Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Tre nazioni, un impegno comune: come Spagna, Inghilterra e Germania colpiscono il razzismo negli stadi

Dalla pena detentiva in Spagna agli arresti per abusi online in Inghilterra, fino all'identificazione immediata dei tifosi colpevoli in Germania: il calcio europeo reagisce. 

Lotta al razzismo nel calcio europeo: tre esempi concreti Spagna: 12 mesi di carcere per gli insulti a Inaki Williams

Un caso emblematico arriva dalla Liga: un tifoso dell'Espanyol è stato condannato a 12 mesi di carcere per insulti razzisti nei confronti del giocatore dell'Athletic Club Inaki Williams, risalenti a una partita del 25 gennaio 2020 
Oltre alla pena detentiva, l'uomo dovrà pagare una multa di 1 086 euro, è stato escluso per due anni dagli stadi e vietato per quattro anni dal lavorare in ambito educativo o sportivo..
Questo episodio, come si legge su Gazeta Express, ha sollevato una forte attenzione sul tema, con la partita sospesa per tre minuti nel 2025 dopo nuovi insulti, segno dell'impegno della Liga a combattere il razzismo.

Inghilterra: arresti per insulti razzisti online a Jess Carter

Anche l'Inghilterra risponde duramente anche al razzismo online. Dopo gli Europei femminili (ne avevamo scritto qui) dove la calciatrice Jess Carter ha denunciato abusi sui social, sono stati arrestati due uomini: uno di 59 anni nel Lancashire e un altro di 30 nel Derbyshire. Si legge su DerbyDerbyDerby: le autorità hanno ribadito che gli abusi online «non sono diversi da quelli fatti di persona» e saranno perseguiti con la stessa fermezza. Il capo della polizia del Cheshire ha specificato: "Abusi razzisti di questa natura non saranno tollerati. Ognuno è responsabile di ciò che fa e dice".

Germania: identificato e allontanato il tifoso razzista in Bundesliga


Caso analogo in in Bundesliga, dove durante la partita Lipsia–Heidenheim, un tifoso ospite ha rivolto insulti razzisti e versi di scimmia ai giocatori Ezechiel Banzuzi e Johan Bakayoko.
Grazie all'intervento tempestivo dello staff e degli steward, il colpevole è stato identificato, allontanato e consegnato alle forze dell'ordine. Se ritenuto responsabile, sarà sottoposto a un Daspo (divieto di accesso agli stadi) e altre azioni legali. Il Lipsia ha ringraziato per la reazione rapida, ribadendo i valori di diversità e inclusione alla base del club.

Esempi che dimostrano una linea chiara nel calcio europeo: un impegno concreto e coordinato nella lotta al razzismo, che si traduce in sanzioni penali, sociali e sportive:

  • In Spagna, la giustizia ha applicato pene severe, con detenzione e divieti di accesso agli stadi.
  • In Inghilterra, la legge ha colpito anche gli insulti sui social, giudicandoli equivalenti a quelli in presenza.
  • In Germania, la reazione immediata ha permesso di isolare il responsabile e garantire un rapido intervento disciplinare.

Il messaggio è chiaro: il calcio non è solo un gioco. Può (e deve) essere parte di una risposta ferma e coesa contro discriminazioni e odio. Chissà se anche in Italia capiremo questa lezione. 

3 cose su Israele Italia
Per la prima volta in Italia gli Europei di calcio...
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://mail.il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...