L'ottavo di finale dei Mondiali 2026, in programma nella notte britannica, apre il dibattito tra diritto allo studio e passione per il calcio. Thomas Tuchel invita le famiglie a lasciare i figli a casa, ma il governo respinge l'idea.
Il Mondiale può trasformarsi in un piccolo rompicapo anche fuori dal campo. In Inghilterra, infatti, l'attesa per l'ottavo di finale contro il Messico ha aperto un acceso dibattito che coinvolge famiglie, scuole e governo. Il motivo è l'orario della partita, in programma nella notte tra domenica e lunedì allo stadio Azteca: il fischio d'inizio è previsto a mezzanotte nel Regno Unito, costringendo chi vorrà seguirla fino all'ultimo minuto a fare i conti con una sveglia decisamente complicata poche ore dopo.
A sollevare il caso è stato il commissario tecnico dell'Inghilterra, Thomas Tuchel, che ha invitato i genitori a concedere ai propri figli una serata speciale. Secondo il tecnico tedesco, assistere a una partita della nazionale ai Mondiali è un'esperienza che va oltre il semplice evento sportivo. «La Coppa del Mondo è ogni quattro anni, lasciate che la guardino», ha dichiarato, suggerendo alle famiglie di valutare l'idea di tenere i bambini a casa da scuola il giorno successivo.
L'appello, però, non ha convinto il governo britannico. La segretaria di Stato per l'Istruzione, Bridget Phillipson, ha escluso qualsiasi deroga generale, sottolineando che, nonostante l'orario insolito della partita, gli studenti possono comunque presentarsi regolarmente in classe il mattino seguente. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che la decisione finale spetta alle famiglie, chiamate a valutare caso per caso l'età dei figli, le loro condizioni e la capacità di affrontare una giornata di scuola dopo una notte passata davanti alla televisione.
Una posizione ancora più netta è arrivata dalla ministra delle Competenze, Jacqui Smith, che ha ricordato come il tema centrale resti il diritto all'istruzione. Pur comprendendo il fascino di un appuntamento così importante, Smith ha ribadito che la priorità deve essere garantire ai ragazzi una formazione adeguata, evitando che l'entusiasmo per il calcio prevalga sugli impegni scolastici.
Nel dibattito è intervenuto anche il sindacato degli insegnanti Neu, che ha proposto una soluzione di compromesso. Il segretario generale Daniel Kebede ha suggerito al ministero di valutare un ingresso posticipato nelle scuole per il giorno successivo alla partita, riconoscendo il valore sociale e culturale di un evento seguito da milioni di persone senza però incentivare assenze ingiustificate.
La proposta nasce anche da una considerazione pratica. Per gli insegnanti, infatti, gestire una mattinata di lezioni con classi composte da studenti che hanno dormito poche ore potrebbe rivelarsi più complicato del previsto. Il rischio non riguarda soltanto eventuali assenze, ma anche il livello di attenzione e partecipazione durante le lezioni, inevitabilmente condizionato dalla stanchezza.
La sfida tra Inghilterra e Messico, inoltre, ha un significato particolare per il calcio inglese. Si giocherà infatti allo stadio Azteca, lo stesso impianto che nel 1986 ospitò il celebre quarto di finale deciso dalla "Mano de Dios" di Diego Armando Maradona, una delle pagine più controverse e iconiche della storia dei Mondiali. Un precedente che rende la partita ancora più sentita agli occhi dei tifosi inglesi.
Alla fine, nessuna regola uguale per tutti. Saranno i genitori a scegliere se privilegiare il diritto allo studio o concedere ai figli una notte diversa dal solito, davanti a una partita che potrebbe entrare nella storia. Una decisione che racconta come il calcio, soprattutto quando si parla di Mondiale, riesca ancora a influenzare la vita quotidiana ben oltre i novanta minuti giocati sul campo.



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