L'esterno israeliano arriva a Firenze dopo una carriera europea discontinua e una lunga scia di polemiche legate alle sue prese di posizione sul conflitto a Gaza e alle proteste vissute a Villarreal.
L'arrivo di Manor Solomon alla Fiorentina non è una notizia che resta confinata al rettangolo verde. L'esterno offensivo israeliano porta con sé un profilo tecnico interessante, ma anche un bagaglio politico e simbolico che negli ultimi mesi ha acceso tensioni e proteste.
Nel calcio europeo, sempre più permeabile ai conflitti geopolitici, Solomon è diventato uno dei volti più riconoscibili di un sostegno pubblico e dichiarato allo Stato di Israele durante il genocidio a Gaza, scelta che non può di certo passare inosservata.
Le dichiarazioni su Israele, Gaza e Hamas
Solomon non ha mai adottato una linea prudente o defilata. Al contrario, ha scelto di esporsi direttamente e pubblicamente. Sul suo profilo Instagram ha pubblicato un lungo messaggio, diventato rapidamente virale, in cui afferma:
"Negli ultimi due giorni il mio Paese, la mia famiglia, i miei amici e il mio amato popolo hanno vissuto un inferno. Oltre 800 israeliani sono stati uccisi. Migliaia di missili e razzi sono stati lanciati contro civili innocenti! Hamas non sta facendo e non ha mai fatto niente a favore del popolo palestinese. Hamas è un'organizzazione terroristica con un'unica missione: spazzare via gli ebrei dal pianeta. Sostenerli significa sostenere il terrorismo. Israele ha il diritto di difendersi! Pregate per Israele"
Successivamente Solomon ha preso posizione anche sull'esplosione di un ospedale a Gaza, attribuita da alcune ricostruzioni a un lancio fallito della Jihad islamica. In una storia Instagram ha commentato senza mezzi termini:
"Uccidono il loro stesso popolo e danno la colpa a Israele"
A queste prese di posizione si aggiungono le parole rilasciate da Solomon a Ynetnews.com, in occasione di un incontro a Londra con ONG Gesher, Bank Yahav e la delegazione dell'ambasciata israeliana:
"Questi non sono giorni semplici. Credo di viverli come tutti gli altri, solo che sono fuori da Israele. A volte, sembra persino un po' più difficile, soprattutto all'inizio. Questi giorni sono davvero terribili. Ogni giorno, guardi le notizie e il telefono, e la televisione è sempre accesa per vedere cosa sta succedendo. Speriamo tutti che tutti gli ostaggi tornino e che non ci siano altre perdite per noi".
Secondo quanto riportato da Calcio Rivoluzione, Solomon "ha più volte partecipato a programmi governativi volti a supportare i soldati dell'IDF rimasti feriti nelle operazioni militari a Gaza e ha prestato il suo volto alle campagne per il ritorno degli ostaggi. Un calciatore convintamente a servizio del sistema di potere sionista, che utilizza la propria notorietà per supportare attivamente le politiche genocidarie di Tel Aviv".
Carriera, numeri e profilo calcistico di Manor Solomon
Nato nel 1999, Manor Solomon esordisce giovanissimo nel calcio professionistico. A soli 20 anni passa allo Shakhtar Donetsk, dove gioca per tre stagioni vincendo quattro trofei e mettendosi in mostra anche nelle competizioni europee. Dopo l'esperienza ucraina si trasferisce in Inghilterra: una stagione positiva al Fulham, quindi la firma di un contratto quinquennale con il Tottenham. Con gli Spurs, però, la sua avventura è segnata dalla sfortuna: appena cinque presenze complessive. Finisce così in Championship con il Leeds United, con cui conquista la promozione vincendo il campionato. Nell'estate successiva approda al Villarreal, ma anche in Spagna trova poco spazio. Ora la Fiorentina, chiamata a rilanciarlo. Nel mezzo, Solomon ha collezionato quasi 50 presenze con la nazionale israeliana, realizzando 8 gol. Ala offensiva rapida e tecnica, predilige partire da sinistra per rientrare sul destro, ma può agire su tutto il fronte offensivo. Firenze scommette sul suo talento; resta da capire se il campo riuscirà a coprire un rumore extra-calcistico che, finora, lo ha sempre accompagnato.






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