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Mbappé torna a esporsi contro l’estrema destra: “Un calciatore è prima di tutto un cittadino”

Dalle parole a Vanity Fair alle risposte di Bardella e Le Pen: il fuoriclasse del Real Madrid riapre il dibattito sul ruolo politico degli sportivi 

L'attaccante del Real Madrid ha rivendicato il diritto degli atleti a intervenire nel dibattito pubblico, sottolineando come fama e successo economico non rendano una persona estranea ai problemi sociali e politici del proprio Paese.

"Cerchiamo di combattere questa idea secondo la quale un calciatore dovrebbe stare zitto e limitarsi a giocare. Puoi essere una star internazionale, ma prima di tutto sei un cittadino", ha spiegato Kylian Mbappé nell'intervista a Vanity Fair. Il campione francese ha poi aggiunto che certe dinamiche politiche riguardano direttamente anche lui, perché consapevole delle conseguenze che determinati movimenti possono avere sulla società francese.

Non è la prima volta che il numero uno della nazionale francese prende posizione pubblicamente. Già prima degli Europei del 2024, Mbappé aveva invitato i giovani francesi a partecipare al voto, lanciando un chiaro messaggio contro l'ascesa delle forze radicali. In quell'occasione parlò di "forze estreme che stanno bussando alle porte del potere", riferimento diretto alla crescita del Rassemblement National nei sondaggi elettorali.

Kylian Mbappé per Vanity Fair torna a prendere posizione contro l'estrema destra

Le nuove dichiarazioni del fuoriclasse hanno inevitabilmente provocato reazioni immediate dal mondo politico francese. Tra i primi a rispondere c'è stato Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National e figura di riferimento del gruppo Patrioti per l'Europa al Parlamento europeo. Bardella ha scelto l'ironia, collegando le parole del giocatore ai risultati sportivi del suo ex club: "Quando Kylian Mbappé lascia il Paris Saint-Germain, il club vince la Champions League. E forse presto anche una seconda", ha scritto il politico sui social.

Sulla stessa linea anche Marine Le Pen, che ha replicato con sarcasmo alle prese di posizione dell'attaccante francese. "Quando dice che non vinceremo le elezioni, mi rassicura perché ha lasciato il PSG per il Real Madrid dicendo che era per vincere la Champions. Nel frattempo, il PSG l'ha vinta", ha dichiarato la leader del partito.

La vicenda conferma ancora una volta come il confine tra sport e politica sia sempre più sottile. Negli ultimi anni molti atleti internazionali hanno scelto di utilizzare la propria popolarità per intervenire su temi sociali, diritti civili e questioni politiche. Mbappé, in questo senso, continua a rappresentare uno dei volti più esposti del calcio europeo contemporaneo, deciso a rivendicare il ruolo pubblico degli sportivi anche fuori dal terreno di gioco. E a prendere posizione contro una deriva xenofoba e razzista che soffia forte non solo in Francia. 

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