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Il Lanerossi Vicenza pronto a conquistare il calcio che conta e scrivere una nuova pagina della sua (importante) storia

Pablito Rossi goleador del miglior Vicenza dei suoi almanacchi, quello in versione Real, ma anche una squadra che ha in bacheca una Coppa Italia. 

Paolo Rossi lo immaginiamo felice e sorridente mentre vede quelle bandiere biancorosse sventolare, sempre di più, con sempre più entusiasmo, per una promozione, non ci prendano per uccellacci del malaugurio i tifosi vicentini, che il Lanerossi Vicenza può solo buttare letteralmente a mare. Ma, come dice Claudio Cerasa direttore di quel "Il Foglio", che per il sottoscritto è un capolavoro quotidiano in edicola, un regalo alla scrittura in libertà, un giornale con la G maiuscola, nel suo splendido ultimo libro, dal titolo "L'antidoto", appena uscito per Silvio Berlusconi Editore: "L'ottimismo è l'unico modo per riappropriarsi della realtà: significa mettere da parte le emozioni e concentrarsi sui fatti". È un fatto certo e inequivocabile che il Lanerossi Vicenza è primo nel girone A della serie C. È un fatto che il Lanerossi Vicenza ha già superato quota sessanta punti quando il calendario è ancora posizionato sul mese di febbraio. È un fatto che il Lanerossi Vicenza nelle prime ventiquattro partite disputate nel campionato in corso, non ha mai, mai, lasciato il campo con una sconfitta. Paolo Rossi lo immaginiamo felice e sorridente mentre scruta e legge i dati di cui sopra, prova ad analizzarli, mettendo da parte le emozioni e concentrandosi sui fatti.

Il LR Vicenza di Renzo e Stefano Rosso

Non si svela nulla di nuovo, ormai, ma rinfreschiamo la memoria e comunque informiamo i poco informati che alla guida del Lanerossi Vicenza c'è il gruppo imprenditoriale O.T.B (Only The Brave), alias Renzo Rosso, fondatore del marchio di abbigliamento "Diesel" che ha rilevato il club dopo il fallimento della precedente gestione nel 2018. Rosso ha poi rifondato il sodalizio dando vita ad una fusione con il Bassano Virtus, del quale era già patron, per creare l'attuale Lanerossi Vicenza. Presidente della società vicentina è Stefano Rosso (figlio di Renzo).

Sin da subito il progetto Rosso…del Lanerossi si è fondato su impegno e qualità, generosità e innovazione. Un modello vincente, e, non si vuol essere tacciati di nazionalismo, orgogliosamente italiano. Perché forse si sta andando troppo oltre con le società a base straniera, di proprietà di fondi anonimi, senza la tradizionale figura del presidente. E Rosso, padre e figlio, invece, sono carne, ossa e sentimento, l'evoluzione positiva del presidente che fu. Dino Viola, Costantino Rozzi, Romeo Anconetani, Angelo Moratti prima e Massimo Moratti poi. Ma anche Silvio Berlusconi e l'insuperabile Paolo Mantovani. Elencati così, alla rinfusa, in ordine sparso, ma con il tratto in comune di essere stati presidenti e proprietari, di essere stati guide, padri, tifosi, della loro società. Insomma, di sapere chi era a prendere decisioni, cacciare soldi, esultare e soffrire "e tutto per poter dire: ho vinto!" come nel finale dell'arringa in tribunale del film "Febbre da cavallo", la pellicola cult di Steno del 1976 con un indimenticabile Gigi Proietti.

"Il progetto di LR Vicenza si pone l'ambizioso obiettivo di rilanciare la squadra biancorossa, scrivendo un nuovo capitolo della sua storia centenaria, attraverso la costruzione di una società calcistica che sia in grado di sviluppare un modello sostenibile di calcio, abbinando risultati sportivi e oculatezza della gestione, in un contesto generale di coinvolgimento del territorio. La vision, innovativa, è quella di dare vita alla 'squadra del territorio' unendo le forze delle maggiori realtà sportive vicentine, ma anche delle sue forze imprenditoriali e delle sue istituzioni e associazioni, per poter così puntare ad obiettivi più importanti e sfidanti". Questo il "manifesto programmatico" di LR Vicenza.

Il Lanerossi Vicenza, la prima società di calcio "griffata"

Come più volte ribadito in questo modesto scritto, LR sta per Lanerossi. L'Associazione del Calcio In Vicenza, altrimenti detta Acivi, dopo cinquant'anni dalla sua nascita, nel 1953, infatti, viene acquistata dalla Lanerossi, colosso laniero fondato da Alessandro Rossi. Non una sponsorizzazione, che in quell'epoca era ancora vietata, ma un vero e proprio abbinamento, la società di calcio viene assorbita dall'azienda tessile, e ne porta anche nome e simbolo, Lanerossi Vicenza, appunto. A rendere originale la casacca anche una lettera "R" cucita sul petto, con un logo che nello stile richiamava il concetto sartoriale, appunto, come avveniva nei prodotti tessili. E, se si cerca nei mai sufficientemente amati almanacchi del calcio, tomi di carta e copertina rigida, che saranno sempre e per sempre più affascinanti di una ricerca nel web, anche se occupano spazio negli scaffali e raccolgono polvere a iosa, alla voce LR Vicenza i momenti da leggere e rileggere sono numerosi. È il caso degli anni Cinquanta quando giovani talenti emergenti con la casacca biancorossa vicentina erano, tra gli altri, Azeglio Vicini e Sergio Campana. E poi, 1962 attaccante del Vicenza è un brasiliano, un certo Luis Vinicio. Il biennio 1976/1978, poi, è quello custodito con grande orgoglio da tutti i tifosi della squadra che rappresenta il calcio nella cittadina che deve l'eleganza dei suoi palazzi all'architetto Andrea Palladio.

Paolo Rossi, alias "Pablito", dalla cittadina veneta al mondiale

L'allenatore Giovan Battista Fabbri con il Lanerossi Vicenza in serie B ha un'intuizione, una visione, di quelle che cambiano letteralmente la storia delle cose. Un suo giovane calciatore, un tale Paolo Rossi non lo convince nel ruolo di ala destra, per lui meglio scendere in campo da attaccante puro, da prima punta. È la svolta. Nasce (dal punto di vista calcistico) ufficialmente "Pablito", quel magnifico talento, patrimonio del calcio italiano, e di lì a qualche anno, protagonista assoluto della conquista del terzo titolo mondiale della Nazionale. Tutto grazie a quel Lanerossi Vicenza, che dopo aver conquistato la serie A a suon di gol di Paolo Rossi, l'anno dopo addirittura chiude il campionato al secondo posto, dietro i campioni d'Italia della Juventus. Un Lanerossi dei miracoli, una squadra che mai più sino ad oggi ha raggiunto un livello così elevato in fatto di risultati nella sua storia e anche in generale nelle statistiche di tutte le neopromosse in serie A del calcio italiano. Un'impresa che fece conquistare a quella squadra l'importante appellativo di "Real Vicenza" e che, come raccontato da mister Fabbri "l'onore che Gianni Brera venne in spogliatoio a congratularsi e dire: veramente, non avrei mai creduto che una squadra di provincia giocasse al calcio come ha giocato il Vicenza". Alti e bassi però, "altare e polvere", come Napoleone nel racconto manzoniano, anche per il Vicenza ci sono stati, considerando negli anni successivi, le pagine molto meno da ricordare, tra scandalo scommesse e retrocessioni.

A Vicenza anche Roby Baggio, Francesco Guidolin e la Coppa Italia

Ma, appunto, "altare e polvere", c'è da ricordare anche altro di bello, come che in maglia biancorossa c'è stato un incredibile e raffinato poeta del calcio in campo come Roberto Baggio. E un altro anno da incorniciare: 1996/97. In panchina un allenatore dal grande futuro, Francesco Guidolin. In campo un Vicenza capace di vincere in campionato contro le tre grandi Juventus, Inter e Milan, le tre più blasonate di tutte che soccombono contro gli indiavolati biancorossi. A culmine di una bella stagione, una data scolpita per sempre nella memoria dei tifosi del Lanerossi Vicenza. Modellata, con armonia, con gusto, grazia, come nello stile del Palladio. Giovedì 29 maggio 1997: finale di ritorno della Coppa Italia. All'andata al San Paolo il Napoli ha la meglio per 1-0, ma al ritorno, allo stadio "Romeo Menti", gol di Giampiero Maini e tempi supplementari. Maurizio Rossi e Alessandro Iannuzzi di gol ne fanno uno a testa, portando il tabellino sul 3-0 finale, entrano nella storia del Vicenza, che solleva così quel 29 maggio 1997 il trofeo più importante della sua storia. La stagione successiva 1997/98 il Vicenza sfiora soltanto capitoli ancora più importanti del suo personale almanacco. Al primato di prima squadra italiana ad avere una proprietà straniera (la maggioranza venne rilevata nell'estate del 1997 dalla società petrolifera English National Investment Company) non seguono altri momenti da regalare ai posteri. La sfida di Supercoppa italiana, conquistata in virtù del titolo di detentori della Coppa Italia, finisce con una sconfitta contro la Juventus. E per la Coppa delle Coppe disputata per la titolarità di cui sopra, il sogno venne solo sfiorato. Il Vicenza arriva sino alle semifinali, ma poi soccombe con il Chelsea che sarà poi il vincitore di quell'edizione. Consolazione sarà il titolo di capocannoniere della Coppa assegnato ad un calciatore del Vicenza, il bomber Pasquale Luiso. Poi poco altro da ricordare, anzi forse fallimenti e stagioni maledette che è meglio dimenticare.

"La storia, il brand e i tifosi del LR Vicenza meritano"

Arrivano i Rosso, e dopo qualche campionato sfortunato, questa dovrebbe essere la volta buona. "Risultati sportivi vs sostenibilità ed equilibrio economico-finanziario, ma anche investimenti nel settore giovanile, vero asset strategico di una società di provincia e infrastrutturali – si legge ancora nel programma odierno del LR Vicenza - per poter regalare alla città un nuovo stadio e un centro sportivo ove poter esplicare l'attività della prima squadra e del vivaio. Il tutto inserito in un piano a medio/lungo termine che garantisca alla società e alla città quello sviluppo e crescita che la storia, il brand e i tifosi del LR Vicenza meritano". Appunto, la storia, il brand e i tifosi del LR Vicenza meritano la promozione, la serie B tra qualche mese e in prospettiva la massima divisione. Paolo Rossi con il suo sguardo sornione sta sorridendo, pronto ad esultare, avvolto in sciarpetta biancorossa d'ordinanza per un Lanerossi Vicenza di livello Real…Madrid. 

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