Dopo tre sconfitte su tre alla Coppa d'Africa 2025, il governo gabonese scioglie lo staff tecnico, sospende la nazionale ed esclude Aubameyang ed Ecuele Manga. Una decisione senza precedenti che intreccia sport e potere.
Gabon, Coppa d'Africa 2025: un'eliminazione che diventa caso di Stato
L'eliminazione del Gabon dalla Coppa d'Africa 2025, in corso in Marocco dal 21 dicembre, si è trasformata rapidamente da fallimento sportivo a crisi istituzionale. Tre partite, tre sconfitte: 1-0 contro il Camerun, 3-2 contro il Mozambico e il clamoroso 3-2 subito in rimonta dalla Costa d'Avorio dopo essere stati in vantaggio 2-0. Zero punti nel girone e uscita immediata dal torneo.
All'indomani dell'ultima sconfitta, il governo gabonese ha deciso di intervenire direttamente, con un comunicato ufficiale del Ministero dello Sport che non ha precedenti per durezza e contenuto.
"Considerata la prestazione disonorevole delle Pantere durante la Coppa d'Africa 2025 e tenendo conto degli effetti multiforme agli antipodi dei valori di etica ed esemplarità promossi dalla Repubblica, il Governo ha deciso: lo scioglimento dello staff tecnico; la sospensione della squadra nazionale fino a nuovo ordine; l'esclusione dei giocatori Bruno Ecuele e Pierre Emerick Aubameyang".
La sospensione della nazionale e il rischio di uno scontro con la FIFALa decisione non si limita al licenziamento dell'allenatore Thierry Mouyouma e del suo staff, ma colpisce l'intero sistema: la nazionale è sospesa a tempo indeterminato e non potrà riunirsi fino a nuovo ordine. Una scelta drastica e potenzialmente in contrasto con i regolamenti FIFA, che vietano interferenze dirette dei governi nelle federazioni calcistiche nazionali.
L'annuncio è stato fatto in televisione dal ministro dello Sport ad interim Simplice-Désiré Mamboula, che ha parlato apertamente di "prestazione disonorevole". Un primo messaggio era stato trasmesso già nella notte tra il 31 dicembre e l'1 gennaio, salvo poi essere rimosso dai canali istituzionali, prima della pubblicazione definitiva del comunicato.
Aubameyang ed Ecuele Manga, puniti i simboli del Gabon
Particolarmente significativa è l'esclusione definitiva di Pierre-Emerick Aubameyang e Bruno Ecuele Manga, i due calciatori più rappresentativi della selezione. Aubameyang, 36 anni, è il miglior marcatore e il giocatore con più presenze nella storia del Gabon, oltre a essere il Calciatore africano dell'anno 2015.
L'attaccante dell'Olympique Marsiglia aveva lasciato il ritiro dopo la sconfitta contro il Mozambico per un problema alla coscia, in un contesto già teso tra club e federazione. Sui social, prima che il messaggio venisse rimosso, aveva risposto alle critiche con parole nette:"Penso che i problemi della squadra siano molto più profondi della mia modesta personalità".
Una dichiarazione che ha contribuito ad alimentare il dibattito interno, trasformando il caso sportivo in una questione di identità nazionale.
Le parole del presidente e la crisi del calcio gabonese
La delusione per la Coppa d'Africa era arrivata fino al Consiglio dei ministri. Il presidente Brice Clotaire Oligui Nguema non ha nascosto la sua irritazione: "Questo indebolisce una parte della nostra identità nazionale".
In un comunicato ufficiale, il capo dello Stato ha individuato le cause del fallimento: "La nazionale evidenzia due problemi principali: la mancanza di metodo e la dispersione delle risorse", promettendo "decisioni forti e strutturali" per ristabilire rigore e responsabilità nella governance dello sport.
La situazione politica in Gabon: chi governa e come ha preso il potere
Il contesto politico è fondamentale per comprendere la durezza della reazione governativa. Il Gabon è guidato dal presidente Brice Clotaire Oligui Nguema, salito al potere nell'agosto del 2023 in seguito a un colpo di Stato militare che ha destituito Ali Bongo Ondimba. La famiglia Bongo governava il paese da oltre cinquant'anni, rendendo il cambio di potere uno degli eventi politici più rilevanti della storia recente del Gabon.
Oligui Nguema, generale e comandante della Guardia Repubblicana, ha giustificato il golpe come un atto necessario per porre fine a un sistema considerato corrotto e autoreferenziale. Da allora ha avviato una fase di transizione politica caratterizzata da un forte accento sulla lotta alla corruzione, sul recupero dell'autorità dello Stato e sulla riorganizzazione delle istituzioni.
Il suo orientamento è pragmatico e fortemente centralizzato: il potere esecutivo mantiene un ruolo dominante e interviene direttamente nei settori simbolici della vita pubblica, tra cui lo sport. In questo quadro, il calcio diventa uno strumento politico e identitario, utile a veicolare messaggi di disciplina, responsabilità e rottura con il passato.
La sospensione della nazionale e la punizione dei suoi simboli più noti si inseriscono dunque in una strategia più ampia: mostrare che nessun ambito, nemmeno quello sportivo, è sottratto alla nuova linea di rigore imposta dal potere politico gabonese.






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