Il calciatore argentino ha incaricato i suoi legali italiani di agire contro l'ex moglie. Sullo sfondo accuse di diffamazione e video intimi diffusi online.
Mauro Icardi affida la sua reazione agli avvocati italiani — Raffaele Rigitano, Valeria De Vellis e Salvatore Pino — per denunciare quella che definisce una «grave condotta» attribuita all'ex moglie Wanda Nara, oggi al centro di un nuovo caso esplosivo. Secondo quanto appreso dall'Adnkronos, il calciatore argentino ha dato mandato ai suoi legali per intraprendere «tutte le azioni necessarie» in sede penale.
Al centro della vicenda, un video a contenuto sessualmente esplicito che, secondo Icardi, era stato condiviso con Wanda Nara in un contesto esclusivamente privato durante la loro relazione coniugale. Il filmato, secondo il racconto dell'attaccante del Galatasaray, sarebbe però finito online con l'intento di danneggiare la sua immagine pubblica e turbare la sua relazione attuale con Eugenia 'China' Suarez. Un'accusa pesante, che alimenta la tensione già altissima tra i due ex coniugi.
Il calciatore ha appreso "con sconcerto" che un contenuto personale fosse stato "reso pubblico per diffamarmi". La diffusione del video sarebbe solo l'ultimo capitolo, dopo la denuncia sporta lo scorso anno contro Wanda Nara presso la Procura di Milano per l'indebita sottrazione delle figlie minori. «Subisco una nuova offesa — dice — ma questa volta reagirò in tutte le sedi competenti.»
I casi di Revenge porn in Italia sono in preoccupante aumento. Nel 2024 l'Autorità garante per la protezione dei dati personali ha parlato di 299 segnalazioni di persone che temono la diffusione di foto e video a contenuto sessualmente esplicito, un numero che è "raddoppiato rispetto allo scorso anno". Una ricerca condotta da PermessoNegato in ollaborazione con The Fool nel 2020 aveva invece messo in luce come il 4% degli italiani fosse vittima di Revenge porn mentre quasi il 9% conosce una vittima. Altra statistica inquietante è questa: 1 vittima su 3 ritiene che la diffusione non consensuale di materiale a sfondo sessuale non sia un reato.



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