Dopo due mesi di agonia all'ospedale Pellegrini, il giovane calciatore Umberto Catanzaro muore vittima innocente di un agguato di camorra a Napoli: arresti e indagini chiariscono il tragico errore.
Dopo due mesi di ricovero al reparto di rianimazione dell'ospedale Pellegrini di Napoli è morto Umberto Catanzaro, calciatore 23enne, rimasto coinvolto lo scorso 15 settembre in un agguato di camorra, ai Quartieri Spagnoli.
Troppo gravi le ferite da arma da fuoco di cui è stato vittima, innocente, nel corso di quella che per gli investigatori era una vendetta per la diffusione di un video hard. Cinque le persone arrestate, tra loro, si legge sul Corriere della Sera, anche un capo clan, una giovane donna e due minorenni. L'agguato, ordinato dal boss, aveva come obiettivo il fidanzato, 17 anni, della figlia, colpevole di aver diffuso un video a sfondo sessuale che ritraeva la ragazza. Il boss mafioso, nonostante fosse ai domiciliari, avrebbe deciso di partecipare in prima persona alla vendetta. È così che Umberto Catanzaro si trova a passare nel posto sbagliato al momento sbagliato: la sua Smart viene investita dai proiettili, lui viene colpito all'addome e poi trasportato d'urgenza in ospedale. Dove è morto.
Un'altra vittima innocente di mafia, un altro nome, un'altra vita, che va a ingrossare la lista di uomini, donne, bambini e bambine, uccisi senza colpa, se non quella di nascere, crescere, vivere in città e quartieri dove Camorra, Cosa Nostra e la 'Ndrangheta sono padrone. Lo scorso 21 marzo, in occasione della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, i nomi letti erano 1.101, 20 in più rispetto al 2024, di cui 11 donne e 5 minori.
Dal prossimo anno ci sarà anche lui: Umberto Catanzaro. Di mestiere calciatore, primi calci nelle giovanili del Bari, poi nella Paganese prima di vestire le maglie dell'Afro Napoli, del Garda, del Rione Terra, ultima squadra della sua breve carriera. Esterno d'attacco, lo descrivono come veloce, generoso, corretto. Un ragazzo appassionato, che inseguiva il suo sogno.
Un sogno spezzato dalla mafia.



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