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I papaveri del Piacenza Calcio, il codice etico prima di tutto

Passeggiata tra i campi di calcio della città dei bambini, di Totò De Vitis, di Gigi Cagni e Pippo Inzaghi. 

La grazia campestre di una passeggiata in un assolato pomeriggio d'estate tra i campi dell'Île-de-France. "Campo di papaveri", un'opera d'arte, potente, significativa, di Claude Monet. Papaveri, fiori, piante erbacee della famiglia delle Papaveraceae, diffuse ovunque, in Europa e nel resto del mondo. Papaveri come uno dei nomi utilizzati per individuare l'appartenenza al Piacenza Calcio. La grazia campestre di una passeggiata d'estate, una "fotografia" semplice ma efficace di ciò che è veramente importante nella vita, nella sua vera essenza. Il codice etico del Piacenza Calcio, una "fotografia" semplice ma efficace di ciò che è veramente importante nella vita, nella sua vera essenza. Piacenza cittadina dell'Emilia Romagna, centomila abitanti, tanta storia e altrettanta arte, come consueto nella straordinaria Italia, nazione bella, la più bella del mondo, e su questo l'orgoglio è un dovere.

I papaveri di Monet, i papaveri del Piacenza

 Il Piacenza Calcio 1919 potrebbe tornare nel calcio che conta

Pippo Inzaghi ai tempi del Piacenza Calcio

Piacenza, società di calcio nasce la prima volta nel 1919, oggi è in serie D. Le ambizioni non mancano, il progetto della nuova proprietà c'è e poggia su basi solide, Piacenza potrebbe tornare nel calcio che conta, senza nulla togliere alla più che dignitosa serie D. Ad essere già di un'altra categoria, comunque è la presenza nel Piacenza Calcio 1919 di un codice etico. "Il Piacenza Calcio considera i propri sostenitori parte integrante della società e componente fondamentale durante le gare. Il Codice Etico e di comportamento è uno strumento nato dalla volontà della società biancorossa di assicurarsi che la passione della tifoseria venga impiegata per supportare la squadra e per rappresentare i valori del club". I valori, parola importante in un calcio e un mondo dove ci si riconosce a stento, forse, troppo intrappolati in una bolla social quasi virtuale, artificiali sì, intelligenti chissà.

L'importanza dei valori etici del Piacenza Calcio 1919

"Il Piacenza Calcio riconosce che l'osservanza di principi di comportamento basati su valori etici sia di fondamentale importanza per la propria crescita sportiva, economica e reputazionale". Forza Piacenza ragazzi, che parla di crescita reputazionale! "Il Piacenza Calcio crede dell'importanza della funzione sociale dello sport in generale e, in particolare, del gioco del calcio, quale strumento di formazione, educazione, integrazione e aggregazione dei singoli individui". Funzione sociale, appunto. Il calcio e lo sport come momento di incontro, di aggregazione, ma non per duelli da far west in campo e sugli spalti.

Il patron del Piacenza sviluppa prodotti tra tradizione e natura

Il presidente del Piacenza Calcio 1919 è Marco Polenghi, alla guida della Polenghi Food, gruppo alimentare, che propone "nuove tendenze in cucina sviluppando prodotti innovativi legati alle tradizioni e alla natura", tra i principali produttori mondiali di succo di limone e derivati dell'agrume giallo. Ad affiancarlo anche altri soci, nella consapevolezza che si vince con il gioco di squadra, con una società solida dove i componenti si possono sostituire ma non la "mission", fare del Piacenza Calcio 1919 una squadra vincente ma soprattutto un modello sociale virtuoso.

Marco Polenghi, presidente del Piacenza Calcio

 Piacenza città a sostegno dei bambini

Il logo dell'Unicef sulla maglietta del Piacenza

E non potrebbe essere diversamente. Chi "entra" in questo gioiello medioevale del territorio emiliano si trova dinanzi al cartello con la scritta Piacenza ma soprattutto "città a sostegno dei bambini". Sì proprio così. Una città per chi veramente conta, i più piccoli, ovvero ognuno di noi esseri umani che prima di essere adulti siamo stati bimbi. Una crescita sana, dunque, che parte quando si è "under".

Piacenza città dei bambini. Piacenza calcio che nei suoi anni d'oro nel calcio esibiva orgogliosamente sul petto dei suoi calciatori, ben in evidenza sulle casacche rosse che diventavano bianche in trasferta, il logo "Unicef", il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia per "contribuire alla sopravvivenza, alla protezione e allo sviluppo delle potenzialità di ogni bambino e bambina, con speciale cura per quelli più fragili e vulnerabili". L'epoca d'oro dei Garilli e della serie A

A portare quelle maglie Unicef in giro per gli stadi italiani è stato il Piacenza degli anni della serie A, il momento migliore della sua storia, tra gli anni Novanta e l'inizio del nuovo secolo. La massima serie, un presidente come Leonardo Garilli, imprenditore appassionato e dirigente sportivo esperto, al quale oggi è dedicato lo stadio, quello che si chiamava "Stadio Comunale" o "Stadio della Galleana", oggi è dedicato al papà di Stefano e Fabrizio, i suoi collaboratori nell'impresa come nella squadra di calcio che fece innamorare i tifosi e conquistare l'affetto di tanti neo simpatizzanti. Tra gli allenatori della sua "bacheca" figura Gigi Cagni, che probabilmente in terra piacentina ha vissuto parte dei momenti più importanti della sua carriera. Ma vanno citati tra gli altri anche Pippo Inzaghi che il balzo nel grande calcio lo fece proprio da giovane promessa del Piacenza Calcio e Antonio De Vitis, detto Totò. E ancora oggi De Vitis è legato al Piacenza, da direttore tecnico della prima squadra e responsabile del settore giovanile. Un amore lungo, in varie riprese, prima calciatore, poi allenatore degli Allievi e prima fase da dirigente. Il ritorno a Piacenza, "Terra di passo", come è stata definita da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico per la sua collocazione geografica, vent'anni dopo, nel 2023. A Piacenza, dove uno dei principali obiettivi della società "è quello di creare con i nostri tifosi una cultura condivisa di valori quali la lealtà, lo spirito di sacrificio, l'inclusione sociale".

I papaveri in un campo: un quadro di Monet

Il Piacenza Calcio 1919 è in serie D, girone D, i punti che mancano per la vetta sono pochi, la promozione è possibile ed è un obiettivo importante, come lo è e anche di più questo: "il Piacenza Calcio si impegna a creare un forte spirito di appartenenza al club e una sincera condivisione di tutti i valori e lavora per soddisfare i bisogni dei propri tifosi, sostenitori e cittadini".

I biancorossi, i lupi (dalla lupa capitolina a ricordare la fondazione di Piacenza ad opera dell'impero romano, come avamposto di difesa dai "barbari"), i papaveri, sono pronti a scendere in campo al "Garilli" per la prossima sfida, con la grazia campestre di una passeggiata, come il capolavoro di Monet. 

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