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La nuova polemica sul falconiere della Lazio, tra insulti e nostalgia per Mussolini

La scelta del nuovo falconiere della Lazio scatena un'altra tempesta: spuntano vecchi post offensivi contro la società e messaggi nostalgici verso Mussolini. Garruto prova a spiegarsi: "Sono cambiato" 

La Lazio non ha ancora ritrovato il volo della sua aquila simbolo allo stadio Olimpico, ma il nuovo falconiere scelto dal club è già al centro di una polemica nazionale. Il caso riguarda Giacomo Garruto, figura di esperienza ventennale nella falconeria, ma balzato agli onori delle cronache per ragioni ben diverse dalle sue competenze professionali. Sui social sono infatti riemersi alcuni vecchi post in cui il nuovo falconiere della Lazio non solo offendeva la società biancoceleste, confessando apertamente la simpatia per il Milan, ma esprimeva anche nostalgia per Benito Mussolini. In un messaggio del 2018 scriveva: "Quanto manchi all'Italia Benito mio…".

La vicenda arriva in un momento già delicato per il club capitolino, che ha chiuso il rapporto con l'ex falconiere Juan Bernabé, lui stesso finito nella bufera negli anni scorsi per le sue simpatie per il Duce e per la diffusione di immagini personali sessualmente esplicite. L'immagine del saluto romano mostrato allo stadio durante una partita è rimasta impressa nella memoria dei tifosi e dell'opinione pubblica: un episodio che si era concluso con una semplice sospensione temporanea, ma che aveva sollevato dubbi sull'opportunità delle scelte societarie.

Ora la storia sembra ripetersi. 

Garruto: "Vecchi post? Sono cambiato"


Di fronte alla riemersione dei suoi post, è stato lo stesso Garruto a intervenire con una dichiarazione ufficiale, nel tentativo di smorzare le polemiche prima ancora che la Lazio lo annunciasse formalmente.

"In queste ore sono tornati fuori alcuni vecchi post che avevo scritto anni fa. Li ho riletti e, come capita a ognuno di noi, a rileggerli anni dopo fanno un effetto strano e distaccato. Nel frattempo sono cambiate tante cose: sono arrivati i miei figli, è cresciuto il mio rapporto con mia moglie, la mia famiglia è diventata il centro di tutto e anche il mio lavoro mi ha fatto maturare e guardare la vita in modo diverso. Quello che scrivevo allora non mi rappresenta più".

Garruto prosegue rivolgendo un messaggio ai tifosi e al club:
"Mi dispiace se qualcuno si è sentito ferito o disturbato da quei vecchi contenuti. Non era nelle mie intenzioni, né allora né oggi. Adesso voglio solo concentrarmi sul presente: fare bene il mio lavoro, con passione e umiltà, e vivere questa opportunità grazie alla fiducia che mi ha dato la Lazio con il cuore leggero e pulito".

Una presa di distanza netta, ma che non cancella l'imbarazzo creato attorno alla società biancoceleste, già criticata in passato per la tolleranza verso simboli e messaggi di estrema destra.

 Chi è il nuovo falconiere della Lazio?

Direttore del ParcoNatura "La Selvotta" di Formello, sposato e padre di due figli, Giacomo Garruto è considerato uno dei professionisti più preparati nel campo della falconeria italiana. Da oltre vent'anni si occupa di cura e addestramento etico-naturalistico di aquile e falconi, oltre che di divulgazione ambientale e tutela della fauna selvatica. 

Con l'arrivo di Garruto, la Lazio spera finalmente di rivedere la propria aquila tornare a sorvolare l'Olimpico. Ma, ancora una volta, il ruolo del falconiere — più che una figura tecnica — si conferma un inatteso epicentro di tensioni politiche, identitarie e mediatiche. 

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