Le "isole della luna" scoperte grazie al calcio e ad un allenatore connazionale.
Confesso di aver imparato da piccolo tutte le bandiere delle nazioni del mondo, confesso che da malato di calcio e sport, le squadre, i campionati, in particolare internazionali, le competizioni varie mi hanno sempre aiutato ad avere una sterminata conoscenza della geografia, confesso in considerazione del mio anno di nascita orgogliosamente avvenuto nel secolo precedente di essere stato sempre munito di adorati atlanti cartacei, e di mappamondi di varia tipologia e materiale, confesso di sfogliare e leggere sempre con piacere le riviste di viaggi, confesso di guardare con altrettanto piacere, quando il tempo libero lo consente, programmi in tv che esplorano il mondo, confesso, nonostante tutte le premesse di cui sopra, che nel seguire, o quantomeno aggiornarmi sulla Coppa d'Africa, le nazionali partecipanti, i gironi e così via che per avere conoscenza e competenza di una nazionale allenata da un italiano, Stefano Cusin, alias delle Isole Comore, ho dovuto fare la più classica delle ricerche sul web.
Il bello, lo straordinariamente magnifico di chi segue lo sport, è anche questo.
Ai soloni della cultura, ai professori di mandolino che esercitano da decenni lo snobismo acuto nei confronti del calcio e delle discipline sportive in generale, a coloro che continuano, imperterriti, a non riconoscere lo sport all'interno della "sezione" cultura, mando un abbraccio e una dimostrazione reale e tangibile: il calcio tra le tante attitudini, contribuisce a conoscere la geografia. E tenetevi le vostre "corazzate Potëmkin" già apprezzate (!?!) dal mitico ragioniere Fantozzi, e altri mattoni e polpettoni misti per dimostrare che solo ciò che è terribilmente noioso è sinonimo di cultura. Viva il calcio, viva lo sport, viva un evento che non è mai uguale al precedente e non suscita sbadiglio, viva un modo permanente di arricchimento di conoscenza a trecentosessanta gradi.
Le Isole Comore un Eden nascosto
E, viva, anche le Isole Comore che grazie al calcio ho scoperto essere tra il Madagascar e la costa del Mozambico. E sempre per ottemperare alle cure per placare l'eterna malattia del pallone ho scoperto rappresentare una delle ultime oasi incontaminate del turismo a livello mondiale. E, ancora, ho scoperto essere un affascinante arcipelago vulcanico composto da isole principali (alle tre Grande Comore, Mohéli, Anjouan, si aggiunge la francese Mayotte). Spiagge incontaminate, foreste pluviali, cultura swahili e antiche tradizioni islamiche. Questo ed altro si narra delle "isole della luna" (dall'arabo Djzair al Qamar). Un nome dato da marinai e pirati a quella che oggi si presenta come una repubblica federale islamica, indipendente dalla Francia dal 1975.
E anche se non ha raggiunto gli ottavi di finale della Coppa d'Africa la storia delle Isole Comore versione calcio è la benvenuta.
Stefano Cusin, viaggio intorno al mondo grazie ad un pallone
E benvenuta è anche quella di Stefano Cusin, il commissario tecnico, ex calciatore italiano con cittadinanza canadese. Una splendida avventura di giramondo, prima da giocatore e poi da tecnico. Un viaggiatore che con gli occhi stupiti di un bambino, con la curiosità che ti mantiene eternamente giovane, ha "passeggiato" sui campi di calcio tra Francia, Svizzera e Guadalupa. E poi da coach, Italia, tra staff tecnico dell'Arezzo e del Montevarchi. Il Camerun, la Repubblica del Congo, la Serie A bulgara, la Libia, dove vince un campionato con l'Al Ittihad di Tripoli. Allenatore in seconda di Walter Zenga, in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, poi da primo allenatore nella "serie B" degli Emirati Arabi Uniti. Il ritorno con Zenga per allenare l'Al-Jazira. E ancora tecnico dell'Ahli al-Khalil di Hebron, in Palestina, diventando così il primo italiano ad allenare in Palestina. Il ritorno in Europa, sponda britannica, al Wolverhampton come vice di Walter Zenga. Capo allenatore alla Black Leopards, squadra sudafricana neopromossa in A. E ancora a Cipro, sulla panchina del Ermis Aradippou, prima di quella dello Shahr Khodro in Iran. 2021, Cusin commissario tecnico della nazionale del Sudan del Sud e dal 2023 alla guida della nazionale delle Comore.
Le Comore un segreto svelato da una palla a spicchi
"Dall'alto le isole sembrano confetti gettati nel mare" così la descrizione delle isole sul web.
Un paradiso raro, prezioso, che grazie al calcio è ora più noto, come l'affascinante giro del mondo del suo ct.
Viva il football, viva il soccer, viva il calcio, forever!







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