La Figc e l'Ospedale Bambino Gesù lanciano una campagna per rompere il silenzio sul disagio psicologico tra adolescenti. In tredici anni, +1000% di accessi psichiatrici al pronto soccorso.
Di fronte a questa emergenza silenziosa, la Figc ha scelto di dare voce al disagio, lanciando la campagna "Ad Alta Voce", realizzata con l'agenzia Enne Factory e in collaborazione con la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale e l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Un'iniziativa che vuole rompere il muro del silenzio e riportare al centro la salute mentale come questione collettiva, non privata. «Affrontare la salute mentale con trasparenza e dignità è un dovere verso le nuove generazioni», ha dichiarato Tiziano Onesti, presidente del Bambino Gesù. «I dati ci dicono che l'emergenza cresce. Serve una rete solida – famiglie, scuola, sport, istituzioni – per garantire ascolto, diagnosi precoce e cure a ogni bambino e adolescente in difficoltà».
La campagna coinvolge dieci testimonial delle Nazionali A femminile e maschile, cinque per ciascuna, che prestano volto e voce a pensieri e riflessioni raccolti tra gli atleti della DCPS e i pazienti di neuropsichiatria del Bambino Gesù. Tra loro, Agnese Bonfantini, Eleonora Goldoni, Laura Giuliani, Annamaria Serturini, insieme a Manuel Locatelli, Daniel Maldini, Riccardo Orsolini, Sandro Tonali e ai commissari tecnici Andrea Soncin e Gennaro Gattuso.
Le frasi pronunciate dagli Azzurri nascono da esperienze autentiche, tratte dalla vita quotidiana, e riflettono il vissuto di chi convive con fragilità mentali spesso ignorate o minimizzate. Parlare, raccontarsi, ascoltare: tre gesti semplici che possono salvare una vita. «Il calcio – ha ricordato il presidente Gabriele Gravina – ha il dovere di essere strumento di inclusione, ascolto e cambiamento culturale. "Ad Alta Voce" è una carezza verso chi soffre e una presa di responsabilità concreta: perché tacere, su questi temi, non è più possibile».
La salute mentale, oggi, è la vera frontiera del benessere. E il fatto che sia proprio lo sport più popolare a prendersene carico è un segnale importante: non c'è vittoria più grande che imparare a chiedere aiuto.




Commenti (0)