Botta e risposta, a distanza, tra Gattuso e La Russa, con il Presidente del Senato che difende il "diritto a fischiare" degli Ultras Italia, gruppo di tifosi vicino ai movimenti di estrema destra.
Quello che vede in copertina è uno striscione comparso a Chisinau, in occasione di Moldova-Italia. Arriva dal settore degli Ultras Italia, che hanno deciso di difendere così gli assassini che a Rieti hanno ucciso Raffaele Marianella, 65 anni, secondo autista del pullman che stava portando a casa i tifosi del Pistoia Basket.
"Una tragica fatalità" dicono, sottolineando che "puntare il dito non sarà mai la nostra mentalità". Si firmano "I ragazzi con i tricolori" e, come ricostruito da Valerio Moggia di Pallonate in Faccia, sono gruppi di simpatie fasciste, come si può facilmente capire da font, parole d'ordine e stendardi. Non stupisce, allora, il collegamento con i tre accusati dell'omicidio di Rieti, Manuel Fortuna, Kevin Pellecchia e Alessandro Barberini, di cui almeno due con accertati legami all'estrema destra.
Non stupisce nemmeno che Ignazio La Russa, Presidente del Senato, li abbia difesi di fronte a Rino Gattuso: "Non si può dire `vergogna´ a uno spettatore che fischia. Non voglio però fare polemica: Gattuso ha ragione quando dice che in vista della speranza di andare ai Mondiali dobbiamo unirci e sostenere la nazionale, ma anche i fischi degli spettatori possono essere uno stimolo finché non sono violenti".
Subito era arrivata la risposta del CT azzurro: "Rispetto quello che ha detto, ma La Russa non era sicuramente allo stadio, secondo me non ha visto neanche la partita. I fischi si accettano, io li ho sempre accettati, poi quando si sente augurare la morte delle persone, si sentono i cori 'andate a lavorare' o 'veniamo a Coverciano', capisci che c'è qualcosa che non quadra. Ognuno tira le sue conclusioni".
Prova a smorzare di nuovo i toni la seconda carica dello Stato: "Stasera sarò allo stadio San Siro per tifare l'Italia confermando che ha ragione Gattuso ad invitare tutti a sostenere gli Azzurri. Ribadisco però che, quando ritengono, i tifosi "hanno il diritto anche di fischiare, purché senza violenza" e intendo né fisica né verbale". Un diritto, questo sì, che viene difeso da La Russa e dal Governo Meloni. Anche se a esercitarlo sono ultras fascisti, razzisti e xenofobi.



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