I nordafricani conquistano i sedicesimi grazie al talento di Saibari e si candidano a sorpresa del torneo. Bene anche Stati Uniti, Brasile, Canada e Svizzera, mentre deludono Turchia e Bosnia.
Il Marocco fa sul serio e oltre a essere bello da vedere è pure cinico. Basta una rete dopo 73 secondi per mettere la museruola alla rabbia scozzese e congelare una vittoria che vuol dire accesso ai sedicesimi. In gol ancora Ismael Saibari che dopo anni in cerca di una precisa identità calcistica, prima centrocampista, poi sottopunta (termine orrendo, sembra la definizione di una punta con la sottana), talvolta ala e infine falso nueve. In questo ruolo che sembrava definitivo, ha forse capito, nell'ultima stagione (è cresciuto e ha sempre giocato nel PSV) e ora al Mondiale che forse è un centravanti. Infatti, è stato acquistato dal Bayern di Monaco, che solitamente non sbaglia gli acquisti.
Saibari potrebbe essere per i Leoni dell'Atlante il tasto da spingere nell'ascensore che conduce verso la gloria, che già nel Mondiale passato, pur arrivando in semifinale, soffrirono la mancanza di un vero centravanti (Cheddira era ed è troppo poco ad alti livelli). L'attaccante marocchino, inoltre, ha una progressione devastante che si sposa alla meraviglia con le invenzioni del suo compagno di reparto Brahim Diaz e dei signori del centrocampo: Ounahi, El Khannouss e Bouaddi. Se a questi aggiungiamo la spinta sulle fasce di Hakimi e Mazraoui e la sicurezza di un portiere come Bounou, appare evidente come il Marocco possa fare molta strada.
Appaiono in gran forma anche gli Stati Uniti. Si vede il lavoro di un bravissimo allenatore come Pochettino. Il tecnico argentino è sempre più simile a Russell Crowe, non però in versione gladiatore, come look e come aumento di peso. Sarebbe bello vederlo nel nostro campionato perché potrebbe portare un'iniezione di nuove idee.
Sul campo, oltre a un gioco rapido, divertente e con un pressing asfissiante, ci sono piaciuti, nella sfida contro l'Australia, Alex Freeman e Ricardo Pepi. Il primo è un figlio d'arte ma non calcistico. Il padre Antonio è stato una stella del Football Americano, Alex è un difensore che sa anche spingere e da pochi mesi gioca in Spagna nel Villareal. Ricardo Pepi è un attaccante che spazia su tutto il fronte offensivo e gioca nel PSV dove duetta col citato Saibari. Una coppia che purtroppo, come visto, si separerà, ma dimostra come chi sa fare scouting pesca in ogni parte del globo terracqueo giocatori interessanti.
Il Brasile ha battuto Haiti per 3 a 0 e soprattutto, nonostante la pochezza dell'avversario, Ancelotti sembra aver trovato in Cunha (autore di 2 gol) il suo centravanti. Inoltre, sta scaldando i motori Neymar, ormai prossimo all'esordio. Una notizia che ha incuriosito l'ambiente verdeoro è il ritorno sulle scene a 46 anni di Ronaldinho che ha firmato per il Ravenna in LegaPro. Non c'entra nulla coi Mondiali? Un campione c'entra sempre coi Mondiali.
Dopo questa divagazione passiamo al Canada che ha strapazzato il Qatar per 6 a 0, mettendo in mostra Jonathan David autore di una tripletta (sarà vera gloria). Nel corso del match il drammatico infortunio del canadese/sassolese Koné, vittima dell'intervento criminale del qatariota Madibo.
La Svizzera ha dominato una spenta Bosnia grazie anche a una bella doppietta di Manzambi, partito dalla panchina. Crediamo che dopo questa partita e dopo anche la brillante stagione al Friburgo, il giovane talento di origini congo-angolane partirà subito titolare e sarà oggetto del desiderio di molti club nel mercato già in corso. E' un centrocampista dinamico che mangia il campo e gli avversari.
Lasciamo perdere i lampi di classe e passiamo alle lacrime di delusione. Lacrime turche per l'uscita di scena di una squadra presentata alla vigilia come una possibile sorpresa. Gli uomini di Montella perdono contro due avversari non irresistibili come l'Australia e il Paraguay. Veramente troppo poco per una nazionale che ha schierato gente come Yildiz, Arda Guler e Calhanoglu.
Non si può dire, invece, che la citata Bosnia abbia deluso, perché nessuno da lei si aspettava miracoli. La brutta sconfitta contro la Svizzera per 4 a 1, però, perimetra ancora meglio la nostra débacle nello spareggio di Zenica e dovrebbe far riflettere i nuovi vertici della Federcalcio. Anche se pensiamo, sperando di sbagliarci, che di nuovo avranno molto poco a partire dall'allenatore.
Arrivederci alla prossima puntata…



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