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Gruppo Solomon, Brigata Vitali e spari al 25 aprile. Il fascio-ebraismo tra stadi e strade

Dall'arresto di Eitan Bondì alla nascita del "Gruppo Solomon": viaggio nella nuova destra della comunità ebraica romana, tra militanza ultras, simboli del passato fascista e le tensioni post-7 ottobre.

21 anni, romano, il liceo Renzo Levi al Portico d'Ottavia prima dell'iscrizione all'Università, facoltà di Architettura, qualche lavoretto nel fine settimana, come rider. Una vita normale, quella di Eitan Bondì, il giovane uomo che lo scorso 25 aprile ha ferito con una pistola ad aria compressa due militanti dell'ANPI, di ritorno dalla manifestazione del Parco Schuster, a Roma. Lo hanno incastrato le telecamere di videosorveglianza. Dovrà rispondere di detenzione di armi, mentre l'accusa di tentato omicidio è già stata derubricata a tentate lesioni pluriaggravate anche dalla premeditazione.

Una vita normale, dicevamo. Fatta di cose comuni: il gruppo di amici, il bar, lo stadio, la Roma. Una come tanti, ma fino a un certo punto. Nella sua abitazione, tra Viale Marconi e Ostiense, dove vive con la madre, le forze dell'ordine hanno trovato coltelli e due pistole vere, regolarmente detenute. Per questo il suo profilo è in queste ore approfondito dagli inquirenti, che vogliono fare luce sul possibile coinvolgimento di Eitan Bondì in altri episodi di violenza. Perché soprattutto Roma è diventata teatro di contrapposizione feroce, di odio neanche troppo taciuto: gli scontri del 25 aprile 2024 a Porta San Paolo, l'ordigno al centro sociale La Strada alla Garbatella, le aggressioni ai militanti ProPal e poi, come controaltare, le Pietre d'Inciampo oltraggiate, le scritte antisemite. Un clima di odio che cresce e si alimenta tra strade, scuole e stadio.

Proprio qui, secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, è nato il "Gruppo Solomon", piccola unione di tifosi romanisti di fede ebraica che dopo l'arrivo alla Fiorentina di Manor Solomon, calciatore israeliano che si era fatto notare soprattutto per l'appoggio all'azione dell'esercito di Netanyahu in Palestina, e le conseguenti rivolte degli ultras viola avevano deciso di fondare questa piccola formazione in suo onore. Senza un posto fisso allo Stadio Olimpico, ma dove capita. Non è chiaro se Eitan Bondì facesse parte del gruppo, ma è sintomo di un nuovo clima, di una nuova appartenenza, di una nuova partecipazione. Ne aveva parlato anche Valerio Renzi nella sua newsletter S'è Destra: "La comunità ebraica di Roma si è spostata a destra, l'Italia si è spostata a destra e Israele si è decisamente spostato a destra. E dopo il 7 ottobre le cose si sono ulteriormente esacerbate, con l'emergere di numerosi episodi di squadrismo a opera degli elementi della destra della comunità ebraica nella capitale".

Il riferimento era in particolare ai fatti del Liceo Manara, a Monteverde, dove opera un collettivo di sinistra molto attivo, in particolare contro il genocidio in Palestina. Lo scorso febbraio, ignoti si sono introdotti nel cortile della scuola, hanno chiuso gli ingressi, sigillato le serrature, disegnato stelle di David sopra i muri e affisso uno striscione: "Collettivo manariota antifascista? Hai reso la scuola "judenfrei". A rivendicare l'azione è stata la Brigata Dario Vitali, il cui simbolo è un teschio coronato di alloro con una rosa in bocca, che porta il nome di una delle cinque Medaglie d'oro al valor militare di fede ebraica della Grande Guerra, eroe nazionale, combattente in Etiopia e commissario del Fascio di combattimento di Livorno. Venne catturato dagli inglesi nel 1941, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvandolo, forse, dai rastrellamenti e dagli arresti che intanto il fascismo stava eseguendo in Italia. "Oggi molti ebrei italiani non hanno memoria diretta dell'esperienza del nazifascismo, e non si curano delle responsabilità politiche e morali degli eredi politici del fascismo" hanno spiegato gli attivisti del Laboratorio ebraico antirazzista a Leonardo Bianchi su Internazionale, che parlano di una "deriva destrorsa".

Una deriva che cresce e si alimenta tra scuole, strade e stadi. E lunedì sera, intanto, allo Stadio Olimpico è arrivato Manor Solomon, per la partita tra Fiorentina e Roma. Qualcuno, sugli spalti, lo avrà applaudito anche se non indossava i colori giallorossi. Di certo non Eitan Bondì, finito ai domiciliari. Mentre la Gip Paola Della Monica scrive: "Appare evidente la premeditazione del gesto e la volontà di cagionare lesioni". 

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