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L'accoglienza di Messi in questo stadio in India non è andata bene

A Kolkata la visita lampo di Lionel Messi si trasforma in caos: sedili sradicati, lamentele di tifosi e scuse della politica. Dietro lo spettacolo, però, c'è un'India in rapida trasformazione economica, con una forte crescita ma anche profonde disuguaglianze. 

I disordini dopo l'uscita dal campo di Lionel Messi dallo Stadio di Kolkata, in India

La breve apparizione di Lionel Messi allo Salt Lake Stadium di Kolkata è degenerata rapidamente: video diffusi dall'agenzia ANI mostrano spettatori lanciare sedili strappati e altri oggetti sul campo, mentre alcune persone oltrepassavano le recinzioni per avvicinarsi al campione. "Abbiamo comprato il biglietto per 12.000 rupie, ma non siamo riusciti nemmeno a vedere il suo volto", ha detto un tifoso all'agenzia, riassumendo il senso di frustrazione collettiva.

Le autorità locali hanno reagito in fretta: la chief minister Mamata Banerjee si è scusata pubblicamente con Messi e ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sulla gestione dell'evento, definendo l'accaduto "inaccettabile" e promettendo di individuare responsabilità e rimedi. Come riporta il Guardian, la Pulce è in India per un vero e proprio tour tra concerti, inaugurazioni di centri di calcio giovanile, tornei di padel e iniziative di beneficenza. La road map tocca Calcutta, Hyderabad, Mumbai e Delhi. In uno di questi incontri, però, il Campione del Mondo è stato protagonista di una visita fugace: qualche passo, qualche saluto, poi via dopo appena 20 minuti. "Solo politici e attori circondavano Messi... Perché ci hanno chiamato allora?" si lamenta un tifoso.

La sua voce indignata arriva da lontano. Arriva da un paese che oggi rappresenta una delle economie in più rapida crescita al mondo, ma anche una nazione in cui i benefici non sono distribuiti in modo uniforme. Il prodotto interno lordo pro capite in termini di potere d'acquisto ha raggiunto livelli che collocano l'India in posizione di medio reddito — con valori aggregati nell'ordine di grandezza dei 9.000–12.000 dollari PPP a testa nelle ultime stime — a testimonianza di un miglioramento complessivo del tenore di vita. Anche la povertà estrema è scesa in modo significativo nell'ultimo decennio: il World Bank Poverty & Equity Brief segnala che la quota di persone sotto la soglia internazionale di $2.15 al giorno si è drasticamente ridotta, con decine di milioni di persone sollevate dalla miseria assoluta. Ma non è tutto oro quel che luccica, in India, paese guidato dal 2014 da Narendra Modi, ed esponente del Bharatiya Janata Party, partito conservatore e nazionalista indù di centro destra: studi sul lungo periodo mostrano che la ricchezza è fortemente concentrata nelle mani di pochi — il 1% più ricco detiene una quota molto elevata della ricchezza nazionale, una dinamica che accentua la percezione di ingiustizia sociale e rende il ceto medio vulnerabile a shock economici. 

Nel microcosmo di Kolkata, questa contraddizione si è tradotta in rabbia: biglietti costosi, gestione approssimativa e la sensazione di esclusione hanno acceso la protesta, trasformando un evento pensato per celebrare lo sport in un incidente imbarazzante per chi organizza e per chi governa. Messi è ripartito, il palcoscenico si è svuotato, ma la discussione resta: come conciliare la crescente domanda di spettacoli globali con infrastrutture e politiche capaci di garantire sicurezza, equità e rispetto per i tifosi?

Intanto, dallo stadio indiano un messaggio appare sempre più chiaro. Ed è un messaggio dal calcio di oggi e da quello del futuro: lo sport inventato dai poveri, ormai è nelle mani dei più potenti. 

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