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Calcio e guerra in Ucraina: il caso di Junior Moraes

Il brasiliano naturalizzato ucraino rischia la chiamata alle armi dopo lo scoppio del conflitto con la Russia, ma dalla Romania arriva la sponda della Federazione Calcistica romena.

Anche se l'offensiva russa sembra rallentare al momento in cui scriviamo, il pericolo di ulteriori recrudescenze lascia in sospeso le speranze di dialogo e trattativa auspicate dai più. Inutile aggiungere che certi fatti sono drammatici a prescindere delle parti in causa, da chi ne viene coinvolto ; o che sarà prima o poi il solito gioco a somma zero, da cui nessuno più furbo e astuto uscirà in fin dei conti rafforzato, rinvigorito. Non ci dilunghiamo allora su colpevoli e naufraghi, vittime e carnefici, l'informazione galoppa più veloce dei proiettili e venirne a capo, tornare in superficie, è a tratti più complicato che seguire sviluppi e ipotesi risolutorie, per quanto ventilate in queste ultime ore. 

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"Mi rifiuto di stare sullo stesso campo". La lettera di Szczesny a sostegno dell'Ucraina - Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo

Prima di scendere in campo per la partita tra Empoli e Juventus, il portiere bianconero Wojciech Szczesny ha deciso di dire la sua su quanto sta accadendo nell'est dell'Europa, con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Sentimenti e pensieri affidati ad un lungo post su Instagram, dopo che la federazione di calcio polacca e anche quella svedese hanno rifiutato di giocare i play off mondiali contro la squadra russa. 

 Junior Moraes e lo Shakhtar Donetsk

Pensare a come possa il mondo dello sport avere a che fare con vicende simili sembra lunare, come pure parlare di certi calciatori coinvolti, sembrano episodi appartenere talmente ad altre epoche, da farci apparire degli ingenui solo a nominarli. Eppure la realtà chiama, è ad un passo, poco più in là del Danubio, in un Paese pur sempre asilo calcistico di tanti sudamericani ; realtà che vede adesso alcuni di questi atleti protagonisti loro malgrado, dall'oggi al domani. Così accade a Junior Moraes, centravanti in forza allo Shakhtar Donetsk, club di massima divisione ucraina, e fucina da anni di talenti carioca pronti a far salti qualità, avvicendarsi di continuo, per cambiare casacche e solcare ben altri palcoscenici in giro per l'Europa. Il classe '87 nato a Santos in Brasile, ma in seguito naturalizzato ucraino, gioca continuativamente nel campionato di massima serie ucraina dal 2012, anno dell'approdo definitivo al Metarluh Donec'k che lo aveva prelevato l'anno prima dai romeni del Gloria Mistrita e dopo un prestito annuale al CSKA Sofia. Al Metarluh il ragazzo mette a segno 35 reti in 63 presenze. Tre anni più tardi l'approdo alla Dynamo Kiev, devo rimane per altri tre anni intervallati dalla breve parentesi nei cinesi del Tianjin Quanjian. E' del 2018 il passaggio allo Shakhtar di Donetsk, club simbolo calcistico della città, dove ha messo a segno finora 46 gol in 72 partite giocate.

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Prendere posizione, sempre. Da Rublev a Malinovski, uniti per l'Ucraina - Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo

Il tennista russo ha preso un pennarello, si è diretto verso la telecamera più vicina e ha scritto un messaggio che non lascia scampo ad interpretazioni: "No war please", "No alla guerra per favore". Parole che hanno fatto da eco a quelle che aveva pronunciato il giorno prima: "In questo momento ti rendi conto che la partita non è importante. Non mi interessa? Perché quello che sta succedendo è molto più terribile. E come ho detto, ti rendi conto di quanto sia importante avere la pace nel mondo e rispettarsi a vicenda, qualunque cosa accada". 

 Tra Ucraina e Romania

Nel marzo del 2019 l'ottenimento della cittadinanza ucraina e la prima convocazione nella nazionale allenata da Andriy Shevchenko. Da allora con la casacca gialloblu l'attaccante ha collezionato 11 presenza e una rete. Così tuttavia si è visto oggi nella lunare condizione di poter essere chiamato alle armi proprio dalla sua nazione adottiva, visto che il provvedimento diramato dal Presidente ucraino Zelensky, coinvolge tutti i cittadini ucraini (dunque anche atleti e sportivi) impedendo loro per i prossimi 90 giorni di lasciare il territorio nazionale, in vista di una possibile chiamata alle armi. Moraes è solo uno dei 13 brasiliani presenti nell'organico del club. La squadra di mister De Zerbi, dopo aver ripiegato da Donetsk, capoluogo di una delle due regioni di cui Mosca ha riconosciuto l'indipendenza, verso Kiev ed essere poi rimasta bloccata a causa dei bombardamenti della Capitale ucraina, sembra poter trovare riparo in Romania, per intercessione della Federazione Calcistica locale. Lo fa sapere LaLazioSiamoNoi.it sul suo sito ufficiale riportando le parole del giornalista romeno di Pro-Tv, Emanuel Rosu, apparse sul suo profilo Twitter : " La FA romena è riuscita ad aiutare i brasiliani allo Shakhtar e gli altri stranieri alla Dynamo Kiev a lasciare la zona di guerra. Entreranno in Romania e saliranno sull'autobus Ro NT, quindi si dirigeranno nei centri di allenamento fuori Bucarest per risposare." Questo nonostante la legge marziale oggi di fatto in vigore in Ucraina. Che sia la soluzione definitiva di questa triste vicenda ? Ce lo auguriamo davvero.

Claudio Viozzi

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