vantaggio di sicurezza sulle dirette concorrenti. L'unica delusione in Champions League con l'eliminazione contro il Bodo/Glimt. Un bel 9 anche a Chivu, accolto al suo arrivo con molta freddezza e gravato da un inizio balbettante con due sconfitte nelle prime tre partite. Migliori giocatori Di Marco e Lautaro entrambi 9.
Napoli 8: Non era facile il bis scudetto, così come non era semplice confermarsi in vetta. Il mercato sulla carta prometteva meglio, ma alcuni acquisti sono stati un flop (Beukema, Lang e Lucca) e De Bruyne sembra aver imboccato il viale del tramonto. I troppi infortuni hanno poi rallentato la marcia dei partenopei. A Conte 8 per il campionato, 3 per il percorso fallimentare in Champions League e 4 per le solite lamentale che mette in scena prima di abbandonare una squadra al fine di giustificare la sua fuga. Il copione, se ci pensate, è sempre lo stesso. Tra i giocatori 9 allo scozzese Scott McTominay e 8 ad Alisson Santos.
Roma 8,5: I giallorossi tornano in Champions dopo 8 anni, grazie soprattutto a Gasperini che ha sfidato un monumento come Ranieri e la piazza, conquistando alla fine quest'ultima. Non era facile, anzi rischiosissimo. Alla fine ha vinto il tecnico piemontese e si merita un bel 9 anche per il gioco espresso. Un 9 anche a Malen, grandissimo acquisto di gennaio e prezioso investimento per il futuro, e al portiere Svilar.
Como 10: Il massimo dei voti per il risultato ottenuto, la qualificazione in Champions League, e il gioco espresso. I lariani sono l'unica squadra, insieme a tratti alla Roma (che non ha ancora raggiunto i livelli gasperiniani di Bergamo), a esprimere un calcio come dicono i super esperti "europeo". Sul concetto di "europeo" poi ci sarebbe da soffermarsi troppo a lungo. 9,5 a Fabregas, mezzo voto in meno per alcuni aspetti caratteriali che deve limare, e alla stella Nico Paz. 8 al bomber Douvikas, pagato il giusto e di gran resa.
Milan 3: è vero che gli sarebbe bastato un solo gol per pareggiare col Cagliari all'ultima giornata e raggiungere l'obiettivo prefissato ad inizio stagione. Ma il terribile finale di campionato e lo psicodramma societario con il licenziamento di Allegri e di tutta la dirigenza (eccetto Ibra) disegnano un quadro preoccupante. 8,5 a Modric che, finché ha retto, ha insegnato calcio. 4 a Leao e a chi ha comprato e scelto tutto il pacchetto di attaccanti. Rimane Allegri e non possiamo non dargli 4 perché le ultime partite sono incommentabili.
Juventus 4: 2 a Cobolli per la campagna acquisti, non si sa se guidata dagli astri, dagli algoritmi o più probabilmente dall'incompetenza. 5 a Spalletti perché prima ha risollevato la squadra, dandole anche un gioco, ed era quasi certo di un ingresso in Champions, poi è crollato davanti agli ostacoli più facilmente superabili (Verona e Fiorentina).
Atalanta 6: E' vero che l'eredità di Gasperini era troppo pesante, ma la scelta iniziale di affidarsi a Juric (4) è stata sciagurata. Palladino (voto 6) ha risollevato la squadra, centrando l'obiettivo minimo della coppa più povera (la Conference) e fatto grandi prestazioni come in coppa nella sfida col Borussia. Il tracollo contro il Bayern di Monaco è giustificabile da un lato per la forza devastante dei bavaresi, ma criticabile per l'assurda sfrontatezza con cui è stata giocata la gara di andata. Migliori giocatori Carnesecchi ed Ederson 7.
Bologna 6,5: Bene in Europa League e Supercoppa, malino in campionato. Forse la rosa non era adeguata e Sartori non è stato infallibile come sempre. Italiano, voto 6,5, per la prima volta in carriera non ha raggiunto l'obiettivo prefissato dalla società ma rimane un bravissimo allenatore. Migliori giocatori con 7 Rowe, gran talento, e Bernardeschi, che ha vissuto una seconda giovinezza.
Lazio 5: La finale di Coppa Italia poteva salvare l'annata, ma è stata persa senza lottare. 3 a Lotito, il suo atteggiamento è ormai insopportabile, mentre Sarri merita 7 per aver tenuto in piedi la baracca. 7 anche a Gila, che si è confermato un gran bel difensore.
Udinese 6: un campionato senza patemi d'animo, giocato in totale serenità. Solita schiera di ragazzi da lanciare e rivendere a peso d'oro (Solet e Davis 8), ma, questa volta, anche eterne promesse da rilanciare come Zaniolo 8.Il merito di quest'ultima operazione va all'allenatore Runjaic, voto 7,5, un vero "quiet man" di cui nessuno parla ma che sarebbe interessante vedere in altri contesti.
Sassuolo 7: campionato tranquillo con alcuni squilli. Tutti parlano bene dell'allenatore Grosso, voto 7,5. Sarà interessante vederlo su altre piazze con coefficienti di difficoltà differenti. Tanti giocatori in vetrina e un bel 7,5 ad alcuni di loro: Muharemovic, Konè e l'eterno Matic.
Torino 5,5: il solito campionato tranquillissimo ma i tifosi del Toro chiedono altro e soprattutto non vogliono più Cairo, a cui affibbiamo un bel 4. Male il pur bravo Baroni, voto 5, complimenti a D'Aversa, 7, che ha risollevato la squadra. Tra i giocatori da segnalare Giovanni Simeone. I suoi 11 gol meritano 7.
Parma 7: salvezza conquistata con largo anticipo, e con un allenatore giovane e bravo come Cuesta, voto 7,5. Gioco poco spettacolare e molto attento alla fase difensiva. Ma sarà un gioco europeo? Ah…saperlo. Miglior giocatore il bomber Pellegrino 7,5.
Cagliari 6,5: si salva senza troppi patemi d'animo. Anche qui un allenatore giovane Pisacane, voto 7, che ha avuto il coraggio di lanciare diversi ragazzi. Il migliore sul campo è stato Palestra che si merita 8. Un riconoscimento a un vecchio pirata coma Gerry Mina e al portiere Caprile (entrambi 7). Mina non piace al telecronista SKY Caressa. Chissà se quest'ultimo ripeterebbe gli stessi apprezzamenti a quattrocchi in un bar di Bogotà? Noi avremmo voluto vedere il colombiano nel calcio anni Settanta. Quando non esistevano: VAR, telecamere e droni in ogni dove e ammonizioni per una banale trattenuta. Che tempi e che botte! Ecco, a Mina assegniamo il premio speciale "giocatore d'altri tempi".
Fiorentina 4: Una stagione assurda, disastrosa, a tratti drammatica con la morte del presidente Commisso e che poteva essere sportivamente drammatica con la retrocessione che a un certo punto sembrava sicura. 8,5 a Vanoli che l'ha scongiurata, restituendo coraggio, condizione fisica e dignità a una squadra costruita malissimo da Pradè (voto 1) e guidata senza un senso nelle prime giornate da Pioli (voto 2). Ora si legge che Vanoli non verrà riconfermato e che Pioli è in corsa per la panchina della Nazionale. Il calcio è veramente strano, a tratti incomprensibile. Miglior giocatore Parisi, voto 7, trasformato in ala da Vanoli.
Genoa 6,5: salvezza senza troppe preoccupazioni grazie all'arrivo di De Rossi, voto 8, che ha dato fiducia all'ambiente e gioco alla squadra, lanciando qualche ragazzo interessante come Marcandalli (voto 7). Miglior giocatore Norton-Cuffy (7,5).
Lecce 7: la quarta salvezza di fila è un'impresa, dovuta anche alla gestione societaria. Complimenti anche a Di Francesco (7) che dopo retrocessioni sfortunate ha conquistato finalmente una salvezza. Migliori giocatori il portiere e capitano Falcone, il difensore Tiago Gabriel e l'ala col vizio del dribbling Banda (7).
Cremonese 4: sapeva che avrebbe lottato per la salvezza, ma dopo un inizio stagione brillante non si riesce a capire come possa essere crollata così malamente. Il "maestro" Giampaolo, voto 6, non è riuscito a ripetere l'impresa dell'anno scorso a Lecce. Migliore giocatore Bonazzoli (voto 6,5) che grazie ai suoi 10 gol, alcuni molto belli (ma lui avrebbe grandi mezzi), ha tenuto sempre in corsa la squadra.
Verona 4: non sempre riescono i miracoli, anche se il ds Sean Sogliano aveva abituato bene i tifosi con salvezze impossibili. In ogni caso, la bottega veronese ha messo in vetrina alcuni pezzi interessanti come l'attaccante scozzese Bowie (6,5) e il terzino algerino-belga Belghali (7). Per gli amanti dei mari del nord segnaliamo anche il biondissimo Andrias Edmundsson (6,5), difensore delle Faer Oer.
Pisa 4: tornava in A dopo tanti anni e subito scende in B. Squadra costruita male e non adeguata alla massima serie. Gilardino, l'allenatore che aveva iniziato la stagione, non ha colpe, anzi aveva dato un'identità alla squadra e si merita la sufficienza. Hiljemark, il suo sostituto, è sembrato completamente fuori contesto (4). È difficile individuare un migliore nella squadra. Indichiamo la vecchia guardia con Moreo (6,5), autore di 7 gol, e capitan Caracciolo (6,5) che non ha mai mollato.





Commenti (0)