L'Italia di Gattuso batte Israele 5-4 in una partita ricca di gol ed emozioni: Solomon protagonista, polemiche in campo e tensioni sugli spalti.
Gattuso soffre con Israele ma, alla fine, vince e porta i suoi al secondo posto nel gruppo I. Ecco 3 cose da analizzare sulla partita Israele 4-5 Italia.
Martedì 9 settembre si è conclusa la sesta giornata delle qualificazioni al Mondiale 2026.
Nel gruppo I, oltre alla Norvegia che ha travolto la Moldavia per 11-1, anche l'Italia di Rino Gattuso sorprende tutti vincendo sul campo di Israele per 5-4.
Dieci gol in due partite per l'Italia: una statistica positiva, ma a preoccupare sono le reti subite e le occasioni lasciate agli avversari, considerando il possibile 5-5 sfiorato da Israele nel finale.
L'Italia di Gattuso resta un cantiere aperto, anche se convincono le combinazioni in attacco tra Kean e Retegui. Servirà trovare l'assetto tattico giusto per valorizzare questa coppia offensiva.
La classifica del gruppo I:
- Norvegia 12
- Italia 9 (con una partita in meno rispetto a tutte le altre squadre)
- Israele 9
- Estonia 3
- Moldavia
Le 3 curiosità su Israele–Italia 4-5
1. Solomon, rivelazione israeliana
Se ne è parlato molto, ma forse non abbastanza, della sfida tra Israele e Italia. Sofferenza eccessiva, errori difensivi, l'esplosività di Kean, la grinta tipica di Gattuso: è stata una partita frenetica, più per i colpi di scena che per le emozioni.
In mezzo a questa intensità è emerso un giocatore su tutti: Manor Solomon, 26 anni, trequartista o esterno d'attacco a seconda delle necessità. Mentre tutti correvano senza sosta, lui continuava a brillare con giocate di qualità, mettendo in difficoltà la difesa azzurra. Un calciatore dal curriculum già importante, con esperienze al Tottenham e al Leeds, oggi in forza al Villarreal.
Il difensore Eli Dasa, dopo la partita, ha spiegato:
"È nata una discussione, loro erano molto emotivi. Sentivano di non essere in partita, mentre noi pensavamo di meritare la vittoria, quindi hanno cercato un po' di provocare. Fa parte del gioco, abbiamo proseguito."
Alcune voci provenienti dallo spogliatoio israeliano hanno invece rivelato che il capitano azzurro Gianluigi Donnarumma avrebbe provocato alcuni avversari, tra cui Tai Baribo e Sagiv Yehezkel. Secondo quanto riportato da Channel 12, alcuni membri della delegazione italiana avrebbero poi chiesto scusa allo staff israeliano per il comportamento di alcuni giocatori.
3. Gli ultras dicono "STOP"
L'avvicinamento alla partita è stato segnato da polemiche legate alla crisi internazionale in corso.
Israele ha portato in Ungheria, sede delle sue partite casalinghe dal 2023, trenta ragazzi sopravvissuti alla strage del Golan. I tifosi israeliani hanno esposto una grande foto con il collage degli ostaggi vittime degli attacchi di Hamas.
Gli ultras italiani, invece, hanno voltato le spalle all'inno israeliano (come già avvenuto un anno fa a Udine, senza conseguenze disciplinari da parte della Uefa) e successivamente hanno mostrato cartelloni con la scritta "STOP", senza riferimenti politici, come imposto dal regolamento Uefa. (Di loro ha scritto il come sempre ottimo Valerio Moggia su Ultimo Uomo, ndr)
Un clima teso sugli spalti che ha alimentato ulteriormente l'atmosfera durante i 90 minuti.



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