In Francia dove trentaquattromila abitanti valgono più di due milioni di parigini della capitale.
Lens, Francia, trentamila abitanti o poco più nel dipartimento del Passo di Calais nella regione Alta Francia. A caratterizzare la sua storia, soprattutto, il ruolo di centro minerario per l'estrazione del carbone. Tredici anni fa sul sito di una vecchia miniera è stato inaugurato il museo "Louvre-Lens", con l'obiettivo di dare un nuovo look, culturale e turistico, ad un territorio dove i "resti" delle miniere sono ovunque. La "lezione" di geografia e dintorni è d'obbligo prima di celebrare il miracolo calcistico del Lens. Una città di operai, una squadra costata molto ma molto meno del nobilissimo e ricchissimo sino allo sperpero, Paris Saint Germain, il Lens oggi si gode la vetta della Ligue 1 ed è una gran bella notizia. Non si prendano cura di noi e ci insultino, liberamente, tifosi e simpatizzanti della corazzata parigina (come ubicazione ma qatariota dal punto di vista societario) ma viva Lens! Un campionato dominato sino alla noia dal Psg e dai suoi soldoni sonanti che hanno sempre consentito di fare ogni anno la rosa a disposizione dell'allenatore, sulla falsariga di quando si giocava al Monopoly, è oggi aperto e libero (libertà che bella parola…) alla bravura altrui, alle capacità di squadre meno ricche (e fortunate). E di monopolio si è trattato, lorsignori, come beffardamente li citava Gianfranco Funari, rivoluzionario dei salotti politici, capopopolo e anfitrione delle trasmissioni con onorevoli e senatori quando l'audience faceva la differenza ed era di là da venire la dinamica del conteggio delle visualizzazioni sul web.
Basta con il monopolio nel calcio francese
Un monopolio ingiusto, come il perbenismo peloso, pelliccioso, a tratti ipocrita, il moralismo, che sfiora il radical-chic in cui per altre situazioni, ad altre latitudini ci si vuol rifiutare di giocare, ci si indigna, si è pronti a chissà quali passi epocali, salvo rintanarsi nella casa di proprietà, magari ereditata senza sforzi e sacrifici, e si accende il televisore settanta pollici, si avvia l'abbonamento completo a tutte le pay tv, pagate ad un tanto al chilo e al mese, e si ammira (?!?) la big assoluta del campionato francese (ma qatariota). Ma il monopolio è finito, evviva! Il campionato è lungo, le difficoltà sono tante, i fuoriclasse messi in campo dal Paris Saint Germain altrettanto numerosi, ma se solo il Lens ci proverà, se soltanto farà sognare tifosi e simpatizzanti, se ha contribuito a riaccendere la fiammella della passione per un campionato particolarmente noioso negli ultimi anni, forza Lens, je suis Lens. Ma veramente c'è qualcuno che vuol mettere a paragone la simpatia per una squadra che ha ammazzato una competizione, occhio non per la forza sul campo, ma per la forza in altri campi, con quella per una squadra che nasce in una città operaia, che non ha soldi e campioni da vendere né da bullizzare nei tribunali (Kylian Mbappé nemo propheta in patria se ci sei batti un colpo…)?
Joseph Marie Oughourlian imprenditore, le quote in Mediobanca
Poi per carità, Joseph Marie Oughourlian proprietario del Racing Club de Lens noto semplicemente come Lens, di origini armene e libanesi, tra l'altro per beffa delle beffe del Psg, parigino di nascita, è un imprenditore, è attivo nel campo degli investimenti. È proprietario anche del Millonarios, in Colombia, azionista di minoranza del Real Zaragoza e in Italia del Padova. Joseph Marie Oughourlian viene dalla società bancaria Société générale, dopo la quale ha creato uno suo fondo d'investimento (Amber Capital LP) che gli ha consentito negli anni di acquisire quote azionarie di varie aziende italiane e internazionali. Il patron del Lens vanta tra l'altro quote di Mediobanca, Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, Save, Parmalat, Mediaset, EI Towers e Cofide, non è esattamente un presidente "pane e salame", del genere Borgorosso Football Club by Alberto Sordi, ma solido uomo d'affari con interessi da espandere. Non si tratta, quindi, di voler fare gli esaltatori a tutti i costi di un improbabile e non calzante duello Davide contro Golia, ma più semplicemente di evidenziare, come disse il mai domo Claudio Lotito patron del Lazio, che anche nel calcio "se invece di sogni si vendono solide realtà" è preferibile e auspicabile.
Il numero dieci del Lens è l'ex Udinese Thauvin
E poi c'è Florian Thauvin, vecchia conoscenza del calcio italiano, già idolo dei tifosi dell'Udinese, e che oggi sta trascinando il Lens sul tetto del campionato transalpino. E lo fa indossando la casacca giallorossa del sodalizio dell'omonima città dell'Alta Francia con il sempre simbolico numero dieci. E' cambiato tutto si sa, le cifre sulla maglia dei calciatori non hanno lo stesso significato di prima, tutto marketing, scelte bizzarre, portieri che non hanno più il numero uno sulle spalle, attaccanti con il numero ottanta, quando prima era una presa in giro per il più scarso della compagnia che non era degno, dunque, di numeri dall'uno al sedici. Ma il numero dieci no. E' e sarà sempre il "fregio" identificativo di Maradona, Pelè, Zico, Platini, alias del fuoriclasse, del campione, dell'uomo in più e ne approfittiamo per citare il film "L'uomo in più" interpretato da un grande campione ieri come oggi, ovvero Toni Servillo, per la regia di Paolo Sorrentino prima dell'Oscar. Campioni, numeri dieci, uomini "in più", come Thauvin, come il suo Lens, primo nel campionato francese con trentasette punti, una striscia (aperta) al momento di sei vittorie consecutive. Un miracolo, in panchina Pierre Sage, in campo meno campioni dell'anno precedente, visto che in estate sono andati via proprio con destinazione Italia pezzi pregiati come El Aynaoui (Roma) e Diouf (Inter). Eppure nonostante il Lens sia la nona rosa per valore di mercato della Ligue1 (novantuno milioni) è prima in classifica. Eppure nonostante Lens sia una città di appena trentaquattromila abitanti, considerando i primi cinque campionati europei, è, oggi, la big assoluta del vecchio continente mettendo in rapporto la posizione in classifica con il numero dei suoi cittadini. Forza Lens, dunque, che riesce a tenere testa, e al momento a tenere dietro il Paris Saint Germain (Parigi oltre due milioni di abitanti, valore rosa del Psg oltre un miliardo) e l'Olympique Marseille (Marsiglia quasi novecentomila abitanti, valore rosa OM quasi quattrocento milioni).
Il miracolo di Sant'Antonio da Padova
E chissà, dunque, che il Lens non guidi la vetta del campionato solo per queste giornate ma riesca a vincere la Ligue 1…Sarebbe un miracolo, direbbe qualcuno, ma se il suo proprietario Joseph Marie Oughourlian è lo stesso del Padova, attualmente impegnato più che dignitosamente nella serie cadetta italiana, nonché patria di Sant'Antonio, sognare, probabilmente costa molto meno…



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