Le pagelle della Serie A di Giulio Giusti: dallo scudetto del Napoli agli errori del Milan, dalla rinascita della Roma alla sorpresa Como.
di Giulio Giusti
E' finito il campionato ed è tempo di bilanci. Tutti stilano le loro pagelle e così lo facciamo anche noi de Il Catenaccio.
Il primo voto va al campionato. Il torneo appena concluso è stato uno dei più avvincenti degli ultimi anni, per questo si merita un bel 10. Era da tempo, infatti, che non si arrivava all'ultima giornata con ben tredici squadre che si giocavano ancora qualcosa tra scudetto, partecipazione alle coppe e salvezza. La quasi totalità delle partite si è svolta in simultanea, rievocando ricordi preistorici nei tifosi più vecchi e facendo provare nuove emozioni ai più giovani. I più nostalgici hanno rinunciato alla televisione per seguire tutto su "Tutto il calcio minuto per minuto" con l'illusione di sentire la trasmissione interrotta dalla voce di Ezio Luzzi per comunicare un gol dal campo principale della serie B.
Dopo una giornata simile, è parso evidente a tutti che senza il calcio spezzatino il campionato sarebbe più regolare, perché sapere in anticipo cosa hanno fatto le dirette concorrenti è indubbiamente un vantaggio e, al tempo stesso, un forte condizionamento. Ma, ormai, indietro non si torna. I soldi in ballo sono troppi e ne servono ancora di più. Per questo tra qualche giorno ci beccheremo la Coppa del Mondo per Club: un fiume di denaro per i soliti ricchissimi e indebitatissimi club. Soldi, sempre più soldi da gettare nella brace del football mondiale che ne brucia sempre di più. E, a proposito di soldi, le nostre pagelle terranno conto anche di chi ha speso meglio o peggio i suoi denari nei mercati della stagione appena conclusa. Solitamente i voti si danno alla fine di un mercato, noi li daremo alla fine del campionato per pesare il reale valore di quanto è stato speso nella stagione.
Le votazioni partiranno seguendo l'ordine della classifica. Seguiranno poi i catenacci d'oro, d'argento e bronzo, assegnati ai migliori allenatori e giocatori.
Napoli 10: ha vinto il suo quarto scudetto, il secondo in tre anni, con i bilanci a posto. 10 a De Laurentiis e 10 a Conte. Il primo, seguendo le indicazioni del secondo, ha preso, nello scetticismo iniziale di molti addetti ai lavori, Romelu Lukaku. Il belga con 14 gol e 10 assist è stato fondamentale per la conquista del tricolore, così come Scott McTominay. Lo scozzese, anche lui voluto a tutti costi dall'allenatore salentino, è stato per noi, come vedrete in seguito, il miglior giocatore del torneo e per questo merita un 10 e lode. Il Napoli è stato sicuramente avvantaggiato dal non aver giocato le coppe ma i molti infortuni e la panchina non profondissima, come quella dell'Inter, hanno rischiato di compromettere il trionfo finale.
Inter 7 al campionato (9 al percorso in Champions League): in molti sostengono che il campionato l'abbiano perso i nerazzurri, imputando a Inzaghi di aver vinto un solo scudetto in quattro anni con la migliore rosa a disposizione in questo lasso di tempo. Tutto vero, ma le due finali di Champions raggiunte in tre anni non sono un bilancio da poco e hanno succhiato molte e troppe energie ai nerazzurri. Un voto basso (4) a quello che si è dimostrato poi il mercato. Marotta, che solitamente non sbaglia un colpo, doveva rinforzare meglio il reparto offensivo, che dietro alla splendida coppia Lautaro-Thuram non ha avuto alternative. Se l'Inter ha perso lo scudetto è stato proprio per la carenza di validi ricambi offensivi. Discorso a parte merita la Champions League. Si può giudicare fallimentare il percorso degli interisti per aver perso 5 a 0 contro il PSG? Assolutamente no, anche se purtroppo una batosta del genere farà dimenticare la doppia sfida leggendaria contro il Barcellona.
Atalanta 8: L'ennesima partecipazione in Champions sembra scontata, dopo tanti anni di ottimi campionati, ma non lo è affatto. Anche se questo sembrava l'anno buono per il definitivo salto di qualità con la conquista del tricolore. Forse l'unica nota dolente è stato proprio il mercato, dove, a parte l'azzeccatissimo Retegui (10), è parsa incomprensibile una scommessa come Zaniolo (3) e non hanno inciso elementi pur di valore come Samardzic (5). Bravissimo come sempre Gasperini (9). Il suo addio a Bergamo sarà un banco di prova per la società e per lui. Chi perderà di più da questo divorzio?
Juventus 4: Era da tutti ritenuta la regina del mercato (provate a smentirci) con un super centrocampo, sulla carta, formato dal brasiliano Douglas Luiz e dall'olandese Koopmeiners. Più di 100 milioni in due e un rendimento imbarazzante. A questi vanno aggiunti i soldi spesi per Nico Gonzalez e altre operazioni discutibili che hanno portato alla defenestrazione di Giuntoli (3), che ha sbagliato tutto lo sbagliabile dal mercato all'allenatore (Thiago Motta voto 4). L'ingresso in Champions era il minimo sindacabile, bravo comunque Tudor (7), sempre un ottimo medico per i casi da pronto soccorso. Il tecnico croato meriterebbe una considerazione maggiore.
Roma voto 7: Il voto è la media tra il 4 per l'inizio drammatico del campionato con delle scelte scellerate e il 10 per la soluzione Ranieri. Ci domandiamo come possa essere stato scelto Juric (4) per il tipo di gioco in base alla rosa giallorossa. Su De Rossi non ci esprimiamo perché forse non gli è stato dato il tempo necessario di lavorare. Ranieri superlativo merita un 10 e lode, non solo per i risultati raggiunti ma per l'abilità nel gestire la crisi iniziale, i rapporti con la stampa e quelli con i tifosi. Un maestro in tutti i sensi. Lanciamo una proposta: Ranieri presidente della Federazione Calcio!
Voto al mercato della Roma: 6. Alcuni acquisti estivi erano già sbagliati prima di scendere in campo (Le Fée), altri, come Soulé (7) sono stati rivitalizzati da Ranieri e saranno utilissimi il prossimo anno.
Fiorentina voto 6,5: annata strana, finita in modo tragicomico con le dimissioni di Palladino. La Viola ha alternato partite strepitose, battendo tutte le grandi ad eccezione del Napoli e buttando via punti sanguinosi con tutte le cosiddette piccole. Palladino è un allenatore giovane che non ha neppure 100 panchine in serie A. il suo voto è alto (8) per aver rigenerato Moise Kean (9,5) ed aver preteso di spazzare alcuni pesi morti nella rosa, imponendo l'arrivo di un portiere (De Gea voto 9,5) e di un esterno sinistro (Gosens 8,5). Ma Palladino ha presentato momenti di buio totale nelle citate sfide contro le pericolanti che fanno scendere il suo voto a 5. Una menzione speciale per Edoardo Bove (10). La sua storia ha commosso l'Italia e il suo comportamento nel raccontare il dramma vissuto hanno dimostrato il valore morale di questo ragazzo. Voto al mercato 8 per gli acquisiti di Kean, De Gea e Gosens, 3 per la scelta di gennaio di prendere Zaniolo. Con un'altra alternativa offensiva a Kean sarebbe cambiato il campionato dei gigliati.
Lazio 6: Grande inizio, bellissima fase iniziale di Europa League, anche bel gioco. Poi dei brutti passaggi a vuoto che hanno compromesso la stagione. Poteva essere tutto, con l'ingresso in Champions, alla fine non è stato nulla. Bravo però Baroni (voto 7) nonostante le eccessive critiche della tifoseria. Il mercato (6) poteva dare di più all'allenatore, soprattutto in termini di profondità di rosa.
Milan 3: Ha sbagliato tutto, dal mercato alla scelta degli allenatori (forse i meno colpevoli) e dei dirigenti (colpevolissimi). Le stelle Leao e Teo (4 ad entrambi) hanno deluso. Unica nota lieta Reinders (voto 8,5) una spanna sopra a tutti. Voto al mercato 3, buona parte degli acquisti sono stati sbagliati.
Bologna 8: dopo 51 ha vinto una competizione. Il tradimento di Thiago Motta sembrava preludere a un ridimensionamento. Italiano (voto 9) e l'abilità di Sartori (altro 9) hanno regalato ai tifosi una grande stagione. Dopo la conquista della Coppa Italia la squadra ha mollato nel fianle di campionato. Peccato perché tornare in Champions League era possibile con un Orsolini così (8,5) e una coppia di centrali difensivi di altissimo livello Beukema-Lucumi (8,5).
Como 7,5: La sorpresa "relativa" del campionato. Relativa perché la ricchissima proprietà ha messo i soldi e promette di metterne ancora. Voti altissimi alla stella dei lariani Paz (9,5) e al tecnico Fabregas (8).
Torino 5: Il solito campionato anonimo dei granata. I tifosi non ne possono più della gestione Cairo (4). Il Toro ha ormai eletto a suo domicilio la metà classifica. Nessun pericolo ma è vietato sognare. Voto a Vanoli 6,5, nella mediocrità generale ha dato una parvenza di gioco alla squadra. Il tecnico meriterebbe altro, Cairo merita solo la contestazione.
Udinese 6: Campionato tranquillo con grandi picchi tra la fine del girone d'andata e l'inizio del ritorno. Poi un finale molto grigio. Note positive Lorenzo Lucca (8), molto cresciuto (non di altezza, era già più di 2 metri) e destinato a qualche big e Thauvin (7,5) che ha regalato lampi di classe. Ottima la scelta dell'allenatore Runjaic (7,5), personaggio equilibrato in linea con i programmi societari.
Genoa 7: Dopo un inizio difficile, dovuto a degli infortuni in serie e alla partenza dei big della stagione precedente (Gudmundsson e Retegui), che è costato la panchina a Gilardino, la squadra ha trovato il suo equilibrio con Vieira (7,5). Il tecnico francese ha portato partita dopo partita il Grifone in acque sicure e a fine stagione ha fatto esordire un ragazzino di cui sentiremo parlare: Lorenzo Venturino (8,5).
Verona 7: Lo davano tutti per spacciato e invece, nella stagione del quarantennale dello scudetto, l'Hellas ha ottenuto una meritata salvezza. Bravissimi il ds Sogliano (8,5), che ogni anno scova talenti per poi rivenderli e andare all'incasso, e l'allenatore Zanetti (7). Una nota di merito per lo slovacco Suslov (7,5). Scommettiamo che sarà il nuovo gioiello della vetrina preparata da Sogliano?
Cagliari 7: Campionato vissuto sempre un gradino sopra la zona pericolo. Bravo, molto bravo Nicola (8). Sarebbe interessante vederlo gestire altre situazioni con altri mezzi. Fondamentali gli acquisti di Caprile (7,5) e Piccoli (7,5).
Parma 6: Ha rischiato di rovinare tutto dopo aver mostrato un buon calcio e aver messo in vetrina dei bei talenti: Leoni e Del Prato in difesa (7 ad entrambi), Bernabè in mezzo (7,5) Pellegrino e Bonny in attacco (7 anche in questo caso ad entrambi). Bravo anche il tecnico Chivu (8), che subentrando a Pecchia (6), ha dato la svolta alla stagione. Una menzione particolare allo svedese Jacob Ondrejka (8,5), grandissimo talento e autore dei gol salvezza.
Lecce 8: Terza salvezza di fila e bilanci a posto. Voto 9 a Pantaleo Corvino e alla dirigenza, anche per non aver esonerato Giampaolo quando qualsiasi altra società l'avrebbe fatto. I vertici salentini hanno creduto nelle qualità dell'allenatore abruzzese che si è rilanciato dopo un periodo nel dimenticatoio. Voto a Giampaolo 7,5. Stella della squadra il bomber Krstovic (8), destinato a rimpinguare le già sane casse salentine.
Empoli 5: Retrocessione assurda quella della squadra toscana, crollata dopo un inizio super. E' vero che non si può chiedere troppo a una realtà come Empoli, ma la salvezza era alla portata degli uomini di D'Aversa, voto 5 (ma perché cala sempre nel girone di ritorno, dopo aver fatto vedere un bel gioco nell'andata?). Come al solito, però, il presidente Corsi ha messo in vetrina dei talenti: Fazzini (7,5), Sebastiano Esposito (7,5) e Marianucci (8) che vestirà la maglia del Napoli.
Venezia 5,5: Altra retrocessione per Di Francesco, al quale, però, diamo 6,5 perché i suoi non hanno mai mollato anche quando sembravano spacciati. Il Venezia poi ha sempre offerto un buon calcio e ha dato filo da torcere ha tutte le grandi. Un voto negativo va però alla dirigenza (4). Perché non hanno comprato un attaccante decente a Di Francesco?
Monza 3: Non è giusto infierire e non vogliamo farlo. Il Monza ha indubbiamente pagato il distacco della famiglia Berlusconi, ma Galliani (voto 4) non era, a detta di molti, uno dei migliori dirigenti del mondo?




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