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La guida ai Mondiali FIFA 2026: senza la nazionale italiana forza Haiti

In assenza del vessillo azzurro issiamo la bandiera blu e rossa di Haiti 

Tre, due, uno, iniziano i Mondiali negli Stati Uniti d'America, in Canada e in Messico. Quarantotto nazionali che si sfideranno, un numero record, una vera e propria "lezione di geografia" che ci accompagnerà in mancanza della nostra Italia a conoscere nuove realtà oltre a quelle di lunga storia. E la scelta personale ricade su Haiti, inserita nel gruppo C, destinata a rivestire il ruolo di "materasso" delle ben più attrezzate Brasile, Marocco e Scozia. Ma siamo "marzulliani" e viviamo nel culto de "La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?" e siccome sognare costa ben poco, e aiuta a superare una realtà che non sempre è la migliore possibile, forza Haiti.

Forza Haiti

E le ragioni di tale simpatia sono presto espresse. Innanzitutto, perché con la clamorosa esclusione di una nazionale blasonata come la nostra, simpatizzare per le rivali sembrerebbe aggiungere la beffa al danno, quindi, meglio, molto meglio, fare i Robin Hood e andare con i poveri, i deboli in senso calcistico. E poi, sarà bello, straordinariamente emozionante esultare per un gol, anche uno solo che gli haitiani dovessero riuscire a realizzare. Un momento che entrerebbe per sempre nella storia, una rete, capolavoro o di fortuna, voluta o casuale, un pallone che dovesse andare a depositarsi alle spalle del portiere brasiliano o dell'estremo difensore marocchino o del guardiano dei pali scozzesi.

E, dunque, forza Haiti, un tempo colonia francese, che vanta essere la seconda nazione delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza, e la prima, dunque, dopo gli Stati Uniti.

E, poi, forza Haiti, isola fragile, sia politicamente che come territorio, colpita solo negli ultimi venti anni e poco più da un uragano (2004), da un terremoto catastrofico, tra i più distruttivi della storia dell'uomo (2010), da un altro uragano (2016) e da un altro terremoto (2021) e preda di bande criminali.

Forza Haiti che ha avuto la forza, la capacità, l'abilità, e la voglia (ogni riferimento a nazionali e persone è volutamente casuale…) di conquistare un posto ai Mondiali 2026 e qualificarsi al secondo mondiale della sua storia (il primo è stato Germania Ovest 1974).

Forza Haiti il paese meno sviluppato dell'emisfero settentrionale e uno dei più poveri al mondo.

Forza Haiti che per il settanta per cento si basa sull'economia agricola e vive in uno stato di emergenza umanitaria.

Forza Haiti composta da una quasi totalità di popolazione africana.

Forza Haiti che nel 2013 (11 giugno) in un amichevole a Rio de Janeiro è riuscita a pareggiare contro la nostra grande Italia (2-2) e oggi è allenata da Sébastien Bernard Henri Clément Migné ex calciatore francese, di ruolo centrocampista, che ha mosso i primi passi da tecnico come vice di Jean-Pierre Papin a Strasburgo e Lens.

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