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La resa dei conti

Tra le delusioni dei big, Cristiano Ronaldo in primis, alle bellezze di Spagna e Olanda. Gli Europei entrano nella loro fase finale. 

Siamo alla resa dei conti: la settimana finale degli Europei. Non abbiamo visto un grande spettacolo, ad eccezione della Spagna che ha deliziato il palato. La noia è derivata anche dai gironi, dove il passaggio delle migliori terze ha indirizzato troppe partite verso risultati di comodo. Di solito in queste competizioni si aspetta l'esaltazione di qualche star annunciata o la scoperta di nuove stelle del firmamento calcistico. Ma tra tutti i fenomeni scesi in campo pochi hanno rispettato le attese. Mbappée, forse frenato dall'infortunio al volto, non ha inciso minimamente e ha fatto parlare di sé più per il richiamo alla situazione politica in Francia che alle sue imprese sul campo.

Kane è sembrato spaesato, confuso e lento. L'inglese, come spesso gli capita durante eventi del genere che dovrebbero tramandare il suo nome ai posteri, arriva sempre impacciato all'appuntamento con la gloria. Ora ha una o due partite (nel caso l'Inghilterra arrivasse in finale) per smentire quei critici che gli hanno appicciato l'etichetta di perdente di successo. Sempre nella casa reale non hanno certo brillato Bellingham e Foden. Il primo col gol capolavoro contro la Slovacchia ha cambiato il destino suo e dei suoi ma è ancora troppo poco per uno che viene annunciato come il nuovo Di Stefano. Il secondo sembra un pesce fuor d'acqua lontano dal lussuoso acquario di Pep Guardiola. Cristiano Ronaldo è uscito ai quarti ma il suo passo d'addio assomiglia a quelle versioni mix lunghissime di hit famosi che rischiano solo di guastare la versione originale. Di tutt'altro tenore l'addio di Tony Kroos che non saluta da vincente, ma poco importa, ciò che resta è l'uomo. Tristissima, invece, è stata la partecipazione di Kevin De Bruyne e del suo Belgio, che viene sempre annunciato tra i favoriti ma poi non vince mai nulla. Alla precisa domanda sull'argomento di un giornalista italiano (Tancredi Palmeri) nella conferenza stampa seguente all'eliminazione contro la Francia, De Bruyne ha fatto una figura ancora peggiore di quella sul campo dando dello "stupido" al nostro cronista. Ora il belga dovrebbe andare a finire di arricchirsi in Arabia Saudita, giustificando la sua scelta in questo modo "guadagnerò più soldi lì in due anni che nei precedenti 15 della mia carriera". Ricordiamo che negli ultimi 9 anni De Bruyne ha giocato nel Manchester City dove gli stipendi si discostano da quelli che percepivano i minatori del Kent.

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Gli europei dei nazionalismi. Parte 1 - Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo

Europei 2024: il riflesso del nazionalismo in crescita nel calcio e nella politica europea. Prima parte dell'articolo a cura di Calcio e Rivoluzione 

Veniamo ora alle cose belle. Perché oltre a diverse partite noiose alcune squadre e giocatori hanno dato spettacolo. Le nostre preferenze vanno alla Spagna, scintillante ogni volta che è scesa in campo. Luis de la Fuente pur negando il tik-taka ne ha proposto, in realtà, una versione aggiornata con un gioco impostato a ritmi velocissimi. Le furie rosse attuali sono il manifesto del calcio attuale. Alto livello tecnico di tutti i componenti della squadra, giocate di classe a velocità supersonica, portiere bravissimo coi piedi, un vero giocatore aggiunto agli altri 10 di movimento, e tra i pali. In più, molti giocatori sono baschi (ben 8 nella lista dei convocati), garanzia di sana cattiveria agonistica. Se la Spagna avesse un centravanti più prolifico del pur bravo Morata, che però fa un gran lavoro, sarebbe quasi imbattibile. Su tutti il bambino Lamine Yamal (se cresce così, cosa sarà tra qualche anno?), il tarantolato Nico Williams e i padroni assoluti del centrocampo Rodri e Fabian Ruiz.

La Francia, rivale della Spagna in semifinale, ha il problema del gol ma dietro sembra molto solida. Se Mbappée non fa Mbappée, Maignan è veramente super come i compagni di difesa e nel centrocampo è tornato a svettare Kolo Kanté, che non è stato stordito dai soldi sauditi e corre e gioca come al Mondiale vittorioso del 2018.

L'Olanda, pur priva per infortuni del centrocampo titolare, ha rischiato molto contro la sorprendente Turchia ma ha avuto attimi di bel gioco grazie alle fiammate di Gakpo e Depay. Dietro poi giganteggia sempre Van Dijk. Gli inglesi avversari della semifinale sono avvisati.

Chi andrà in finale? La bellissima Spagna o la solidissima Francia? La rediviva Olanda, in semifinale dopo ben 20 anni, o la bella addormentata Inghilterra? Il nostro pronostico è Spagna-Olanda. Sarebbe una rivincita della finale mondiale del 2010. Speriamo almeno di vedere un arbitraggio decente e che l'impresentabile Taylor sia finalmente allontanato dai campi di calcio, come auspica da un paio d'anni Josè Mourinho.

di Giulio Giusti

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