Dalla spiaggia di Sambaqui alla Serie A: la storia di Wesley França, talento brasiliano del 2003 pronto a conquistare l'Europa con la maglia della Roma.
Sambaqui è un quartiere di Florianopolis, nel sud del Brasile. E' a una ventina di chilometri dal centro città, ha spiaggia cristallina e una storia da scoprire. Il nome deriva da una parola indigena che vuol dire "ammasso di conchiglie", cumuli che poi diventavano santuari, cimiteri, case. Luoghi preziosi. E' da qui che viene Wesley França, nome completo Wesley Vinicius França Lima, il nuovo terzino della Roma. Un gioiello lasciato sulla spiaggia, finalmente trovato, preso e pronto adesso a sbarcare in Europa, a fare il salto di qualità. C'è andato vicino già due volte, con Real Madrid e Barcellona, adesso è la volta buona.
La carriera di Wesley: dal rimpianto Real Madrid ai 200 reis di stipendio
Classe 2003, originario di Açailandia, famiglia semplice, umile, Wesley a 2 anni si trasferisce a Sambaqui e inizia subito a giocare a pallone. La sua prima squadra è il Tubarao, quando non ha nemmeno 9 anni. Nel 2016 poi il primo incrocio del destino: un procuratore organizza un campo estivo targato Real Madrid nella capitale di Santa Catarina. A coordinare il tutto c'è Savio, storica bandiera del Flamengo, che si impegna per la città, per il territorio, e chiede che 10 posti vengano garantiti per bambini che vengono da famiglie disagiate, a basso reddito. Tra loro c'è Wesley. Che inizia a farsi notare dal primo momento, anche perché il miglior giocatore, stando alle promesse, avrebbe vinto un viaggio a Madrid e si sarebbe allenato per una settimana con il Real.
Uno degli allenatori che segue il campo estivo si sbilancia: "Se potessi, porterei subito Wesley in Spagna". Ed è proprio lui, alla fine, che viene scelto. Wesley non sta nella pelle, viene premiato in una palestra gremita di gente, il suo nome inizia a circolare, i primi articoli, le prime interviste. Poi però del viaggio in Spagna non si hanno più notizie. Una truffa, una beffa, una promessa gettata al vento.
Il riscatto al Flamengo
Wesley non si butta giù. Bussa alla sua porta la Figueirense, un passo in avanti importante, ma anche stavolta qualcosa va storto: il club entra in crisi ed è costretto a chiudere il settore giovanile. Niente da fare, si ricomincia. Si torna al Tubarao, dove esordisce a soli 16 anni. Stipendio? 200 reis, un rimborso spese. Neanche sempre pagato, visto che anche questa società ha problemi economici.
A complicare il tutto ci si mette anche la pandemia, che blocca i campionati e anche gli stipendi. "In quel momento pensai di smettere e cominciare a lavorare con la mia famiglia al ristorante - ha raccontato Wesley nella prima intervista ai canali ufficiali della Roma - Io lavoravo come parcheggiatore. Nel momento in cui avevo provato a diventare professionista, tutto era andato storto a causa del Covid, ho pensato che il calcio non fosse il mio destino. Mia sorella continuò a mandarmi messaggi motivazionali, voleva spingermi a riprendere con il calcio. Alla fine del 2020 decisi di tornare a giocare dopo un anno di stop. Registrai un video e il mio agente lo inviò a tutti i suoi amici. Da quel momento cominciarono a contattarmi per fare provini, poi arrivò il Flamengo nel 2021."
C'è Savio, che non si è dimenticato di lui, dietro a tutto questo. È il 2021, il periodo di prova dura due giorni. Tempo un mese e diventa titolare dell'Under 20, la società corre ai ripari e gli fa subito firmare un altro contratto. Anche perché il nome di Wesley inizia a circolare. E arriva sulla scrivania del Barcellona, che spedisce un'offerta: 1 milione di euro per il prestito e un'opzione di acquisto per altri 15. Niente da fare: Wesley resta qui. Resta e gioca: 56 presenze (2 gol e 1 assist) nella stagione 2022/2023, altre 51 presenze (e 1 assist) in quella successiva e infine l'ultima, ancora in corso, 28 gettoni, 3 assist e 2 gol. Tra cui quello decisivo, l'altra sera, nell'ultima partita con il suo Flamengo.
Che intanto ha chiuso per Emerson Royal dal Milan e può lasciarlo andare. 30 milioni di euro sul banco, 25 di parte fissa e altri 5 di bonus. La Roma ha il suo nuovo terzino destro, che si presenta così: "È un onore indossare la maglia che hanno indossato questi giocatori. Gente come Cafu e Maicon è fonte di ispirazione per me, per cui sono molto felice di vestire questa maglia e spero che un giorno qualcuno possa ispirarsi anche a me". Le premesse sono buone, adesso spetterà al campo.





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