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Hai visto mister Flanagan? In panchina c'è di nuovo Roy Hodgson

Stima e affetto assoluti per chi a settantotto anni ama il suo lavoro e accetta la serie B (quasi C speriamo di no…) 

L'età è uno stato mentale ed anche uno stato d'animo. Grande Roy Hodgson, che torna in panchina a settantotto anni e soprattutto lo fa al Bristol City, in una squadra di Championship, la serie B inglese e, tra l'altro, sedicesima in classifica. 

Un atto d'amore per il proprio lavoro ma anche per la squadra che lo ha chiamato al capezzale e dove mosse i primi passi nel calcio britannico nel 1982 ovvero oltre quarant'anni orsono. Immediata confessione: mister Hodgson ci sta simpatico. E' stato allenatore in Italia dell'Internazionale Milano e dell'Udinese. Un galantuomo, un signore, sempre garbato, spirito ed educazione "british" come, ormai, non se ne vedono più. Eh sì cari elisabettiani, orgogliosi del vostro "splendido isolamento", nazionalisti da voler uscire dall'Europa e non aver mai voluto rinunciare a guidare al contrario del resto del vecchio continente. Le prese di corrente? Manco a parlarne, noi siamo inglesi, siamo diversi e noi tutti cittadini del mondo ad acquistare adattatori appena mettiamo piede a Londra. Londra, a sedici chilometri dal suo ponte, dove il nostro amato Roy vide i suoi natali quasi ottanta primavere fa. Contea di Surrey, sobborgo di Londra, storia antica che coincide con la Noviomagus dell'itinerario di Antonino, origini confermate dal ritrovamento di monete romane e altri resti del tempo. Una carriera lunga, densa. Da allenatore ha conquistato campionati e trofei in Svezia (con l'Halmstad e con il Malmö FF), ma anche in Danimarca (campionato e Supercoppa con il Copenaghen", ha frequentato l'Italia allenando le sopracitate Inter ed Udinese, è stato membro per diverse volte del Comitato di Osservazione Tecnica della Fifa ma soprattutto ha vestito i panni più ambiti per chi fa l'allenatore di mestiere.

 Roy Hodgson dall'Inghilterra all'Inghilterra

E' stato, infatti, commissario tecnico della nazionale del suo paese, l'Inghilterra. E, ad onor del vero, coach della selezione nazionale di calcio lo è stato anche altrove, ha guidato, infatti la Svizzera, gli Emirati Arabi Uniti e la Finlandia. Insomma uno che ha settantotto anni e le esperienze cui sopra, potrebbe anche pensare di fare il commentatore tv, il nonno al parco, il pensionato che si gode serenità in qualche verde campagna, oppure scrive un libro, che ormai lo fanno tutti, se non scrivi un libro non sei nessuno. Ma lui, Roy Hodgson, è persona serena, ama la vita e ciò che fa, vede il lato buono delle cose e quindi se lo chiamano a fare il mestiere che ama, why not? Per la gioia di Giacomo Poretti, uno dei tre diamanti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo che a "Mai dire gol" vestiva tra gli altri i panni di un insegnante di inglese. Un esilarante personaggio dal nome inequivocabile, mister Flanagan, che invitava a scandire per benino le parole in lingua britannica, per imparare, e tra le più gettonate vi era il nome e cognome del nostro amato allenatore, "Roy Hodgson…Roooy…Hodgsoon…Hooodgsooon", rallentando sempre più per sancire l'esatta pronuncia inglese.

Giacomo Poretti da Hodgson a Sforza (Ciriaco ma non è De Mita)

La scelta fatta da Giacomo e dagli autori del trio, non era casuale. Roy Hodgson era personaggio che si prestava ad essere tale in una trasmissione cult come "Mai dire gol". E poi vuoi mettere l'omaggio doveroso e sentito, seppur divertito e a prendere in giro, per l'allenatore della tua squadra del cuore. Il trio, infatti, non ha mai mancato di mettere in luce la propria fede nerazzurra doc. Aldo è interista, Giovanni è interista, Giacomo è interista, e la loro simpatia per la Beneamata è stato spesso ricordato in modo brillante come loro, in vari film. La scena indimenticabile è quella in "Tre uomini e una gamba". Il buon Giacomino finisce in ospedale con dolori lancinanti durante un lungo viaggio in auto con i suoi sodali, e per il ricovero in ospedale in assenza di pigiama indossa la maglietta di Sforza, nulla a che vedere con la nobile famiglia simbolo della Milano che fu e della quale resse il Ducato. Trattasi di Sforza Ciriaco, centrocampista svizzero non proprio indimenticabile dell'Inter 1996/1997. "Quella di Ronaldo era finita" spiega ad Aldo e Giovanni il buon Giacomino nel film vedendo i suoi compagni straniti alla vista di una maglia nerazzurra inneggiante ad un campione meno campione di altri nella gloriosa storia del Biscione a tinte nere come la notte e azzurre come il cielo.

Mister Flanagan e Roy Hodgson

 Hodgson nato a Croydon il paese degli arcivescovi di Canterbury

Croydon, colonia sassone abbastanza importante, è famosa per una chiesa dove hanno trovato riparo terrestre ben sei arcivescovi di Canterbury, compreso l'arcivescovo Whitgift. Ma Croydon è anche, come detto, la patria natìa del nuovo allenatore ad interim del Bristol City. "La nomina di Roy ci aiuterà a definire gli standard e i valori necessari per avere successo", ha dichiarato l'amministratore delegato della società Charlie Boss. "Ho avuto ottime sensazioni, ho parlato con la dirigenza e sono davvero felice dell'opportunità di poter aiutare la squadra in queste giornate" ha spiegato il mister dopo essere tornato al Bristol City quarantacinque anni dopo la sua prima volta. Quasi mezzo secolo? Mezza vita e anche più? Ma no, ladies e gentleman.

Hurrà The Robins, Viva i Pettirossi, Forza Bristol City!

"Non cercare di aggiungere più anni alla tua vita. Meglio aggiungere più vita ai tuoi anni" e mister Hodgson è uomo di cultura e saggezza, e conosce sicuramente ciò che diceva Blaise Pascal. Da oggi siamo tutti un po' tifosi del Bristol City, siamo supporters dei "The Robins" (I Pettirossi) come vengono chiamati. Dai Roy facci sognare, please! 

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