Mattarella chiama per far rientrare l'Italia direttamente alla semifinale dei mondiali.
Sarà il gran caldo che fa brutti scherzi, anche se come ha brillantemente notato Luigi Mascheroni nei giorni scorsi su "Il Giornale", l'allarme afa per i giornali c'è stato in egual misura nel 2010, poi nel 2013, poi nel 2021 e quindi fondamentalmente l'unica vera notizia è che d'estate fa caldo, ma una serie di aggiornamenti sul calcio ci ha tenuto desti mentre la luna era alta e piena in un cielo stellato. Sergio Mattarella presidente della Repubblica Italiana è intervenuto ufficialmente presso le alte sfere del calcio mondiale. Secondo i bene informati si è fatto sentire, e non poco, con il numero uno della Fifa Gianni Infantino. Oggetto della telefonata non è stato un sontuoso "scusi ma lei come si permette?" in riferimento alla, a dir poco infelice, battuta di Infantino, di origini svizzere ma con genitori italiani, di Domodossola, sull'incapacità della nostra Nazionale di raggiungere le qualificazioni se non si allargano i margini a numeri ben più alti di quelli che attualmente consentono l'accesso alla massima competizione iridata. No, la conversazione è stata incentrata sul fatto che l'arbitro di Italia-Bosnia Erzegovina era chiacchierato, che l'espulsione di Alessandro Bastoni non era giusta, e che, quindi, siccome fa caldo e di ripetere la partita non ci va, e nemmeno ai tifosi di annoiarsi a vedere la tv di questi periodi, e allora la cosa più giusta e legittima è mettere l'Italia nel cartellone delle quattro nazionali più forti del mondo e ammetterla di diritto a disputare le semifinali prossime venture, tra qualche giorno dopo che verranno completati i quarti negli stadi degli Stati Uniti ma anche del Canada e del Messico.
Il Presidente Mattarella conferma: "ho chiamato Gianni Infantino"
E Sergio Mattarella interpellato dai principali quotidiani italiani ha confermato tutto, senza smentire, nonostante siano tutti inorriditi da Milano a Napoli, da Marco Tardelli e Ciccio Graziani in onda su Rai Uno con "Notti Mondiali", trasmissione equilibrata e piacevole, giusto mix tra tecnica e leggerezza, analisi calcistiche e battute in libertà, né troppo scientifico ma neanche show dove il pallone passa in seconda scena, a Ivan Zazzaroni, magistrale nei suoi editoriali vergati per il "Corriere dello Sport-Stadio" e immenso nel libro uscito pochi giorni prima dell'inizio dei Mondiali 2026, "Per vincere domani" dove racconta con maestria da indiscutibile (allievo) erede di penna di Italo Cucci, come è cambiato il calcio ma come deve ancora cambiare. "E' vero. Ho chiamato Gianni Infantino, perché era un'ingiustizia e l'arbitro era chiacchierato". Queste le parole del Capo di Stato dell'Italia rivolte a coloro i quali chiedevano e si chiedevano se fosse possibile la notizia che girava un po' ovunque su questo argomento. E Sergio Mattarella senza scomporsi ha sottolineato l'importanza della sua azione, in linea con le priorità e le prerogative di un presidente, guida e faro di una nazione. Ci sono conflitti bellici che preoccupano, crisi energetiche, emergenze climatiche, povertà diffusa, violenza ingiustificata che si manifesta in maniera sempre più palese, dramma abitativo, italiani alla ricerca di un lavoro, far "correggere" presunte ingiustizie nelle competizioni calcistiche.
Le priorità di un presidente: guerre, povertà, lavoro e ingiustizie nel calcio
Questa è l'agenda di un presidente, di un capo di stato, questi sono i punti all'ordine del giorno, tutti allo stesso livello e della stessa importanza. E il Presidente della Repubblica italiana ha il dovere di guardare una partita di calcio, entrare nel merito di una decisione arbitrale, e chiedere (ordinare?!?) che venga rivista, annullata o cancellata, senza alcun appiglio, alcuna norma regolamentare che lo consenta, semplicemente perché va fatta giustizia nei confronti della propria nazione, perché è così, ho ragione io, e il Marchese del Grillo c'est moi (ma forse in inglese, la lingua che si parla anche negli Stati Uniti d'America dove si disputano i mondiali, "it's me", chissà, è più appropriata…). Poi la sbornia come tutte le sbornie passa. Qualche ora di sonno, e resta un brutto ricordo (per sempre) e un gran mal di testa (per qualche ora o un giorno), ma il peggio è passato. Che incubo mamma mia…E' come se il presidente degli Stati Uniti d'America chiamasse il presidente della Fifa per contestargli la squalifica di un calciatore della nazionale di calcio Usa e pressare per ottenerne la revoca, infischiandosene di regole e regolamenti, norme e normative. Ma non è così, fortunatamente.
Bruxelles capitale del Belgio, sede dell'Europa
La realtà è che il Belgio è ai quarti di finale, la nazione che ospita il Parlamento Europeo vince e passa il turno e manda a casa (già c'erano veramente e non è mancata occasione di far notare al mondo che stavamo a casa loro…) la nazionale americana. Meno male la sbornia è passata, è stato solo un brutto sogno….di mezza estate.



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