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Calcio e inclusione, il progetto Refugee Teams arriva a La Spezia

Allenamenti, condivisione e partite: il calcio torna a essere uno strumento di integrazione concreta per i giovani migranti, accolti nelle strutture del territorio spezzino. 

Una maglia azzurra, un pallone, un campo. Ma soprattutto: uno spazio dove sentirsi accolti, visti, riconosciuti. A La Spezia prosegue il percorso di Refugee Teams, progetto promosso dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, con l'obiettivo di favorire l'inclusione dei minori richiedenti asilo attraverso la pratica sportiva.

Un'iniziativa che non è solo calcio, ma relazioni, presenza, incontro tra pari. Una possibilità concreta per tanti ragazzi accolti nelle case di accoglienza Cittadella della Pace e Casa sulla Roccia, che ogni settimana si allenano e giocano insieme a coetanei tesserati FIGC, in un contesto strutturato e formativo.

In campo per abbattere le barriere


A seguire le attività sul campo ci sono i referenti locali del progetto: Pier Giorgio Baudinelli, delegato regionale FIGC, insieme al collaboratore Stefano, e agli operatori Talib Bendra, Barbara Gemelli e Matteo Borsalino. Accanto a loro, lo Spezia Calcio Popolare, che ha messo a disposizione gli spazi di gioco, e il CMD - Centro Medico Diagnostico di Via Fratelli Rosselli, che ha garantito le certificazioni mediche necessarie per lo sport agonistico.

Il calcio, in questo contesto, è molto più di un gioco: è un linguaggio comune, una palestra di cittadinanza, uno spazio di cura collettiva.

Non solo partite, ma percorsi di crescita


Anche se quest'anno il progetto si è concentrato su incontri locali di calcio a sette, lo spirito rimane lo stesso: favorire il confronto tra ragazzi di culture diverse, valorizzando le competenze sociali tanto quanto quelle sportive.

Nel 2024, i ragazzi spezzini – con il nome Caritas Spezia – avevano addirittura raggiunto le finali nazionali a quattro di Coverciano, ottenendo un ottimo terzo posto e i complimenti dello staff della Nazionale Under 20, tra cui il mister Corradi e il team manager Bonucci.

Ma il risultato più importante non è stato il podio, quanto la rete di relazioni umane costruita attorno al progetto, che continua a crescere anche quest'anno.

Maglie, palloni, dignità


La FIGC ha inoltre fornito materiale tecnico per sostenere l'attività settimanale: maglie della Nazionale, palloni, pettorine. Piccoli simboli che fanno la differenza, perché restituiscono dignità e senso di appartenenza anche nei gesti più semplici.

«La vera vittoria di tutti sono le finalità sociali raggiunte», sottolineano gli organizzatori. Un calcio che non si limita al risultato, ma che si fa comunità, accoglienza, occasione di riscatto.

Foto in copertina: Città della Spezia

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