Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Il Gs Excelsior e la rivoluzione dell'inclusione: la squadra che fa giocare tutti e vince fuori dal campo

A Bolzano una società di Terza Categoria ha trasformato il calcio in uno strumento di integrazione e uguaglianza: qui nessuno resta in panchina e ogni minuto vale allo stesso modo.

Ci sono squadre che vengono ricordate per i trofei vinti e altre che lasciano il segno per ciò che rappresentano. Il Gs Excelsior di Bolzano appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La sua storia, raccontata da Domani, dimostra che il calcio può essere molto più di una competizione: può diventare uno strumento concreto di inclusione, integrazione e crescita personale.

I numeri sportivi, a prima vista, sembrano impietosi. Li racconta Domani, che spiega come in quasi venticinque anni di attività nei campionati di Terza Categoria, la squadra altoatesina ha collezionato centinaia di sconfitte e pochissime vittorie. Eppure, proprio dietro questi risultati apparentemente negativi, si nasconde una delle esperienze più significative del calcio italiano.

La filosofia dell'Excelsior nasce nel 2001 nel quartiere Don Bosco di Bolzano e si ispira alla più autentica cultura del campetto. La regola è semplice: devono giocare tutti. Non esistono titolari e riserve, non conta essere più forti o più tecnici degli altri. Ogni calciatore ha diritto allo stesso spazio in campo.

Per garantire questo principio, la squadra utilizza un particolare sistema chiamato "minutometro". L'allenatore non sceglie la formazione soltanto in base alle prestazioni sportive, ma tiene conto del numero complessivo di minuti disputati da ciascun giocatore durante la stagione. L'obiettivo è fare in modo che tutti abbiano le stesse opportunità.

Dietro questa scelta c'è una visione precisa dello sport. Nel gruppo trovano posto persone con storie molto diverse: migranti, ragazzi con fragilità cognitive o psicologiche, giovani che hanno attraversato momenti difficili e persone che stanno cercando di ricostruire la propria vita. Il calcio diventa così un punto d'incontro capace di abbattere barriere e differenze.

L'inclusione, però, non significa assenza di regole. Chi veste la maglia dell'Excelsior deve impegnarsi negli allenamenti e dare il massimo delle proprie possibilità. Conta il rispetto reciproco, conta la partecipazione, conta la volontà di far parte di una comunità.

Nel corso degli anni questa impostazione ha permesso alla società di conquistare il rispetto di avversari e addetti ai lavori. Se le vittorie sul campo sono poche, quelle fuori dal rettangolo di gioco sono numerosissime. Ne sono una prova le 18 coppe fair play conquistate come squadra più corretta del campionato.

L'impegno dell'Excelsior non si ferma nemmeno alle partite. La società promuove infatti iniziative dedicate alla cultura della lealtà sportiva e del fair play, coinvolgendo atleti, dirigenti e personalità del mondo dello sport. Un progetto per portare anche nella società valori come accoglienza, uguaglianza e partecipazione. Che in fondo sono il trofeo più bello.

Festival della Serie A, a Parma va in scena la sto...
Tempo di pagelle e consigli di lettura
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://mail.il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...