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Maurizio Micheli lascia il Napoli. Era l'uomo che portò Hamsik e Kvara

La squadra di Antonio Conte non sta affrontando un ottimo momento e in questi giorni il Napoli ha perso un'altra figura cruciale all'interno della società: Maurizio Micheli. 

Siamo arrivati alla 11' giornata di campionato e il Napoli di Antonio Conte dopo la il ko a Bologna contro il team di Italiano, non solo perde la vetta, ma perde anche una figura che in questi anni è stata molto importante all'interno della società.

Dopo 8 anni, Maurizio Micheli, oramai ex direttore dell'area scouting del Napoli, è pronto a lasciare il territorio partenopeo per volare a Londra dove lo attende l'Arsenal di Arteta.

Maurizio Micheli ha ricoperto un ruolo molto importante nella società riuscendo a scoprire talenti che hanno portato molte gioie al Napoli e ai propri tifosi.

In più, Micheli era sempre presente a Villa Stuart quando un giocatore svolgeva le visite mediche per poi approdare ufficialmente al club di Aurelio De Laurentiis.

 Chi è Maurizio Micheli?

Nato a Roma il 28 maggio 1968, Micheli avvia la propria carriera nel calcio come osservatore dell'Udinese, per poi approdare al Brescia nel 2001. In Lombardia rimane fino al 2010, ricoprendo il ruolo di direttore sportivo, anno in cui si trasferisce al Napoli.

In Campania assume l'incarico di responsabile dell'area scouting per cinque anni; tra il 2015 e il 2016 viene nominato direttore tecnico dal Verona, mentre nei due anni successivi torna a svolgere funzioni di responsabile dello scouting nel Bologna.

Nel 2018 fa nuovamente ritorno al Napoli di De Laurentiis, questa volta come principale responsabile del settore scouting.

 Hamsik e Kvara: i talenti scoperti da Micheli

Tra i vari talenti che Micheli è riuscito a portare sotto l'ombra del vesuvio, ci sono sicuramente i nomi di Marek Hamsik e Kvaratskhelia.

Marek Hamšík arriva al Napoli nel 2007, a 20 anni, e si impone subito con gol e prestazioni che lo rendono rapidamente un titolare indiscusso. Nei primi anni diventa per tre stagioni consecutive il capocannoniere del club, impresa riuscita prima solo a Maradona. Con Mazzarri cresce ulteriormente, segna reti decisive (come la doppietta alla Juventus) e nel 2010 diventa, a 22 anni, il più giovane capitano della storia azzurra.

Tra il 2010 e il 2013 contribuisce al salto di qualità del Napoli: debutta in Champions League, segna gol cruciali nel girone e vince la Coppa Italia 2012, primo trofeo della sua carriera. Raggiunge anche le prime posizioni nelle classifiche storiche del club per presenze e reti.

Con Benítez diventa capitano a tempo pieno, vince un'altra Coppa Italia (2014) e la Supercoppa Italiana contro la Juventus, superando quota 300 presenze. Con Sarri torna nel suo ruolo naturale e guida il Napoli degli anni d'oro, stabilendo i suoi record più importanti: diventa il miglior marcatore della storia del club e poi anche il giocatore con più presenze.

La sua avventura si chiude nel 2019 dopo 12 stagioni, con 520 partite e 121 gol, numeri che lo consacrano come una delle più grandi leggende della storia del Napoli.

Per quanto riguarda il georgiano, Kvaratskhelia arriva al Napoli il 1º luglio 2022, scegliendo la maglia numero 77. Parte subito fortissimo: segna all'esordio contro il Verona e realizza una doppietta già alla seconda giornata contro il Monza, venendo premiato come miglior giocatore di agosto da Lega Serie A e AIC. Debutta in Champions League con assist al Liverpool e segna il suo primo gol europeo contro l'Ajax, chiudendo l'anno aggiudicandosi di nuovo il premio di calciatore georgiano dell'anno.

Nei primi mesi del 2023 viene eletto miglior giocatore di febbraio e marzo, diventando il primo a vincere il premio tre volte in una sola stagione. Contribuisce in modo determinante allo scudetto 2022-23, venendo premiato come miglior calciatore della Serie A e miglior giovane della Champions League. In autunno entra nella lista dei 30 candidati al Pallone d'Oro, classificandosi 17º.

Nella stagione successiva, pur in un Napoli deludente (decimo in classifica), mantiene un buon rendimento con 11 gol e 9 assist. Nel 2024-25 rimane uno dei giocatori più importanti anche con Conte, segnando altri gol e assist, ma a gennaio chiede la cessione dopo aver rifiutato il rinnovo.

Chiude la sua esperienza al Napoli dopo due stagioni e mezza, con 107 presenze e 30 gol, lasciando un segno significativo soprattutto grazie alla straordinaria stagione dello scudetto.

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