Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Calcio e inclusione: la storia della Lupi Roma, la squadra che sfida gli stereotipi

La squadra romana che unisce sport e diritti: uno spazio sicuro per atleti e atlete LGBTQIA+, contro la mascolinità tossica e la paura di essere sé stessi. 

Lo striscione della Lupi Roma, la squadra che offre uno spazio sicuro per tutti gli atleti

C'è un calcio che fa veramente rima con inclusione. Al di là degli slogan, della retorica, delle parole belle ma vuote. Un calcio che apre le porte a tutti, che vince attraverso la diversità e che la fa diventare valore. "Da noi non si accetta nessun tipo di discriminazione: favoriamo l'inclusione, che è il vero fulcro dello sport. È questa la nostra missione". È questa la missione della Lupi Roma Outsport, un'associazione di sport e cultura che promuove aggregazione, rispetto, educazione attraverso lo sport. "Noi cerchiamo di dare uno spazio sicuro dove allenarsi, giocare e praticare lo sport soprattutto per persone LGBT - ci racconta Christian Mastropietro, calciatore e volontario della Lupi Roma - Negli anni passati abbiamo fatto parte di campionati amatoriali, quest'anno invece la nostra squadra di calcio a 5 parteciperà al CSI e sarà una grande prova per noi. Per confrontarci con altre realtà, per rafforzare il nostro messaggio. Vogliamo raggiungere più menti e più cuori possibili".

Un progetto che inizia sei anni fa, raccogliendo le tante realtà di Roma che avevano lo stesso obiettivo: far giocare persone gay, lesbiche, etero, bisessuali in uno spazio safe, libero, aperto. Perché giocare a calcio, oggi, non è facile per tutti. E soprattutto non è sicuro. "Mi piacerebbe dirti di sì, che a Roma e in Italia il calcio è sicuro per tutti. Ma non lo è e lo constatiamo dal fatto che abbiamo ancora bisogno di campagne LGBT oppure contro il razzismo. Poi andando nel piccolo, nel locale, dipende certamente dalle realtà in cui ci imbattiamo, ma di per sé il calcio è un punto di riferimento per la mascolinità, soprattutto quella tossica e questo purtroppo per una persona gay è un ostacolo. Quando persiste questo tipo di mascolinità la persona omosessuale è la persona che si trucca, che si mette lo smalto, che è femminile, quando in realtà ha solo il diritto di essere sé stessa". Non soltanto uno sport per soli uomini, ma solo per uomini duri, possibilmente cattivi: questa è la visione, imposta, del calcio. "Dobbiamo cancellare l'idea che chi gioca a pallone sia solo il maschio alfa, quello che comanda il mondo, la famiglia e la squadra. La figura del maschio deve essere totale, legata alla sensibilità, all'umanità e anche al combattere le discriminazioni".

I ragazzi della Lupi Roma, in marcia durante il Gay Pride nella capitale

Ancora oggi, infatti, il calcio non è aperto. E come spesso accade diventa specchio della nostra società: secondo l'ultimo Rapporto Diritti, il 53% delle persone omosessuali in Italia evita di tenere la mano del proprio partner in pubblico, mentre il 51% ha dichiarato di aver subito molestie, il 10% di aver subito almeno un attacco negli ultimi cinque anni e il 18% racconta di aver subito pratiche di conversione con lo scopo di cambiare orientamento sessuale o identità di genere. Un'indagine condotta dall'Agenzia per i Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, invece, ha rilevato che il 60% degli intervistati ritiene che siano aumentati non solo gli episodi di omolesbobitransfobia ma anche l'intolleranza e i pregiudizi nei confronti delle comunità LGBTQIA+.

Stesso discorso per il mondo dello sport, dove essere omosessuale è ancora un problema. "Facciamo riferimento ai coming out, nel mondo del calcio sono pochissimi - ci spiega ancora Christian Mastropietro - Il primo in Italia è stato Jacob Jankto, che a 29 anni improvvisamente ha smesso e ci chiediamo il perché conoscendo la risposta. Ma anche nel resto del mondo sono pochi i casi, come Joshua Cavallo. I numeri si contano su una mano. Guardiamo anche il tennis: nel femminile abbiamo tante persone dichiaratamente gay, nel maschile nessuno. Ci deve essere un motivo".

La squadra inclusiva dei Lupi Roma
Lo striscione della Lupi Roma per Paolo, vittima di bullismo

Un mondo in cui capita spesso di sentire un allenatore dire ai suoi ragazzi di non essere "delle femminucce", in cui per insultare l'avversario o l'arbitro lo chiami "frocio". Un mondo in cui, però, qualcosa si sta muovendo. "Le parole di Federico Bernardeschi fanno ben sperare e ci ricordano quanta sofferenza e quanto dolore ci sia in chi subisce insulti e offese omofobiche. Ma anche la vicenda del figlio di Pedro insegna, perché io non ho visto solo odio, ma anche tanta solidarietà". Ed è con la solidarietà, con l'educazione, con l'impegno che si può cambiare qualcosa. Quello che ogni giorno mettono in campo alla Lupi Roma: "Qui siamo Lupi e Lupe, abbiamo 70 associati, che sono sia giocatori che volontari, che hanno permesso alla nostra squadra di partecipare a diverse iniziative: la Finocchiona Cup a Firenze, dove abbiamo dedicato la nostra partecipazione a Paolo Mendico, ragazzo di 14 anni che si è tolto la vita dopo aver subito per anni atti di bullismo, un'altra piaga della nostra società. Abbiamo partecipato all'open day di Pietralata con tutte le associazioni inclusive di Roma, una giornata aperta a tutti dove chi voleva poteva provare sport, dal tennis al calcio, dal rugby alla pallavolo, passando per nuoto e tango. Una giornata che ci ha unito come città inclusiva, come dimostrato ai Giochi dell'Asterisco di Villa Osio, dove abbiamo partecipato alla raccolta fondi per sostenere la casa rifugio del Gay Center".

Sono una decina le realtà calcistiche gay-friendly in Italia: da Torino a Napoli, da Milano a Firenze, passando per Trento, Bologna, Bergamo, Padova e Roma, dove ad aprile arriverà la sesta edizione del torneo Veni Vidi Daje. E dove si giocherà per una città e per un calcio davvero inclusivi. In attesa che lo diventi anche il resto del Paese. 

Italia–Palestina: a Roma la prima partita del Camp...
Italia-Israele, il calcio parla di Palestina: curv...
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://mail.il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...