La Federcalcio irlandese vota a larga maggioranza per l'esclusione della nazionale e dei club israeliani dalle competizioni europee. Una mossa che potrebbe creare tensioni con gli Stati Uniti e la FIFA.
La Federcalcio irlandese, la FAI, ha approvato sabato scorso, con 74 voti favorevoli, sette contrari e due astensioni, una risoluzione che chiede alla UEFA di sospendere immediatamente Israele dalle competizioni calcistiche europee. La decisione fa seguito a precedenti richieste simili avanzate dalle federazioni di Norvegia e Turchia e arriva in un momento di forte tensione politica internazionale.
La risoluzione, proposta dal Bohemian FC, cita le violazioni da parte della Federcalcio israeliana di due disposizioni degli statuti UEFA: la mancata applicazione di politiche antirazziste efficaci e la partecipazione di club israeliani a partite nei territori palestinesi occupati senza il consenso della Federcalcio palestinese.
La UEFA aveva già valutato, il mese scorso, la possibilità di sospendere Israele a causa del genocidio in corso a Gaza, ma la votazione interna era stata rimandata dopo l'entrata in vigore di un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti il 10 ottobre. L'iniziativa irlandese arriva in un contesto delicato: esperti delle Nazioni Unite avevano esortato FIFA e UEFA a sospendere Israele dal calcio internazionale, citando un rapporto della Commissione d'inchiesta secondo cui Israele avrebbe commesso crimini gravi durante il conflitto. Israele ha respinto con forza le accuse, definendo il rapporto "scandaloso".
Un'eventuale sospensione dei club e della nazionale israeliana, come si legge su Reuters, potrebbe generare frizioni con gli Stati Uniti, co‑organizzatori della Coppa del Mondo 2026, contrari a qualunque esclusione. Pur avendo la UEFA il potere di sospendere Israele dalle competizioni europee, l'organizzazione europea potrebbe non riuscire a impedirne la partecipazione alle qualificazioni mondiali, sotto l'egida FIFA. Negli Stati Uniti, il senatore repubblicano Lindsey Graham ha criticato apertamente la FAI e si è impegnato a "far pagare un prezzo elevato" a chi tenta di emarginare Israele nello sport e altrove, collegando la vicenda alle questioni commerciali e politiche tra i due Paesi.
L'Irlanda si conferma tra i Paesi più critici in Europa nei confronti della guerra di Israele a Gaza. Il conflitto, iniziato il 7 ottobre 2023 con un attacco di Hamas contro il sud di Israele, ha provocato la morte di circa 1.200 israeliani e oltre 69.000 palestinesi, in gran parte civili, oltre a un drammatico aumento della fame e della devastazione nella Striscia di Gaza.



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