In Sardegna si allevano futuri calciatrici e calciatori ma si semina anche conoscenza.
Grazia Deledda, Maria Lai ed Eva Mameli Calvino. La scrittrice nata a Nuoro, unica donna italiana a vincere il Premio Nobel, l'artista pittrice, scultrice, tessitrice di parole e di fili originaria dell'Ogliastra, la naturalista nata a Sassari, prima donna a conseguire la libera docenza in botanica presso un'università italiana, tre sarde, tre donne straordinarie, tre persone che, in epoche e ambiti diversi, hanno avuto la capacità di abbattere barriere e aprire nuove strade nella società, sono "materia" di giovani calciatrici e calciatori. Il "privilegio" per ricevere formazione culturale è indossare una maglia di calcio, una precisa casacca, rossa e blu, con il simbolo dei Quattro Mori, una divisa da gioco vissuta da un mito assoluto come Gigi Riva.
Cagliari, Sardegna, terra di autonomia e orgoglio, di appartenenza territoriale e di grande umiltà, i veri valori si trasmettono anche con il calcio. E per crescere "mens sana in corpore sano", e perché essere calciatori non significa solo saper dare quattro calci ad una palla ma conoscere il proprio passato e la propria storia, il Cagliari ha varato "Heritage". Un progetto culturale e formativo, un progetto che ha un importate e nobile obiettivo, ovvero far apprendere e approfondire alle giovani generazioni che militano nelle selezioni "under" del Cagliari, le persone e i luoghi che hanno lasciato un segno nella storia della Sardegna, creando un legame sempre più profondo con l'identità e i valori dell'isola. Identità, valori, e non si dica che i calciatori di oggi sono solo selfie e veline, playstation e abiti firmati.
Cagliari obiettivo giovani e cultura
A Cagliari si lavora sui giovani in tutti i sensi. E se mister Fabio Pisacane è stato voluto per portare avanti un discorso di "cantera", di vivaio che cresce e diventa adulto, e se Tommaso Giulini il presidente che scommette su un Cagliari "giovane e italiano" ha voluto anche rinnovare i quadri dirigenziali, puntando su Pietro Accardi direttore sportivo giovane ma già affermato che si "è fatto le ossa" in una realtà calcistica altamente green da sempre come l'Empoli, e per il settore giovanile su Massimiliano Canzi, il cerchio si chiude se si dimostra come in terra sarda si crescono calciatori ma anche persone. E che un mondo migliore parte anche da chi è bravo con i piedi ma capace e preparato anche con la testa.
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A Cagliari il Progetto Heritage
"Heritage" il progetto formativo per i giovani atleti del Cagliari è nato da poco ma è un modello virtuoso che andrebbe esportato e replicato ovunque. La prima edizione è stata dedicata a tre grandi donne sarde di epoca diversa ma accomunate oltre che dai natali isolani anche per la loro straordinarietà in vita.
La prima tappa è stata a Nuoro, a "Casa Deledda", con una visita formativa degli under 16 rossoblu al Museo Grazia Deledda nella terra, natìa, della scrittrice. Poi c'è stato un secondo step, quello tra i sentieri e le collezioni dell'Orto Botanico di Cagliari dove i campioncini in erba under 17 hanno ripercorso il percorso umano e professionale di Eva Mameli Calvino. Una figura pionieristica nel mondo scientifico e "esempio di passione, competenza e determinazione". L'Orto Botanico di Cagliari, cinque ettari di meraviglie di Madre Natura, un paradiso per la mente, come in "Perfect Days", capolavoro al cinema di Wim Wenders, dove Hirayama lavora come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo ma che conquista quotidiana felicità quando immerge il suo sguardo tra le fronde degli alberi. L'Orto Botanico di Cagliari appena visitato dalle giovani promesse del football sardo sorge su un'area archeologica di epoca romana. La bellezza della natura, il fascino della storia, la conoscenza di una donna straordinaria, tutto "grazie" al fatto di essere calciatori.
Ecco, probabilmente, la fortuna per le giovani e i giovani che militano nelle squadre del Cagliari non è solo poter ambire a fare un lavoro giocando, giocare a pallone ed essere pagati per questo, ma anche vivere giornate di conoscenza, di formazione culturale, di crescita nel senso vero della parola. Poi si può diventare Pelè, Maradona, Zico, Platini, Messi e Cristiano Ronaldo, ma innanzitutto si diventa calciatore se si è persona, si è persona con la cultura e la conoscenza. Il calcio è tutto ma non abbastanza se si fa gol nel paese in cui si gioca ma non se ne conoscono storia e origini, personalità importanti e personaggi che ne hanno migliorato la società. "Heritage", ovvero patrimonio dell'umanità, il tesoro artistico, storico, architettonico e naturale che una comunità eredita dalle generazioni precedenti, e a Cagliari grazie al calcio l'operazione è partita…



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