Dal Celta Vigo al Piemonte: cinque storie che raccontano il volto sociale del pallone.
Il Celta Vigo premia i tifosi storici
Un'idea semplice, ma potentissima.
Il Celta Vigo ha deciso di ringraziare i suoi sostenitori più fedeli in un modo speciale: nell'ultima partita di Liga i giocatori sono entrati in campo accompagnati non dai tradizionali bambini, ma dagli abbonati storici del club.
Accanto alla squadra c'erano tifosi con oltre cinquant'anni di abbonamento alle spalle. Mezzo secolo di amore, trasferte, pioggia, delusioni e gioie.
Un gesto simbolico, diverso dal solito, per dire grazie a chi c'è sempre stato.
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Anaïs Bounouar alla guida dell'Under 17 maschile del TolosaAnaïs Bounouar, 35 anni, ex calciatrice professionista, è diventata allenatrice dell'Under 17 del Toulouse FC, uno dei migliori settori giovanili francesi.
Un segnale importante: una donna alla guida di una squadra maschile in un grande vivaio europeo.
Le sue parole sono un messaggio diretto:
«La diversità, che sia in termini di religione, personalità o genere, consente un approccio più aperto al mondo. Amo le nostre nuove generazioni perché sono come spugne, in grado di adattarsi molto più velocemente di chiunque abbia mai conosciuto».
Normalità, professionalità, competenza.
È così che si cambia cultura.
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Dopo le polemiche sul caso Vinícius e sulle parole di José Mourinho, servivano parole chiare. Sono arrivate dall'allenatore del Bayern Monaco, Vincent Kompany:
«Mio padre è una persona di colore degli anni Sessanta, probabilmente all'epoca l'unica opzione che aveva era stare zitto, non dire niente, ed essere superiore a loro, essere dieci volte meglio, per avere un po' di credito».
Kompany ha parlato con fermezza, richiamando la propria esperienza personale e quella della sua famiglia, citando anche Eusébio per sottolineare quanto il razzismo sia una ferita storica del calcio e della società.
Dopo le sue parole, un sondaggio tra tifosi tedeschi ha rivelato che il 78% degli intervistati lo considera un modello nella lotta contro il razzismo.
Messaggio chiaro: prendere posizione conta. E può educare le nuove generazioni.
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Scelta forte anche da parte del Werder Brema.
Con un comunicato ufficiale, il club tedesco ha annullato la tournée negli Stati Uniti, prevista anche a Minneapolis, prendendo posizione rispetto al clima di tensione e alle recenti violenze (e omicidi) legate alle politiche di sicurezza e immigrazione di Donald Trump.
Un messaggio chiaro: giocare in un contesto che non rispecchia i valori del club non è accettabile.
Ancora una volta, il calcio dimostra che può essere anche responsabilità sociale.
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Da Castelnuovo Don Bosco, in Piemonte, arriva una storia che parla di futuro.
Un progetto di "calcio integrato", promosso dal CGS e sostenuto dalla realtà del Cocco Village, pensato per ragazzi tra i 16 e i 25 anni con disturbi del neurosviluppo e in condizioni di fragilità sociale.
Non una semplice scuola calcio, ma un percorso strutturato con metodologie educative basate su evidenze scientifiche, per sviluppare autonomia, relazione e benessere attraverso lo sport.
Incontri gratuiti, autofinanziati, con l'obiettivo di costruire un progetto stabile e sostenibile anche per le famiglie.



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